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Contorni di Noir | December 12, 2017

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1 Commento

Belinda Bauer – Blacklands

| On 13, Dic 2011

Blacklands
Il libro:
Editore Marsilio Collana farfalle/I Gialli
Anno 2011
304 pagine – brossura con alette
Traduzione Fabio Zucchella

La trama

Steven Lamb, un ragazzino di circa 12 anni, con la voglia di avventura che contraddistingue tutti a quell’età, decide di scoprire dove è stato ucciso e sotterrato suo zio Billy, per mano di un pericoloso serial killer pedofilo, vent’anni prima. Ne ha uccisi tanti, Arnold Avery e per questo motivo sta scontanto 18 anni di carcere, seguito a vista dallo psichiatra e dai secondini. Le vittime sono state sotterrate in mezzo alla brughiera di Exmoor e Steven ha deciso che deve ritrovare lo zio, scavando buche dappertutto. Arrivato allo sconforto per non esserci riuscito, decide che l’unico modo per scoprire la verità, è scrivere all’assassino. Se glielo chiederà gentilmente, forse Avery confesserà.
Ma Steven non sa che, dopo aver ricevuto la prima lettera, l’assassino comincerà un gioco sottile, in cui sarà lui a reggere le fila.
Ciò che mi colpisce fin da subito nel romanzo, è la caratterizzazione di Steven Lamb, un ragazzino per certi versi come tanti, ma che in realtà vive profondi conflitti interiori, per la mancanza di un padre, per la convivenza con una madre, -niente affatto presente e attenta, ma severa e autoritaria – che riesce ad essere dolce solo quando il compagno di turno, in questo caso lo “zio” Jude, si ferma qualche tempo con lei. E’ perseguitato dai bulli a scuola e perfino l’amico del cuore, Lewis, in qualche modo approfitta della sua generosità, mangiandogli sempre “la parte buona” della merenda. Perfino con il fratellino Davey si sente in competizione, quando si accorge che agli occhi di sua madre e della nonna, c’è una differenza di comportamento.
E Steven, per questi motivi, ha voglia di riscattarsi e di apparire sotto un’altra luce agli occhi di tutti e..quale occasione migliore se non quella di essere il primo e l’unico a scoprire che fine ha fatto lo zio Billy?
E in questo rapporto che nasce tra il bambino e il serial killer, Steven si sente davvero grande, al pari di un uomo adulto e si sente furbo, quando scrive le criptiche lettere, sapendo che se non fossero tali, sarebbero immediatamente requisite dai secondini.
Ma Arnold Avery è un adulto, ed è anche un pericolosissimo serial killer che sta scontando anni di prigione per aver scelto i bambini come sue vittime. E nonostante le continue torture, vessazioni e violenze subite in carcere, Arnold capisce che è solo questione di tempo, che deve rimanere freddo e imperturbabile. Deve dare l’immagine dell’uomo pentito, che costruisce panche di legno a cui applica una targa con il nome di ogni bambino a cui ha tolto la vita. Ma in realtà lui non è cambiato affatto.
Un giallo un po’ fuori dalle righe, dove non c’è un’indagine e un investigatore, ma in cui la trama riesce ad essere vivace e scorrevole, pur accompagnandomi, per tutta la lettura, un sottile e fastidioso nervo scoperto dovuto all’argomento trattato, la pedofilia.
I bambini sono intoccabili, e scalfire l’innocenza e la purezza è una pura bestialità. Il solo pensiero che possano esistere mostri del genere, mi inorridisce.
Spero che questi libri possano servire per attirare l’attenzione su ciò che i nostri figli vogliono comunicarci, attraverso i segnali che inconsciamente ci trasmettono e saperli interpretare nel modo giusto.
Belinda Bauer scrive che l’idea del libro si è evoluta nel corso della stesura, tanto da trasformarsi in una sorta di studio su quanto possano cambiare gli equilibri di una famiglia, quando all’interno di essa avvengono queste disgrazie. Credo che l’obiettivo sia stato raggiunto.
La scrittrice:
Belinda Bauer ,nata in Gran Bretagna, ha vissuto in Sudafrica e negli Stati Uniti, prima di stabilirsi nel Galles. Ha lavorato come giornalista e sceneggiatrice per cinema e tv. Blacklands è il suo primo romanzo, già venduto in 22 paesi, vincitore del Gold Dagger 2010, selezionato come Exceptional Debut da «Publisher’s Weekly» e «Bookseller», tra i 10 titoli imperdibili di tv Book Club nel 2010.

Commenti

  1. Ho trovato questo libro davvero notevole per le atmosfere che sa creare, il gioco tra punti di vista e personaggi, la doppia partita di verità tra passato e presente. Una bella scoperta, non c’è che dire.

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