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Contorni di Noir | December 15, 2017

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3 Commenti

Allan Guthrie – Dietro le sbarre

| On 17, Apr 2012

Il libro:
Editore Edizioni BD / Collana Revolver
Anno 2012
288 pagine – brossura con alette
Traduzione Marco Piva

La trama:
Essere secondini in un carcere di massima sicurezza di Edimburgo, non è proprio il lavoro ideale, ma se oltre questo ci  mettiamo che Nick Glass, “Cristallo” per qualcuno, ha solo 22 anni, è un grosso problema. Sì, perché nessuno lo rispetta, a cominciare dai colleghi più anziani e, ancora peggio, dai carcerati. Ed è così che Nick si trova coinvolto – anzi, direi proprio invischiato – in un traffico di droga, in cui si troverà – suo malgrado – a fare il corriere per conto dei detenuti.
Non ha avuto scelta, quando sono arrivati a minacciare la sua famiglia. Perché anche in questo caso Glass non si è fatto mancare niente. A 22 anni è già sposato con Lorna ed è padre di una bambina, Caitlin. E comincia un’avventura dai contorni noir.

Se non fosse che “Un tranquillo week end di paura” – un film che mi ha lasciata sconvolta e atterrita fin dai primi fotogrammi – dura, appunto, un week end, direi che questo romanzo mi ha ricordato lo stesso ritmo incalzante di quella volta, prolungato per tutta la durata del romanzo.
La storia ha come protagonista principale uno sbarbatello agente di polizia penitenziaria, che a soli 22 anni sembra che ne abbia vissuti il doppio. “Aveva vissuto, visto cose, fatto cose, sentito dolore vero, quello che frantuma le ossa e ti strappa la carne.
Incastrato dalla sua ragazza, si è scoperto padre quando ancora rivestiva il ruolo di figlio – e non ci stava neanche tanto male. Il suo senso del dovere lo ha portato a “rimediare” assumendosi le sue responsabilità.
Ma forse sono proprio le troppe responsabilità che un ragazzo così giovane deve sobbarcarsi, che lo inducono a cercare di reinventarsi un ruolo, in cui venga rispettato a dispetto dell’anagrafe. Ma il forte desiderio di essere un vincente, di essere un duro a tutti i costi, gli fa perdere il senso della realtà e sembra un elefante in un negozio di cristallerie. Appena si muove, fa danni.
Ma non è il solo personaggio che spicca in questo romanzo di Guthrie, bravo e capace narratore che riesce a caratterizzare i buoni (ma ce ne sono?) e i cattivi. A cominciare dai carcerati: Sbuccia – eviterò di spiegarvi il significato del soprannome – un pazzo furioso che, a dispetto dei sistemi di sicurezza possiede un machete (ma dico!) e, dopo essersi procurato un taglio sul braccio che gli ha scoperto vene e tendini, li mostra a tutti sorridente. Mafia e Watt, due fratelli che non si sopportano per aver ucciso uno i familiari dell’altro – forse. Will il Matto – che lo è davvero – che vive vendendo droga e armi, ma non solo.
Un quadretto che di divertente non ha molto. Non lo vuole essere. Allan Guthrie punta i riflettori sull’infernale sistema carcerario, che fa “acqua” da tutte le parti. A cominciare dai controlli e dai ruoli che rivestono i secondini, spesso complici. Forse dipende da una convivenza forzata all’interno di quattro mura, o forse il male si insinua alla stregua di una fuga di gas. Quando te ne rendi conto, sei già intossicato.
Fortunatamente, non credo (almeno spero) che sia davvero una cosa frequente..
Il ritmo del romanzo è alquanto sincopato e incalzante. Mi ha ricordato Edward Bunker e la sua visione del carcere dal punto di vista di un detenuto, anziché guardia, ma il giudizio finale è simile. Che tu sia dentro come guardia o come ladro, è sempre un gioco alla sopravvivenza.

Lo scrittore:
Ian Rankin – scrittore scozzese – scrive che Allan Guthrie è: “Uno straordinario scrittore scozzese di cui dovete assolutamente leggere i libri.”  È stato definito dal Guardian uno dei re del Tartan Noir: la particolare miscela crime scozzese definita così da Sua Maestà James Ellroy.Vive a Edinburgo. Autore di cinque romanzi e tre novelle, e tradotto in sei lingue, ha vinto nel 2007 il Theakstons Old Peculier Crime Novel Of The Year ed è stato finalista all’Edgar, all’Anthony e al Gumshoe Award.

Qui l’intervista che ho realizzato in occasione della Fiera del  Libro di Torino 2012: Allan Guthrie

Commenti

  1. Ciao cecilia,
    dopo aver il tuo commento su anobii ho comprato e letto il libro…divorato e mentre lo chiudevo per riporlo nella libreria mi son detto COME UNA BESTIA FEROCE EDWARD BUNKER…mi fa piacere che abbiamo fatto la stessa recensione…ormai questo blog sta diventando una cosa veramente seria, sempre pieno di notizie e interviste ed altro…complimenti avanti così…
    ci si legge on line…le pagine della rete sono infinite

    saluti
    franz
    pata verta

  2. Grazie franz, sei gentile! Stai collegato, se ti è piaciuto Guthrie, perché gli ho fatto un’intervista che “spacca”..prossimamente sul blog! Farò sicuramente un salto sul tuo 😉

  3. perfetto…aspetto volentieri

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