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Contorni di Noir | October 19, 2017

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Intervista a Charlotte Link

| On 01, Apr 2012

foto presa da www.welt.de
Oggi ospitiamo sul blog una scrittrice d’eccezione, Charlotte Link, tedesca d’origine ma ormai “adottata” dai lettori italiani per la sua simpatia e la sua bravura. La sua bibliografia è lunghissima, ha scritto 16 libri tradotti dalla casa editrice Corbaccio, l’ultimo intitolato “Oltre le apparenze”, in libreria da marzo 2012.
1. Ciao Charlotte, presentati da sola. Chi eri quando sei partita e chi sei adesso.
C.: All’inizio della carriera ero una sedicenne. Sono riuscita per caso a scrivere un libro che ha trovato immediatamente la tonalità giusta per essere compresa da degli adulti, Oggi ho 48 anni e sono una persona molto diversa da allora, ho fatto molte esperienze nel frattempo e scrivo anche diversamente.
2. Quanto è stata dura la tua carriera di scrittrice? A cosa hai dovuto rinunciare e di che cosa ti sei arricchita?
C.: E’ stato difficile decidere di fare della scrittura un mestiere, perché nell’immaginario borghese la scrittura non è un mestiere. Ma da quando ho preso quella decisione sono ormai più di vent’anni che faccio un lavoro che amo profondamente, e non riuscirei ad immaginare di fare altro.
3. Ora che hai venduto milioni di libri nel mondo, le aspettative sono state rispettate? E’ cambiato il rapporto con i tuoi lettori?
C.: Non me lo aspettavo proprio di vendere tante copie! Non credo che la mia relazione con i lettori sia cambiato, continuo a fare una cosa che amo – scrivere – e che non mi ha mai stufata.
4. Chi parla di te, ti descrive come una scrittrice versatile, che spazia dai romanzi a sfondo storico, ai thriller psicologici. Qual è il motivo? Ti piace sperimentare?
C.: In verità ho affrontato solo due generi, però in Italia i miei libri sono stati pubblicati in un ordine diverso da quello in cui li ho scritti.Per cui sono apparsi alcuni thriller, poi dei romanzi storici, poi ancora dei thriller, però io ho cambiato genere soltanto una volta. Da giovane scrivevo romanzi storici, poi ho cambiato genere perché sono invecchiata e non avevo più voglia di scrivere sempre le stesse cose.
5. Quando e dove scrivi? Ci racconti una tua giornata tipo?
C.:  Comincio alle 8.00, mi siedo alla mia scrivania nel mio studio. Sfrutto le ore in cui mio marito è in ufficio e mia figlia è a scuola. Lei torna alle 16.00 e da questo momento non scrivo più, al massimo faccio delle ricerche.
6. La tua bibliografia è davvero lunghissima…a quale libro sei più affezionata o a quale personaggio?
C.: Amo sempre molto l’ultimo libro scritto, forse perché è quello più vicino, è lo stesso accade con i personaggi, son sempre quelli dell’ultimo libro. Nel caso dell’ultimo romanzo ho una grande passione per il personaggio di Gillian, ma tra un po’ sarà superata anche lei.
7. Veniamo al romanzo “Oltre le apparenze” uscito per Corbaccio. La trama è davvero inquietante…Come è nata l’idea?
C.: L’idea nasce da un articolo comparso su un importante giornale tedesco che trattava la questione di Second life, vale a dire che esistono delle persone che, insoddisfatte della propria esistenza, cercano la rivincita in rete, costituendosi lì una sorta di nuova vita. Questo articolo è stato per me la scintilla che ha fatto scattare l’idea di questa storia.
8. Quanto tempo hai impiegato a scriverlo e quali sono stati le tue sensazioni – come donna – nel portare avanti questo tipo di trama?
C.:  Ho impiegato un anno e mezzo a scrivere il romanzo. Non è stato particolarmente difficile da scrivere, se non che in effetti ci sono temi duri. E’ difficile trattare degli abusi sui minori quando sei madre, ma io tento di farlo in modo da mantenere sempre una certa distanza e non lasciarmi coinvolgere.
9. Domanda canonica ma, come si dice, è indispensabile per approfondire le letture di una scrittrice del tuo calibro..Che libri leggi? Hai tratto ispirazione da qualcuno nello specifico?
C.:  Leggo tanti autori gialli inglesi e direi che gli influssi su di me sono costituiti dal loro insieme e non da uno in particolare. Inoltre le mie preferenze cambiano in continuazione.
Tema assolutamente attuale quello di cui parla nell’ultimo romanzo.. In un’epoca in cui le donne non possono ancora sentirsi tranquille. Uomini che sono praticamente vittime – ma anche carnefici – dei loro retaggi culturali. Cosa ne penserà al riguardo Charlotte Link e quanta sensibilizzazione ci sarà nel suo Paese in merito all’argomento?
Non c’è stato il tempo per avere una risposta al mio quesito, ma avrò ancora l’opportunità di ospitarla in questo blog e quindi la risposta è solo rimandata. A rileggerci, Charlotte!
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