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Contorni di Noir | August 23, 2017

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William Landay – In difesa di Jacob

| On 18, Gen 2012

Il libro:
Editore TimeCRIME
Anno 2012
544 pagine – rilegato
Traduzione di Sara Brambilla

La trama:
Una coppia come tante altre. Andy Barber, la moglie Laurie e il figlio Jacob, di 14 anni. Marito integerrimo, rispettato collega da più di 20 anni nella procura distrettuale, come braccio destro. Nessuna ombra nella sua vita, sa quali misteri e quali segreti può nascondere una persona, ma la serenità che gli trasmette la sua famiglia non conosce limiti.
Un equilibrio perfetto, se non fosse per un efferato delitto compiuto nel parco vicino alla scuola che frequenta suo figlio. La vittima, tra l’altro, è proprio un compagno di classe di Jacob. Dopo lo sgomento iniziale, sembra che i sospetti si indirizzino proprio verso il figlio, anche se proclama a gran voce la propria innocenza. Andy e la moglie credono in modo incondizionato a Jacob, ma ci sono troppi elementi che sembrano accusarlo. E i primi dubbi sorgono su quanto possa essere vera una cosa del genere e se i genitori conoscano davvero quel ragazzo che hanno cresciuto in casa loro per ben 14 anni o se stanno parlando di uno sconosciuto. E se davvero gli inquirenti avessero ragione?

Nuovo marchio editoriale di Fanucci Editore, TimeCrime presenta in Italia, in anteprima mondiale, l’attesissimo crime di William Landay. In corso di traduzione in 13 paesi, il romanzo mantiene fede alle promesse. Un thriller, ma non solo, un romanzo psicologico, ma non solo. Infine, una storia d’amore, ma non solo.
Un tranquillo paesino in America, una famiglia come tante. Un omicidio che lascia attoniti e sgomenti, che reitera l’incertezza che verte anche in ambito scolastico, dove i figli passano ore tra studio e bullismo. Si, perché ciò che accade a scuola, soprattutto in età adolescenziale, è il timore di essere perseguitati dal prepotente di turno. Essere presi in giro, per un lieve difetto fisico, o in base a dubbi sulla propria sessualità. O semplicemente perché non si è “fighi”. Credo sia capitato a tutti nella vita.
In questo caso, il bullo di turno è Ben Rifkin, che viene ucciso nel parco adiacente alla scuola, con tre coltellate sul petto. Ma chi può aver mai commesso un assassinio così violento? Andy Barber, a cui vengono assegnate le indagini, sospetta di un pedofilo che in passato aveva avuto guai con la giustizia ma, neanche il tempo di mettersi sulle sue tracce, che gli tolgono il caso. Perché? Sembra che Jacob, suo figlio, sia il primo indiziato. Ma come può essere possibile una cosa del genere? Il tempo di diffondersi la notizia, e già i vicini di casa non lo salutano, la sua famiglia viene isolata e offesa dall’intera comunità, senza che ci siano ancora delle responsabilità accertate.
Solo per la “presunta” colpevolezza. Ma ciò basta per mandare in crisi un duraturo rapporto matrimoniale, che inizia a porsi tanti – troppi – interrogativi, sull’educazione del proprio figlio. Più le indagini si fanno approfondite, e più Andy e sua moglie Laurie si rendono conto di quanto la conoscenza del loro figlio sia superficiale. Non sanno veramente quello che pensa, quello che fa. Vero è che parliamo del periodo adolescenziale, ma..è sufficiente?
Come se non bastasse, Andy decide di confessare alla compagna il suo passato segreto. E cominciano davvero i guai..
Il romanzo, con la sua scrittura fluida e vivace, offre molti spunti di riflessione sulle presunte responsabilità genitoriali e sulle decisioni che condizionano il futuro dei propri figli. Ma non sempre può dipendere “solo” da questo. Quanto incidono i fattori esterni? Quanto incidono i geni e le ereditarietà?
William Landay ci conduce attraverso una bellissima storia d’amore, tra l’altro, tra Andy e Laurie, che viene messa duramente in discussione per tutto il periodo delle indagini e del processo . Quanto può scalfire il rapporto un dubbio instillato così in profondità? Quanto crediamo ciecamente ai nostri figli, presupponendo che sangue del nostro sangue, carne della nostra carne, non possono tradirci, non possono deluderci?
Infine, uno spaccato della giustizia americana, che fa riflettere sul concetto stesso di “onere della prova”.
Non aspettatevi suspence, non sperate di trovare atrocità o ammazzamenti, aspettatevi Jacob.

Qui la scheda del libro: In difesa di Jacob

Lo scrittore:
William Landay si è laureato in Giurisprudenza a Yale ed è stato a lungo procuratore distrettuale. È l’autore di Mission Flats, vincitore del Dagger Award 2003 come miglior crime di debutto, e di The Strangler, finalista nel 2007 allo Strand Magazine Critics Award come miglior thriller dell’anno. Vive e lavora a Boston.

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