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Contorni di Noir | December 14, 2017

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Giovanni Ziccardi – L’ultimo hacker

| On 31, Mar 2012

L'ultimo hacker 

Il libro:
Editore Marsilio / Collana farfalle
Anno 2012
368 pagine – brossura

La trama:

Era uno degli hacker più gettonati negli anni novanta, Alessandro Correnti alias “Deus”, oltre ad aver collaborato con un gruppo di attivisti per difendere le libertà civili nel ciberspazio. Ma a quarant’anni ha ormai accantonato quel periodo per trasformarsi in avvocato penalista, con uno studio nel centro città milanese. Ha un po’ l’aria da “sfigato”, vive da solo con il suo cane beegle e conduce una vita piuttosto ritirata. Ma qualcosa gli scombinerà l’esistenza, dopo che la sua amica Sophie lo chiama per aiutarla a risolvere un complicato caso di contrabbando di cuccioli di cani dall’Europa dell’est, con la complicità di criminali senza scrupoli facenti parte della malavita organizzata. 
Ma non solo. In una Milano piovosa, si troverà a combattere contro la sua etica professionale in un delicatissimo caso di pedopornografia e il suo passato tornerà a galla quando il suo vecchio mentore, God, durante una conferenza in cui dichiara di voler rivelare al mondo misteriose informazioni che cambierebbero la vita alle persone, si accascia al suolo. Morto. 
A questo punto, “Deus” prevarrà su Alessandro Correnti e il passato sembra non essere mai dimenticato. In sella alla sua motocicletta australiana, che sembra aver attraversato una guerra nucleare, comincerà un viaggio che lo porterà a percorrere l’Italia in lungo e in largo, combattendo una lotta contro il tempo, che lo riporterà agli albori della sua vera passione. 

Quanto può essere importante la libertà di informazione? Il nostro Paese è disseminato di telecamere, per la nostra sicurezza, ma non può essere interpretato anche come controllo sui nostri movimenti? Come viene regolamentata la privacy in questo caso? I nostri dati “sensibili” che fine fanno? 
Se vengono commessi crimini, illeciti o quant’altro, è doveroso che le forse dell’ordine utilizzino i dati acquisiti con le intercettazioni come prove, ma spesso le maglie della Magistratura si allentano un po’ troppo e i media usano gli stessi dati per manipolare, screditare. Quanto può condizionare ciò che si svolge nella vita privata rispetto alla professione che si esercita? Persone irreprensibili e ligie al proprio dovere, che hanno poi debolezze insite in ogni essere umano, è giusto che siano messe alla sbarra? 
Ma come si può “gestire” l’informazione? 
Il mentore God, amico di Alessandro Correnti, è disposto a tutto pur di mettere a disposizione degli altri “la conoscenza”, anche a costo della vita. Lo stesso Alessandro, hacker professionista prima di essere avvocato, combatte contro se stesso e la sua etica professionale. 
Ci sono dei limiti invalicabili, al giorno d’oggi, per il recupero di registrazioni preziose che possono cambiare l’esito di un’indagine. Nel romanzo, un pedofilo riesce a formattare il dvd utilizzato per filmare alcune bambine e solo l’intervento di un hacker avrebbe potuto recuperare i filmati, perché la polizia non ne aveva la possibilità né, forse, la conoscenza. Non a caso, negli ultimi anni, le forze dell’ordine hanno creato un settore “dedicato” proprio ai crimini informatici, ma anche loro devono attenersi a procedure legali.
Ogni immagine, ogni frase, ogni gesto, potrebbero non essere più compiuti con naturalezza. Ogni azione verrebbe registrata, catalogata e, all’occorrenza, utilizzata. Le nostre vite messe in mano a sconosciuti.
Ho letto da qualche parte che in India e in Cina, esistono discariche di computers che vengono “cannibalizzati” alla ricerca di pezzi di ricambio per altri pc. Ma la ricerca si svolge anche per utilizzare i dati sensibili all’interno degli hard disks, per creare false identità o altro.
Ziccardi punta il dito su una società che condanna gli hacker e li dipinge come distruttori della rete e creatori di virus potenti che intaccano il web e lo rendono debole e vulnerabile, ma invece possono rivelarsi utili in alcuni casi.
In “1984” George Orwell descrisse una società in cui un grande occhio controllava a 360° ogni persona. Una società immaginaria in cui vi erano persone addette a riscrivere la storia avvenuta nei secoli, manipolata più e più volte, fino a perdere traccia degli avvenimenti realmente accaduti.
Chi si ribellava al sistema, subiva torture mostruose. La democrazia faceva rima con utopia.
Mi chiedo se si tratti ancora della fantasia e della genialità di uno scrittore e non di un futuro possibile.. 
Romanzo consigliato, che cambia la visione degli hacker, da sempre considerati fuorilegge della rete, ma che possono trasformarsi nel combattere il loro stesso crimine.
Lo scrittore:
Giovanni Ziccardi è professore di Informatica giuridica alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Milano, dove ha fondato e dirige il Corso di perfezionamento in Computer Forensics e Investigazioni Digitali. Avvocato, pubblicista e scrittore, è presidente della Legal Drama Society, circolo culturale e letterario dedicato al legal thriller e al legal drama. Con Marsilio ha già pubblicato il saggio Hacker Il richiamo della libertà (2011).

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