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Contorni di Noir | June 27, 2017

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Amélie Nothomb – Diario di Rondine

| On 27, Mag 2011

Il libro:
Editore Voland / Collana Supereconomici
Anno 2011
88 pagine – brossura
Traduzione Monica Capuani

La trama:
Ti risvegli al buio nella più assoluta incoscienza. Dove sono? Che cosa è successo? Per un istante la memoria è cancellata. Non capisci più se sei un bambino o un adulto, un uomo o una donna, colpevole o innocente. Le tenebre sono quelle della notte o di una prigione?

Capisci solo una cosa, e tanto più intensamente dal momento che è il tuo unico bagaglio: sei vivo. Più di così non lo sei mai stato: sei vivo e basta. In che consiste la vita all’interno di questa frazione di secondo in cui hai il raro privilegio di non avere identità?

In questo: hai paura.

88 pagine. E’ quanto dura questo libretto super economico della Voland, che mi hanno regalato alla Fiera del Libro di Torino, mentre curiosavo fra i libri del loro Stand.

Poche pagine in cui è concentrato un racconto noir, nel quale il protagonista è un pony express, licenziato dopo aver investito un vecchio e quindi definito “pericolo pubblico” dal suo capo, che senza mezzi termini lo caccia fuori.

Una storia d’amore finita male, l’atrofizzazione dei sensi, tale da non provare alcun dolore o piacere, anestetizzati dalla vergogna e dalla disperazione. Solo la musica dei Radiohead sembra scuotere il suo gelo, ma vuole tornare a provare le emozioni forti che fanno di lui un uomo vivo!

Per una serie di coincidenze, diventa un killer davvero spietato, al soldo di una banda di russi e si accorge che uccidere gli procura un grande piacere, mentale e fisico. Uccide senza provare pietà, senza scrupoli, senza..anima.

Finchè non si trova di fronte una ragazzina, che con sguardo di sfida attende la morte, senza paura. Questo lo esalta, ma lo destabilizza e da quel momento la situazione prende una piega inaspettata..

Cosa dire dello stile della Nothomb? A me piace tantissimo, ogni romanzo è un salto nel buio, alla scoperta di storie dai contorni fantasiosi e grotteschi, tristi o divertenti, ma sempre con una semplicità e un’arrendevolezza che la rendono unica nel suo genere.

In sole 88 pagine la scrittrice è riuscita a creare un noir crudo e brutale, ma non condivido la decisione di concludere in modo alquanto misterioso e, per certi versi, incompleto..


La scrittrice:
Nata nel 1967, di nazionalità belga. Figlia di un ambasciatore, ha vissuto per molto tempo in Giappone (da cui ha tratto spunto per il suo libro “Stupore e tremori”), poi trasferitasi in Cina, poi New York, Bangladesh, Europa..una donna sempre in movimento e in fermento letterario, tanto da scrivere un libro all’anno.
Personaggio eclettico, non ama i computer, né i cellulari.
Della stessa scrittrice, ho recensito Stupore e tremori, Le catilinarie e Igiene dell’assassino.
Sito: www.amelienothomb.com dove troverete una bellissima biografia.

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