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Contorni di Noir | October 19, 2017

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7 Commenti

S.J. Watson – Non ti addormentare

| On 21, Feb 2012

Editore Piemme
Genere Thriller
Anno 2012
420 pagine – rilegato con sovracoperta
Traduzione di Bortolussi S.

imagesNon ti addormentare, titolo originale “Before I go to sleep” – pubblicato in Inghilterra da Doubleday nella scorsa primavera e negli Stati Uniti per i tipi diHarperCollins a giugno 2011 -, è il sorprendente esordio letterario del britannico Steven Watson, scritto in prima stesura, per la gran parte, pensate un po’, quando Watson ancora frequentava la Faber Academy , la scuola di scrittura creativa della London Publishing House, alla quale si è iscritto a 40 anni, stanco del suo posto al Ministero della sanità.

Questa la trama in sintesi:

Londra: ogni mattina, al suo risveglio, Ben deve dire alla donna che si sveglia nel suo letto, Christine Lucas, che lui è suo marito. Christine ha perso la memoria e a 47 anni crede di averne poco più di 20.Ben le racconta che, a seguito di un incidente, in cui la donna è stata investita da un’auto, non ricorda più i fatti avvenuti negli ultimi venticinque anni. E ogni giorno, risvegliandosi, Christine deve sentirsi ripetere la stessa storia. Ma com’è possibile non ricordarsi più nulla? Ben non lo sa, ma Christine ha deciso di farsi aiutare da un neuropsichiatra, il Dottor Nash, che le suggerisce di tenere un diario. Ma su quel diario la sua mano scrive cose strane e agghiaccianti..

“E’ a questo punto che avverto un barlume di qualcosa che associo alla memoria. Ma quando la mia mente cerca di affrontarlo si allontana come cenere al vento, e a un tratto mi rendo conto che nella mia vita c’è un allora, un prima, anche se non so dire prima di cosa e un adesso, e che fra questi estremi c’è soltanto un lungo, silenzioso vuoto che mi ha condotta qui, a lui e me, in questa casa.”
Ero davvero incuriosita quando ho letto la trama di questo romanzo. E l’ho praticamente letto in due giorni. I thriller psicologici mi interessano, soprattutto quando si tratta di questo tema. La perdita della memoria. Una persona si addormenta e il giorno dopo è come se la sua mente fosse una lavagna, dove qualcuno è passato con il cancelletto eliminando tutte le scritte.
Ma quanto può essere terribile non avere più i nostri ricordi? E quanto può essere complicato farci raccontare la nostra vita da qualcun altro?
Come un computer che viene formattato e tutti i file che abbiamo salvato nel corso degli anni venissero cancellati. Come se non fossimo mai esistiti.. Noi SIAMO attraverso i nostri ricordi.
“Tutti noi non facciamo che cambiare le nostre versioni dei fatti, riscrivendo la storia per farla combaciare con la nostra visione degli eventi. Lo facciamo autonomamente. Ci inventiamo i ricordi senza nemmeno pensarci. Se ci ripetiamo abbastanza spesso che qualcosa è andato in un certo modo finiamo per crederci, e a quel punto possiamo addirittura ricordarlo.”
E ne saremmo talmente convinti, da ricordarci fatti mai avvenuti.
Christine Lucas è in grado di ricordare per ore, finché non si addormenta. E’ proprio quando raggiunge la fase del sonno rem che dimentica tutto. E attraverso il suo diario, cerca di scrivere ogni cosa che avviene durante il giorno. Ogni minimo dettaglio, ogni frammento che possa farle ricostruire ciò che ha perso. Il giorno del suo matrimonio, la nascita del figlio, il libro che sembra avere scritto. Sembra non esserci traccia del suo passato. E questo la annienta, la annichilisce. Possibile che un incidente abbia potuto fare danni così irreparabili? Sarà costretta a vivere così per sempre? L’unico appiglio è suo marito Ben che, con pazienza, ad ogni risveglio le ripete le stesse identiche cose.
Si guarda allo specchio e non si riconosce. La pelle avvizzita, le rughe intorno agli occhi. I seni non più floridi. Si è addormentata a 20 anni e si ritrova a condividere il corpo di una donna di mezz’età. Uno shock..
Qualcuno mi ha scritto che il libro ricordava molto il film “Memento”, che sono andata subito a vedere.  Diciamo che si somigliano, ma mentre il film mi ha lasciata perplessa, forse per la staticità e l’indefinibilità, il romanzo è un susseguirsi di colpi di scena, che continueranno a sorprendere il lettore fino alla fine. Al contrario di Orwell in 1984, in cui era la storia ad essere modificata più e più volte,  reinventando nuove versioni, qui è la memoria che viene manipolata.
Un libro sicuramente cinematografico, tanto che il produttore Ridley Scott ha già opzionato per farne un lungometraggio hollywoodiano.
Si legge che lo scrittore è stato parzialmente ispirato alle vite di diversi pazienti anamnesici, in particolare Henri Gustav Molaison, e Claive Wearing, la cui storia è stata raccontata dalla moglie Deborah Wearing nel libro “Forever today – A memoir of Love and Amnesia”.
A chiunque potrebbe capitare di perdere la memoria. Qualcuno proverà a raccontarci la nostra vita. Potrebbe guidarci a scrivere quel foglio bianco della nostra mente – magari a fin di bene – cercando di non farci ricordare eventi dolorosi che abbiamo vissuto, creandoci una nuova realtà, parallela alla nostra. E noi ci crederemo. Ma forse non sarebbe un male, in fondo..

Lo scrittore:
S J Watson è nato in Inghilterra, nelle Midlands. Ha lavorato per parecchi anni nel Servizio Sanitario Nazionale prima di dedicarsi alla scrittura. Questo suo primo romanzo, acquistato in 38 paesi e diventato subito un bestseller, diventerà un film, prodotto da Ridley Scott.

Sito ufficiale dell’autore
http://www.sjwatson-books.com/?direct=1

Intervista al Guardian (podcast)
http://www.guardian.co.uk/books/audio/2011/oct/14/first-books-morgenstern-watson-podcast

Commenti

  1. Ho già scaricato l’e-book, la trama è molto interessante ed avvincente, sarà la mia prossima lettura….

  2. Sai che ispira molto anche me? Di Piemme mi fido 🙂

  3. Si mi ricorda molto il film Memento, che mi piacque moltissimo. Appena lo leggo e faccio la recensione, ti faccio sapere:)

  4. Grazie..sono molto curiosa! Non ho visto il film che citi, andrò a fare qualche ricerca.

  5. Cecilia!!!!!
    subito non mi aveva colpita più di tanto…siamo così assillati da letture arretrate… ma ora, letta la tua recensione, sono incuriosita al massimo!
    Devo comprarlo o…? certo non me lo perderò.
    ottimissima ( si dice? l’ho coniato io) recensione!
    ciao
    Rosy

  6. Letto la recensione, sono contento ti sia piaciuto. Trama assolutamente interessante, così come il tema dei ricordi e della memoria. Secondo me il finale (che cmq non è male) poteva essere più thriller ed agghiacciante (SPOILER finendo magari in maniera negativa).
    Per quanto riguarda Memento, di simile c’è l’aspetto della memoria che scompare in breve tempo…. ma il film di Nolan è molto più complicato

  7. Grazie del tuo commento. A me il finale non è dispiaciuto, ma sono d’accordo con te che forse si poteva osare qualcosa di più..alla prossima!

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