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Contorni di Noir | October 19, 2017

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Franck Thilliez – L’osservatore

| On 15, Set 2011

Il libro:
Editore Editrice Nord
titolo originale: La syndrome E
Anno 2011
504 pagine – rilegato
Traduzione Mara Dompè

Esce oggi il nuovo libro di Franck Thilliez, “L’OSSERVATORE”, già definito dal France Soir come “il miglior  thriller dell’anno” e questa è la trama:


Ludovic Sénéchal, collezionista di filmini e di cortometraggi d’epoca, riesce ad acquistare un film muto del 1955, tramite un annuncio su internet. Le bobine in vendita, in una soffitta polverosa dove il venditore lo accompagna sono tante, ma la curiosità lo porta a sceglierne uno con la dicitura “50 immagini al secondo“, quando in genere sono 24.
Torna a casa e si mette a guardarlo. Le immagini sono scure e offuscate e nell’angolo superiore destro compare un cerchio bianco. Dopo qualche minuto, Ludovic diventa cieco.
Preso dal panico, compone il primo numero di telefono che gli viene in mente e chiama Lucie Hennebelle, conosciuta tramite il sito della Meetic, luogotenente di polizia a Lille, che lo aiuta a ricoverarsi per accertamenti. Lucie cerca di capire come il suo ex boyfriend abbia perso la vista dopo aver visto quella terribile pellicola e interpella un esperto. Si scopre che, rallentando i fotogrammi, la bobina contiene delle immagini subliminali di  una ferocia inaudita. Ma, nel giro di poco tempo, l’uomo viene ritrovato morto. Le sue mani mozzate, gli occhi enucleati e un biglietto da visita di Lucie all’interno della bocca.
Nel frattempo, in un cantiere vicino alla Senna, nel paese di Notre-Dame-de-Gravenchon, vengono rinvenuti 5 cadaveri con il cranio segato e gli occhi cavati dalle orbite. Ma chi può aver commesso una simile barbarie? I due avvenimenti sembrano collegati, il modus operandi sembra simile..

Nelle indagini viene coinvolto il commissario Franck Sharko, che da molto tempo non si occupava di indagini “sul campo”. Un uomo gonfio di farmaci destinato a invecchiare da solo, marchiato da una vita spaccata, incisa nelle rughe come un fiotto di dolore”. Odia i giornalisti, che scaccia sempre malamente e incute soggezione a tutti. La figlia Eloise e Suzanne sono morte in circostanze violente. Sharko lavora per l’OCRVP, Ufficio Centrale per la repressione delle violenze contro le persone. Le indagini saranno lunghe e complesse e partiranno da Lille per arrivare fino a Montréal, in Canada, passando attraverso l’Egitto. Cosa può collegare tutti questi Paesi?

“L’occhio in sé, non è altro che una volgare spugna che capta l’immagine”. E’ attraverso questa frase letta nel libro, che voglio cominciare a raccontare quanto sia rimasta colpita dalla descrizione del romanzo, che passa attraverso una serie interminabile di atti violenti come filo conduttore. Il tutto veicolato attraverso  le immagini come stimolazione per l’aggressività. L’occhio che capta nei fotogrammi l’immagine subliminale, senza in realtà avere una percezione reale di cosa sta guardando.

L’occhio come simbolo anche di voyerismo collettivo, dove si spiano gli altri attraverso un buco della serratura o trasmissioni che si moltiplicano come il Grande Fratello, piuttosto che L’isola dei famosi.
Perché in fondo, diciamolo, chi non ha la curiosità di “entrare” nella vita degli altri? Lo stesso Facebook è un veicolo di informazioni.
Nel marketing, le immagini subliminali vengono studiate per verificare la preferenza di un prodotto anziché un altro, attraverso l’inconscio. Ma tutto questo mi fa paura, davvero. Poco tempo fa, si è scoperto che la Disney aveva inserito, all’interno di un cartone animato, un messaggio subliminale e i casi di questo tipo sono molto numerosi..Tra l’altro, questo tipo di tecnica si potrebbe attuare davvero in qualsiasi settore e con conseguenze inimmaginabili.
Veniamo al romanzo, intricato e complesso quanto basta, per non riuscire a capirci un granché fino quasi alla fine. Il commissario Sharko è folle e tenero al tempo stesso, direi fuori dagli schemi canonici del poliziotto classico e lo rende più “normale”. Un uomo che ha combattuto per una vita con i fantasmi dei morti che ha dovuto vedere e imbottito di psicofarmaci per evitare di essere internato. Lucie Hennebelle, donna intraprendente e con quello strano bagliore negli occhi che contraddistingue i veri poliziotti.
Il romanzo di Thilliez è, al di là della bella storia intricata che ci racconta, un monito a ricordarci di prestare maggiore a quello che guardiamo. A quando lasciamo i figli davanti al televisore o a un videogioco. Siete sicuri di quello che vedono? Siamo sicuri che il progresso nella tecnologia non abbia un..effetto boomerang?

L’Osservatore è stato uno dei libri più caldi dell’ultima Fiera di Francoforte: i diritti di traduzione sono stati venduti in tutti il mondo.

Qui la scheda del libro: L’osservatore

Il sito dello scrittore: http://www.franckthilliez.com/
Lo scrittore:
Franck Thilliez nasce nel 1973 ad Annecy, vive nel Nord-Est della Francia, nel Pas-des-Calais, anche se viaggia spesso dalle Antille alla Guyana. Ha pubblicato, sempre con Editrice Nord, “La stanza dei morti” nel 2007, un thriller al centro di un clamoroso caso editoriale grazie al parere favorevole dei lettori. Nel 2008 è uscito il secondo romanzo, “Foresta nera”, che ha confermato la sua bravura e la sua popolarità, definito da “Le Figaro Littéraire” come “un talento indiscutibile”. Nel 2009, ha pubblicato “La macchia del peccato”.

Qui le schede dei tre romanzi:
La macchia del peccato
Foresta nera
La stanza dei morti

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