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Contorni di Noir | June 24, 2017

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Jonas JonassonIl centenario che saltò dalla finestra e scomparve

| On 03, Nov 2011

Il Centenario che saltò dalla finestra e scomparve
Il libro:
Editore Bompiani
Anno 2011
462 pagine – brossura con alette
Traduzione Podestà Heir M.
La trama:
Arrivato al suo centesimo compleanno, Allan Karlsson decide di scappare dalla casa di riposo dove alloggia, mentre si allestiscono i preparativi per la sua festa. Di punto in bianco, con addosso ancora le sue pantofole, scavalca la finestra della sua camera e si incammina verso la stazione degli autobus. Un giovane dai modi aggressivi, gli chiede di tenere d’occhio la sua valigia, troppo voluminosa per entrare nel bagno della stazione e Allan ne approfitta per rubargliela e salire sul primo autobus che parte per uno sperduto villaggio svedese sconosciuto. Comincia così l’avventura del centenario, che incontra sul suo peregrinare Julius Jonsson – arzillo settantenne ladro e truffatore. Insieme, fuggiranno dal giovane che intende riprendersi a tutti i costi la sua valigia, piena di 52 milioni di corone svedesi. Ma i due sono inseguiti anche dalla polizia e da una banda criminale e in questa rocambolesca fuga, incontreranno vari personaggi, compreso un elefante di nome Sonya.
“Abbiamo a bordo un elefante.”
“Un elefante?”
“Si chiama Sonya.”
“Un elefante?”
“Asiatico.”
“Un elefante?”
“Un elefante.”
Bosse rimase un attimo in silenzio. Poi chiese: “E’ stato rubato anche l’elefante?” 
“Bè, in realtà, no.”
Bosse tacque ancora. Poi domandò: “Pollo arrosto e patate al forno per cena. Va bene?”

L’inizio è davvero esilarante..mi è piaciuta da subito l’idea che un uomo, arrivato alla soglia dei cento anni, potesse avere ancora l’energia per scavalcare una finestra e scappare. Come dire: “Perché porsi dei limiti?” E la quarta di copertina lo esprime chiaramente: “Quando pensi di non avere tanto tempo, puoi permetterti certe libertà.”
E questo arzillo vecchietto pensa bene non solo di fuggire dalla casa di riposo (e chi potrebbe dargli torto?), ma di fregarsi anche la valigia di un minaccioso ragazzo, senza neanche conoscerne il contenuto. Forse solo per il gusto di farlo. Ma Allan Karlsson non è, come si potrebbe immaginare, un uomo dal passato tranquillo e normale, anzi. Nasce nel 1905, suo padre è un convinto socialista rivoluzionario, con intenzioni belliche verso lo zar. Muore in circostanze ridicole e Allan, ancora ragazzino, diventa un genietto nella fabbricazione di esplosivi, tanto da diventare uno dei maggiori esperti del Paese.
La sua vita lo porta a visitare Paesi di tutto il mondo, a conoscere i più importanti personaggi della storia, quali Harry Truman, il generale Franco, Song Meiling, Oppenheimer..
La trama grottesca ed esilarante del romanzo, si mescola a molteplici cenni storici in cui Jonasson ci fa approdare e sembra che Karlsson sia riuscito a sopravvivere soltanto grazie alle sue conoscenze sul fabbricare una bomba atomica. 
Ma dopo una vita così avventurosa, credete che un uomo possa essere ricoverato in una casa di cura e passare così il resto della sua vita tra infermiere orribili e un altrettanto orribile porridge? No..
Il libro ha uno stile ironico e leggero, a tratti stucchevole e forse l’avrei “scremato” di una cinquantina di pagine che rischiano di appesantirlo. 
Per chi ha voglia di leggere un romanzo spensierato e fantasioso.
Lo scrittore:
Jonas Jonasson è nato in Svezia e vive a Ponte Tresa.
Giornalista e consulente media, sta scrivendo il suo secondo romanzo. Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve, ai primi posti delle classifiche di vendita in Svezia per oltre un anno, è in corso di traduzione in oltre trenta paesi.
È stato “Miglior libro dell’anno 2009” in Svezia; premiato dai librai svedesi con lo Swedish BookAudio Prize 2009. Dal romanzo è in preparazione un film con un cast internazionale. 

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