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Contorni di Noir | October 21, 2017

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Alicia Giménez Bartlett – Riti di morte

| On 06, Lug 2011

Riti di morte
Il libro:
Editore Sellerio
Anno 2002
404 pagine – brossura
Traduzione Maria Nicola
La trama (presa dal sito della Sellerio):
Quarto appuntamento con Petra Delicado, ispettore della policía nacional di Bercellona, e col suo vice Fermín Garzón. Ma in Spagna, dove i due investigatori sono nati e godono di un successo di lettori, e televisivo, di lunga durata che comincia a proseguire anche in Italia, Riti di morte è la prima avventura investigativa della coppia. E dato che siamo in effetti alla prima uscita, Giménez Bartlett presenta distesamente i suoi due personaggi. Petra è emersa da poco da una crisi esistenziale – il naufragio di due matrimoni, un lavoro di avvocato che non l’appagava -, è entrata in polizia dove, in quanto donna – sostiene lei – è stata parcheggiata negli archivi, fino a questo caso spinoso e scabroso: un violentatore seriale che lascia un tatuaggio sulle sue vittime («il fiore» lo denomina Garzón, con una delle sue frequenti metafore, immaginifiche e popolaresche insieme). Garzón, invece, viene dalla Spagna più interna e più pigra, Salamanca; e di lui, lento, grasso, leale, carico di esperienza e di pregiudizi, ma ricco di uno spirito sorprendentemente rapido nel superarli, Petra stenta a trovare la chiave interpretativa, la via d’accesso per superare le sue resistenze a dover ubbidire a una donna dotata per altro del carattere di un detective americano da hard boiled school. E l’investigazione si articola mentre i due animano la loro schermaglia che sembra quasi un gioco erotico sublimato: Petra disprezza provoca e tormenta, Fermín cede resiste e abbozza e poi trova una uscita che persuade e conquista il suo capo. Intanto, secondo un ritmo narrativo che è puro divertimento, intorno a questo duello si consolida la scorza dura che rende un’amicizia anche una macchina di investigazione formidabile. E chi legge ritrova e riconosce la materia che sostanzia il giudizio che della Giménez Bartlett ha dato Cesare Cases. Che siamo di fronte a un genio mediterraneo per il giallo, consistente nell’umorismo di un dialogo che rende l’intrigo poliziesco mosso, espressivo e ameno come una commedia di costume.
Cosa mi è piaciuto? Il ruolo di Petra che fatica a mantenere binomio donna-ispettore di polizia, brusca quel tanto che basta per farsi rispettare, anche se ogni tanto oltrepassa il limite ed è simile ad uno scaricatore di porto. Complessata dalla vita e alla ricerca di una pace interiore che le permetta di assaporare i gesti quotidiani, investita di un ruolo che non le si addice, almeno inizialmente. 
Dopo ne rimane totalmente coinvolta, rischiando di perdere l’obiettività necessaria a condurre un caso molto delicato come questo.
Il suo collega è veramente strano, in soggezione di fronte ad un capo donna, a tratti romantico e delicato, ma relegato al ruolo di vice in modo eccessivo, facendo pensare di non volersi assumere alcuna responsabilità. Alla fine, al contrario, è un personaggio dalle mille sfaccettature, un omone scorbutico ma allo stesso tempo dolce e affabile.
Una lettura scorrevole e tranquilla, non il genere che seguo normalmente, ma sicuramente da riprovare!

Ho recensito anche: Morti di carta e Giorno da cani

La scrittrice:

Considerata la versione spagnola di Camilleri, nasce nel 1951 a Barcellona. Laureata in Letteratura e Filologia Moderna. Ha insegnato letteratura spagnola, prima di cimentarsi nella scrittura e dopo aver riscosso un notevole successo, ha deciso di continuare su questa strada.
Dopo aver creato il personaggio di Petra Delicado, l’ispettrice sempre alle prese con casi particolari, la sua popolarità è aumentata in modo esponenziale e l’ha eletta una delle scrittrici più seguite in Spagna, ma non solo.

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