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Contorni di Noir | June 27, 2017

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André Héléna – Il bacio della vedova

| On 11, Giu 2012

Il bacio della Vedova

Il libro:
Editore Aìsara
Anno 2011
176 pagine – brossura con alette
Traduzione di Barbara Anzivino

La trama:
Maxence sta per baciare la Vedova, sta per essere ghigliottinato.
Ma se le cose fossero andate in un modo leggermente diverso, se solo non avesse incontrato il suo amico Robert con quella strana valigia, se non fossero entrati in quel bistrot! Se solo Anna Martina non l’avesse abbandonato…
Per le strade di Pigalle ogni incontro sembra casuale e la vita sembra scivolare via placidamente, eppure la sua condanna è già scritta. In un vortice frenetico il suo destino lo trascina inesorabilmente verso la fine.


Per un attimo aveva creduto che il passato non insegue un individuo, che non lo segna per sempre e che la vita è qualcosa che si può ricominciare, non è una partita di baccarà. Se uno volta la carta sbagliata, lo fa davvero, e per sempre.
Altro romanzo molto intenso di André Héléna, scrittore noir dalle molteplici sfaccettature, che ci propone, senza filtri e senza pietà, l’uccisione di un uomo, proprio al principio del romanzo. A Maxence non era stata concessa la grazia ed era stato condannato a morte. Sarebbe stato “baciato dalla vedova” linguaggio comune per alleggerire la parola “ghigliottina”. Quasi a voler edulcorare una pratica esecrabile utilizzata fino al 1977 in Francia, poi fortunatamente abolita a partire dal 1981.

Rallentava ogni minimo gesto. Si aggrappava alla vita con tutte le sue forze, come qualcuno appeso a un ramo marcio, al di sopra di un abisso. Cercava di spremere linfa da ogni minuto, di guadagnare tempo.”
Fino agli ultimi istanti ci credeva ancora, che sarebbe andato in cassazione, che il suo processo conteneva dei vizi di forma. E i secondini, che vivevano per mesi accanto ai detenuti, provavano pena e simpatia per quell’uomo e cercavano di consolarlo.
Ma perché Maxence era stato condannato a morte? Forse inseguiva un sogno, un’illusione..credeva di poter vivere una seconda vita, una sorta di riscatto agli errori commessi. Il peggior errore della sua vita. Si innamorò della ragazza sbagliata – Anna Martina – e, convinto di essere compreso e di poterle aprire la porta della sua vita, le raccontò del suo oscuro passato da criminale. Ma si rese conto che non la possedeva completamente, nella mente, nel corpo e nell’anima. Lei, forse spaventata, o disillusa, lo lasciò senza particolari spiegazioni, lasciandolo in un limbo di interrogativi e di malinconia, descritta come solo Héléna sa fare, che lo convinse di tornare a cercarla.
Anna Martina era figlia di Mario Chilone, un droghiere italiano che per arrotondare faceva l’usuraio, prestando soldi a tassi esorbitanti a poveracci suoi compaesani, che mal si ambientavano ad una città impegnativa come Parigi. Per una sfortunata serie di combinazioni, le vite di ogni personaggio del romanzo di Héléna si intrecciano, creando un “effetto cascata” inimmaginabile. E basta poco per trovarsi nel posto e nel momento sbagliato e commettere errori da cui, indietro, non si potrà più tornare.
Si instaurano situazioni al limite del parossismo, ed è vero che, come insegnavano a scuola, invertendo l’ordine dei fattori il prodotto non cambia. La fine e il principio si sovvertono, ma la trama non subisce alcuno scossone e la potenza della storia rimane inalterata. Anzi, si rafforza e acquisisce un carattere unico e inimitabile.
Sempre grata ad una casa editrice come Aìsara che ha saputo percepire la forza di questo scrittore e pubblicare le sue opere.

Per chi volesse leggere un’anteprima del libro, basta cliccare qui: Anteprima

André Héléna (Narbonne 1919 – Leucate 1972) è considerato uno dei massimi rappresentanti del noir francese.

Nel 1948, durante una reclusione in carcere, scrive il suo primo romanzo Gli sbirri hanno sempre ragione (Aìsara 2009). Comincia così la sua sterminata produzione letteraria, spesso associata a quella dei contemporanei Léo Malet e Jean Amila per l’efficacia nel rappresentare gli anni dell’occupazione tedesca. Per i suoi “vinti” ricchi di fascino e i suoi dialoghi brillanti viene invece paragonato a David Goodis. Tra i noir, Il gusto del sangue (Aìsara 2008), e I clienti del Central Hôtel (Aìsara 2009) gli valsero i maggiori riconoscimenti.
Dimenticato dai contemporanei, viene ora ripubblicato anche in Francia e celebrato come “Le Prince noir”.

Qui la recensione de Un uomo qualunqueViva la muerte! e qui la segnalazione dell’altro romanzo di Héléna uscito nel novembre 2011,  Massacro all’Anisette.

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