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Contorni di Noir | July 24, 2017

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6 Commenti

Marco Franzoso – Il bambino indaco

| On 21, Mar 2012

Il bambino indaco 
Il libro:
Editore Einaudi – Collana I coralli
Anno 2012 
141 pagine – brossura
La trama:
«Chi sei?, chiedo silenziosamente. Qual è il tuo segreto? Perché non ti conosco
«Ho attraversato questa storia sotto tensione fino all’ultima pagina. Poi non ho smesso di tornarci col pensiero. Ho pensato che ci sono due vie per attraversare la vita. E non è possibile sceglierle, perché le decide il destino. La prima, la piú diffusa, è quella delle esperienze universali che bussano alla nostra porta. Arriva la nascita, arriva l’amore, arriva la morte. Da uno vanno vestite di blu, da un altro di rosso. Le esperienze fondamentali sono le stesse per tutti, anche se succedono in mille maniere diverse. A qualcuno invece è dato in sorte tutt’altro. Ci sono persone a cui l’universale si presenta completamente stravolto, irriconoscibile. Forse non è piú l’universale, ma un’altra cosa ancora, incomprensibile, inaudita, che non ha nemmeno nome. Il male si installa dove ci dovrebbe essere la tenerezza, la sicurezza piú fiduciosa. L’orrore sboccia nel piú inaspettato dei luoghi. Il bambino indaco si inoltra in quel luogo impossibile, dove le cose primarie crollano, la vita si sfonda precipitando, e la piú pacifica delle condizioni, l’amore per il proprio figlio, va conquistata con la piú astuta e feroce delle guerre».
Tiziano Scarpa

Se dovessi definire questo libro, mi verrebbe da inserirlo nel genere “noir”, anche se penso non sia l’intenzione di Marco Franzoso, ma è talmente “viscerale” e intenso, che l’etichetta non striderebbe affatto con il contenuto. 
Ma partiamo dall’inizio, che poi in realtà è la fine. Isabel, moglie di Carlo, viene trovata uccisa con svariati colpi di pistola sul petto. La madre di Carlo, sotto shock, viene trasportata in ambulanza sotto effetto di pesanti sedativi. Ma perché tutto questo? 
Carlo e Isabel si innamorano durante un appuntamento al buio organizzato da amici e, complice forse la non volontà di piacersi, mettono a nudo le loro personalità e i loro sogni. Isabel è alternativa, patita delle filosofie di new age e dei cibi naturali. Ama curare la propria anima e il proprio corpo e crede nell’aura delle persone. Carlo è una persona semplice, ama il buon vino e la buona compagnia. Vanno a vivere insieme e, poco dopo, Isabel scopre di essere incinta. 
Un quadretto meraviglioso, due persone che si amano profondamente e una vita che germoglia. Ma durante la gravidanza, Isabel inizia a fare strani discorsi. Se ha sempre seguito un regime alimentare e di vita assolutamente privo di agenti inquinanti, disturbanti ecc., ora ne sente maggiormente la necessità. Crede che il suo bambino speciale crescerà, all’interno del suo grembo, forte e robusto. 
Carlo è d’accordo e cercherà anch’esso di sforzarsi nell’intento. Isabel comincia a nutrirsi solo con alcuni particolari cibi. Dice di essere convinta che quel bambino non sarà come tutti gli altri, tra l’altro confermato da una donna che scorrendo i palmi delle mani sul ventre prominente, decreta che il figlio sarà un  bambino indaco. 
Fin qui, sembra tutto rasentare ancora una parvenza di normalità, ma dal momento in cui nasce Pietro, Isabel subirà una trasformazione fisica e mentale, che la porterà a perdere il senno, tanto da non riuscire a distinguere il buon senso dal delirio ecologico-moralista.
Non voglio proseguire oltre nel racconto, lasciando spazio alla mia opinione su un romanzo che, in circa 140 pagine, riesce a concentrare molteplici argomenti che spaziano dall’amore, nel senso più totale e viscerale del termine – lo so, ho già usato l’aggettivo, ma mai come in questo caso mi sembra azzeccato! – alla follia, alla tragedia. 
Lo stile di Marco Franzoso mi ha ricordato quello di Margaret Mazzantini, che ti colpisce allo stomaco ma non puoi evitare di continuare a leggere fino alla fine, tenendo il fiato sospeso e amando quella scrittura che coinvolge fino allo strazio. 
Si, perché la storia è straziante. Una madre che, in fondo, somiglia a tante altre iperprotettive, che a seguito dell’ansia eccessiva nei confronti dei figli, impediscono loro di crescere. Nel vero senso del verbo. 
Un uomo, ma soprattutto un padre, impotente davanti a una donna che non riconosce più e alle istituzioni che, a prescindere dagli elementi oggettivi o soggettivi, peccano di presunzione e di superficialità. 
Quali e quanti campanelli d’allarme devono suonare prima di rendersi conto della gravità di una situazione? Quante volte non si agisce per tempo proprio per aver sottovalutato il problema? 
Quanto l’amore stesso può trasformarsi in una prigione?
Torno a quanto ho affermato al principio di questa recensione. Potrebbe definirsi un noir, tranquillamente, ma con una interiorità e una profondità dalle quali difficilmente ne uscirete indenni, siate – o meno – genitori.
Lo scrittore sembra volerci ricordare che il soggetto più importante della storia è il figlio. Il figlio non sceglie di nascere. E altri decidono per lui ciò che è bene o ciò che è male. Almeno finché non acquisisce la coscienza delle proprie scelte. Nel frattempo, ascoltiamolo, anche quando non sa ancora parlare.

Lo scrittore:

Marco Franzoso è nato nel 1965 in provincia di Venezia, dove attualmente vive. Nel 1998 ha pubblicato il romanzo Westwood dee-jay (Baldini & Castoldi), da cui è stato tratto uno spettacolo teatrale, e con Marsilio i romanzi Edisol- M. Water Solubile (2002) e Tu non sai cos’è l’amore (2006, Premio Castiglioncello), anch’esso diventato uno spettacolo teatrale. Nel 2012 Einaudi ha pubblicato Il bambino indaco

Commenti

  1. Ciao e grazie per la bella recensione. Una sola precisazione, il protagonista si chiama Carlo e non Marco. Il libro non è autobiografico. Ciao, Marco Franzoso

  2. Ciao Marco, è davvero un onore avere sul mio blog lo scrittore in persona e quanto scrivi è assolutamente vero! Il libro non è certamente autobiografico, ma leggendo dappertutto il nome Marco e non Carlo, effettivamente può dare adito a fraintendimenti. Me ne scuso e provvedo subito a sistemare la recensione. Rinnovo comunque i complimenti per il romanzo 😉

  3. Ciao, sono arrivata qui casualmente, ma ti devo ringraziare perché mi hai fatto venir voglia di leggere questo libro. Corro subito a metterlo nella mia Wish List!
    Emanuela

  4. Ma grazie! Vedrai che non ne resterai delusa, anzi..ti dispiacerà averlo finito. Ripassa da queste parti per la tua opinione ;))

  5. Cecilia!
    avevo letto qui, allora, il tuo commento e mi aveva colpita, tanto da dirti che lo avrei voluto.
    Tu sei stata carina a regalarmelo, e ancor di più comprendendo che mi sarebbe arrivato dritto fino in fondo al cuore.
    Stanotte l’ho letto TUTTO. Non so fino a che ora!
    Ma col cuore straziato e temendo sempre il peggio ad ogni pagina, non riuscivo a staccarmi.

    Grazie a te per avermelo fatto conoscere e donato; grazie a Marco Franzoso per averlo scritto ( se per caso leggesse…)
    Rosy, romantica donna di Scompaginando.

  6. Rosy, ero sicurissima che questo libro fosse TUO..troppo contenta che ti abbia colpito, come del resto è stato per me 😉

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