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Contorni di Noir | November 20, 2017

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2 Commenti

R.J. Ellory – Un semplice atto di violenza

| On 06, Gen 2012

Un semplice atto di violenza
Il libro:
Editore Giano / Collana Nerogiano
Anno 2011
655 pagine – rilegato
Traduzione Briasco L.; Vitangeli R.

Lo scrittore R.J. Ellory ha pubblicato il terzo libro per Giano Editore, dopo La voce degli angeli e Vendetta, apprezzati tantissimo dai lettori, un romanzo che già il titolo è tutto un programma..

 La Metà Silenziosa. Tutti noi abbiamo una Metà Silenziosa. E’ qui che si nascondono tutti i nostri peccati, le nostre trasgressioni, i nostri crimini e le nostre iniquità, il vacillare della ragione, della fede, dell’onestà, i nostri vizi e i nostri misfatti. E ogni volta cadiamo in disgrazia.”

“Conosci la differenza tra etica e morale? La morale riguarda le norme e le regole stabilite dalla società. Non uccidere, non rubare (..) Bè, l’etica è diversa. L’etica riguarda le decisioni che una persona prende quando deve affrontare una situazione reale, nella vita di tutti i giorni. Qualcuno entra in casa tua. Ha un coltello. Ghermisce tuo figlio. Tu hai una pistola (..). Che cosa fai?”
“Gli sparo.” 

Catherine Sheridan è in casa sua, il videoregistratore che proietta il film “La vita è una cosa meravigliosa”. Improvvisamente si trova davanti il suo assassino, che la strangola e la lascia priva di vita, con un nastro bianco intorno al collo e il corpo ricoperto di ecchimosi. Un profumo di lavanda aleggia nell’aria.
La donna è la quarta vittima di un killer soprannominato dai giornali “Il killer del nastro” e la polizia si trova ad affrontare una serie di indizi che la portano sempre ad un vicolo cieco.
In realtà, queste uccisioni fanno parte di uno schema molto più ampio e complesso, in cui la verità è talmente nascosta, in ragione di una società spesso cieca e superficiale, che quando il “Mostro sacro” verrà scoperto, niente sarà più visto con gli stessi occhi.

Per dirigere le indagini nel dipartimento di polizia di Washington, vengono nominati i detective Robert Miller e Al Roth, colleghi e amici, uno l’opposto dell’altro. Miller è considerato un “lupo solitario”, single per scelta, schivo e scorbutico, bravo nel suo lavoro – anche se non sempre coglie gli spunti che gli vengono suggeriti per le sue indagini. Roth è un poliziotto sposato, ha due figli e, nonostante il suo lavoro gli porti via molto tempo, cerca con tutte le sue forze di mantenere un ménage familiare “decente”.
Le donne assassinate sembrano non essere mai esistite. Single, senza amici o parenti. Le case in cui abitavano non erano “vissute”, il numero della previdenza sociale non collima con il nominativo, i conti in banca non corrispondono. Per aumentare ulteriormente la tensione, viene uccisa un’altra donna, completamente al di fuori degli schemi rispetto alle altre quattro, ma con lo stesso “modus operandi” delle altre. 


La pressione è altissima, sia da parte del capo della polizia Lassiter, sia da parte della stampa che freme per dare un nome all’assassino e con il dubbio che possa reiterare il gesto a breve, se non viene fermato in tempo. Tra l’altro, è periodo di elezioni di metà incarico in America e non c’è bisogno ulteriori tensioni sulla stampa.
L’assassino vuole essere trovato. E decide che deve essere il detective Miller a scoprire di chi si tratta. John Robey (ma sarà davvero il suo nome?) è uno stimatissimo professore del Mount Vernon College, parla ai suoi ragazzi e cerca di inculcare loro degli obiettivi, degli ideali. Forse gli stessi che aveva lui, quando è stato reclutato dalla CIA negli anni 80 e 90, insieme a Catherine Sheridan, all’epoca di Reagan e Bush senior. Dei reclutamenti se ne occupavano i “pastori”, uomini che riuscivano a cogliere quel lampo, quella scintilla negli occhi, che implicassero un desiderio di rendersi utili alla Nazione.
All’epoca, il Nicaragua stava subendo forti conflitti sociali, tra Sandinisti e Contras, per il controllo del traffico di droga. Lo stesso Reagan, nel 1981, affermò categoricamente che la situazione in quel Paese dell’America latina non era altro che il risultato dell’egemonia dei Sandinisti Filo-marxisti. Nello stesso anno, viene firmato il “protocollo d’intesa”, nel quale viene dichiarato che gli agenti del servizio segreto non sono obbligati a fornire informazioni sulle attività connesse al traffico di stupefacenti ai rappresentanti del ministero.
Gli agenti della CIA avevano il compito di tutelare l’ordine e non far generare il caos. Come? Infiltrandosi e uccidendo chi si opponeva o chi ostacolava il corso delle cose.
Ma si può uccidere, in virtù di un ideale? Chi decide la vita di un’altra persona? E in base a quali criteri?

Definire questo romanzo un thriller, sarebbe estremamente limitativo. E’ uno spaccato sociale di un Paese che, negli anni passati, ha dovuto confessare molti errori commessi dai Presidenti in carica, scandali che hanno portato a giudicare con occhi diversi gli uomini più potenti del mondo, non come entità empiriche, ma come esseri umani comuni che, in nome di ideali sbagliati, hanno lasciato uccidere, torturare centinaia, migliaia di persone. Il tutto, insabbiando ogni traccia.
Ma il risvegliarsi da un incubo, per John Robey, vuol dire anche rimboccarsi le maniche e cercare di rimediare a tutto l’orrore vissuto. Un uomo che ha dovuto uccidere, perseguendo degli ideali che si sono rivelati privi di fondatezza. Un fragile castello di carta che si è distrutto in un soffio.

R.J. Ellory ha saputo cogliere il giusto equilibrio tra thriller e informazione, tra suspence e violenza, rendendo la lettura piacevolissima a dispetto delle 655 pagine. Uno stile alla Don Winslow che mi ha piacevolmente sorpresa.
Sorge spontanea la domanda, dopo aver letto questo romanzo:
Se aveste la possibilità di tornare indietro nel tempo, in un qualsiasi Paese del Mondo, in cui sono esistiti dittatori, come Hitler, Gengis Khan, Caligola..e vi chiedessero di ucciderli spiegandovi che, se fossero sopravvissuti, avrebbero sterminato migliaia, milioni di persone, cosa fareste?

Lo scrittore:

R.J. Ellory è autore di quattro romanzi: Candlemoth, Ghostheart, A Quiet Vendetta e City of Lies, che Giano pubblicherà per intero. Finalista del Crime Writers’ Association Steel Dagger for Best Thriller, tradotto in numerosi paesi, Ellory è sposato con un figlio e vive attualmente in Inghilterra.

Commenti

  1. Cecilia, l’ho preso stamattina! Ti farò sapere. E grazie dell’ottima recensione!
    Johnny

  2. Grazie doc! Spero ti piaccia..è un libro fantastico!

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