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Contorni di Noir | December 16, 2017

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La macchina della morte A cura di Ryan North, Matthew Bennardo e David Malky

| On 31, Gen 2012

 
Notizie da un mondo in cui le persone sanno di che morte morire

Il libro:
Editore Guanda
Anno 2012
560 pagine – brossura con alette
Traduzione di Giovanni Garbellini
Curato da Ryan North, Matthew Bennardo e David Malky

La trama:
La macchina è stata inventata quasi per caso qualche anno fa. Con un semplice esame del sangue sa predire il modo in cui lasceremo questo mondo. Nessuna data. Nessun dettaglio. Solo un foglietto di carta con poche parole, insieme precise e insopportabilmente vaghe. Un oracolo infallibile, criptico e beffardo. Spaziando dall’umorismo alla fantascienza, dall’horror all’avventura, trentaquattro racconti di autori diversi immaginano mondi in cui il fatale responso della Macchina della Morte diviene il fondamento di una nuova gerarchia sociale o una semplice voce del curriculum, un mostro pervasivo contro cui lottare o una moda passeggera, il dato che può bruciare la carriera di un politico o il centro di nuovi giochi di società. Trentaquattro voci diverse per indagare come cambierebbero i rapporti umani e il lavoro, gli ospedali e le scuole, la giustizia e il crimine. Saremmo più liberi o vivremmo incatenati a quella sentenza ineluttabile, condizionati in ogni scelta da un destino che può materializzarsi in qualsiasi momento? Saremmo morbosamente attratti da ciò che ci ucciderà o cercheremmo di fingere con noi stessi di non sapere nulla? Sfideremmo la macchina cercando di smentire il suo verdetto o cambieremmo la nostra vita nel tentativo di allontanare il più possibile un finale già scritto? Un gioco, certo. Ma anche un modo per riflettere sulla nostra ossessione di voler sapere tutto, di svelare anche l’ultimo mistero, che ci porta soltanto a spingere un po’ più in là i confini dell’incertezza.

Ridere, ridere, ridere ancora, 
ora la guerra paura non fa, 
brucian le divise nel fuoco la sera, 
brucia nella gola vino alla sazieta’, 
musica di tamburelli fino all’aurora, 
il soldato che tutta la notte ballo’, 
vide fra la folla quella nera signora, 
vide che cercava lui,e si spavento’.
(cit. da “Samarcanda” di Roberto Vecchioni”)
Così recitava una canzone che ho ascoltato centinaia di volte. E il significato è chiaro: da qualsiasi parte tu vada, la Morte ti raggiungerà.
A meno che.. A meno che non ci si prepari all’evento, sapendo il “come”, se non il “quando”. E in questa società immaginaria esiste una macchina, chiamata la Macchina della Morte che, attraverso un semplice esame del sangue (una punturina sull’indice), ti darà il responso immediatamente, tramite un bigliettino. 
L’idea nasce dal creatore di Dinosaur Comics, Ryan North che, insieme a Matthew Bennardo e David Malky, ha lanciato una sfida su internet, attraverso proprio una striscia dei suoi fumetti, per sviluppare un racconto che avesse come oggetto la Macchina della Morte. Ed è stato un successo che ha portato alla raccolta di un numero spropositato di idee fantasiose e bizzarre, poi accuratamente selezionate.
In una società in cui regna l’incertezza, in cui dobbiamo farci predire il futuro dai maghi e dalle chiromanti, perfino dall’oroscopo. Vogliamo vivere meglio il presente e certo sapere come moriremo aiuta. …Aiuta? Cominciamo col sottolineare che questa macchina non indica né una data precisa, né una risposta chiara. Può uscire un biglietto con la scritta “VECCHIAIA”, che potrebbe significare morire di vecchiaia, o essere uccisi da un vecchio alla guida della sua auto. 
Il romanzo, composto da 34 racconti (ognuno accompagnato da un’illustrazione che lo descrive), ci porta a riflettere su un mondo immaginario, in cui imperano macchine di ogni genere e grandezza. Negli uffici, nei grandi magazzini, perfino nelle case. Uno strumento usato da un lato dai cittadini che bramano di curiosità, dall’altro perfino dalle aziende, che selezionano le assunzioni dei  candidati solo dopo aver visto il responso sui biglietti. Oppure dalle scuole, prima di accettare l’iscrizione di un bambino presso i loro Istituti.
Si possono organizzare feste a tema, tipo “La serata della targhetta sull’alluce”, dove ognuno esporrà come un cimelio la scritta della propria fine. Quasi fosse Halloween.
Cerchi di non pensarci, cerchi di vivere la tua vita come prima, quando dovevi cercare di non pensarci.”
Potrebbero generarsi delle classi superiori, destinate a gente dalla morte lenta e prevedibile – senza violenza nel loro destino – e classi inferiori, destinate a ferite d’arma da fuoco, avvelenamenti, incidenti sul lavoro, ghettizzati nei bassifondi per “il bene della società”.
Si potrebbero creare dei gruppi fra gli adolescenti, in base al proprio cartellino, pensando che non è da “fighi” morire di vecchiaia…molto meglio nel tentativo di salvare qualcun altro o dilaniato dai leoni!
Il sistema potrebbe anche portare a riflettere sul tipo di morte che avverrà, immaginando tutte le altre che non avverranno: “Era un pensiero nuovo, ma al tempo stesso il solito che mi rigirava in continuazione nella testa, solo rovesciato. Mi sono dato una manata sulla fronte, alle quattro del mattino. Sapevo come sarei morto, no? E allora cos’altro sapevo? Come non sarei morto. Ho dormito come un bambino.”
Al di là dell’argomento macabro – che a mio avviso non vuole essere lo scopo di questa raccolta- vi sono parecchi risvolti comici nei racconti, peraltro molto in sintonia uno con l’altro, che portano seriamente a riflettere su quanto siamo stupidi. Su quanto siamo convinti di essere possessori della nostra vita, quando invece, pur con tutte le informazioni possibili e immaginabili, facciamo sempre gli stessi errori e perdiamo di vista un concetto fondamentale, che è la vita, ORA. Ogni storia è diversa, ma simile.
Siete sicuri di voler conoscere il vostro futuro? Immaginatevi cosa sarebbe la nostra vita se non nascondesse incertezze, dubbi, aspettative, sogni. Tutto previsto, tutto organizzato.
Personalmente, condivido in pieno questa frase:
“Troppo ordine è peggio di troppo caos. Ci siamo evoluti nel caos. Siamo sopravvissuti al caos. La vita, nel caos, prospera.”
Per chi ha voglia di esorcizzare la morte, per ridere e sorridere del genere umano e dei suoi eccessi.
Consigliato.

Qui la scheda del libro: La macchina della morte

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