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Contorni di Noir | September 22, 2017

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Julianna Baggott Memento I sopravvissuti

| On 06, Lug 2012

Memento - La recensione del New York Times

Il libro:
Editore Giano / Collana I libri della civetta
Anno 2012
pagine – rilegato con sovraccopertina
Traduzione L. Briasco

La trama:
In un mondo immaginario, orribile e oscuro, ridotto ad un ammasso di case diroccate, cenere e polvere, popolato di corpi metà umani e metà fusi con oggetti di ogni tipo, in balìa tra le Terre Sciolte e le Terre Morte e spesso prede dei Polverosi, vive una ragazzina di nome Pressia Belze. Le è rimasto solo il nonno e un vecchio negozio di un barbiere, distrutto anch’esso dalle Detonazioni, è diventato la loro casa. Esiste un “prima” e un “dopo” le Detonazioni. E Pressia ricorda molto vagamente l’esistenza di quel mondo “prima”.
Sa però che deve nascondersi dalla milizia dell’ORS, un’organizzazione che recluta con la forza i ragazzini e li addestra per diventare soldati o, peggio, per essere usati come bersaglio se troppo danneggiati.
Ma c’è anche la metà di quel mondo, in cui vivono i Puri all’interno della Sfera. A quanto pare, non sono stati toccati dalle Detonazioni, non hanno subito fusioni o danneggiamenti nei corpi e nella mente. Tra questi, Partridge, figlio di un uomo che, all’interno della Sfera, ha potere e influenza. Ma il ragazzo non è felice. Vuole scoprire perché, all’interno della Sfera, la vita gli stia stretta e tollera a malapena gli ordini che gli vengono impartiti. Decide di fuggire, soprattutto dopo che ha colto una frase in cui la madre, ufficialmente morta a seguito delle Detonazioni, al contrario sarebbe viva e vegeta e vivrebbe al di fuori della Sfera. 
Sempre attenta alle nuove uscite di Giano Editori, non potevo non notare questo romanzo, uscito da pochissimo e primo capitolo di una saga post apocalittica. Non è proprio il mio genere, ma appunto per questo mi ha incuriosita e l’ho letto per voi lettori del blog.
Il principio è davvero terrificante: un posto immaginario in cui vivono due gruppi di popolazioni: da un lato, ciò che resta di un’umanità devastata. Chi si è fuso con i metalli, chi con gli animali, chi con gli oggetti. Veri e propri mostri, che hanno imparato a convivere con le loro diversità. Pressia Belze ha una testa di bambola al posto di una mano. Stava giocando nel momento in cui è stata colpita dalle Detonazioni. Il nonno con cui vive, ha un piccolo ventilatore in gola. Non c’è possibilità di rimuoverli, pena il dissanguamento. Fanno ormai parte integrante dei corpi con cui si sono fusi. Chi, come le Groupie, si è fuso insieme ad altri corpi, creando un corpo solo. Oppure, come i Polverosi, sono diventati tutt’uno con la sabbia e la polvere.
In questo luogo spettrale, occorre muoversi con cautela e nascondersi all’occorrenza. Un’organizzazione nata per la ricerca e il salvataggio dei sopravvissuti, si trasforma in una squadra di arruolamento. Il compito è di selezionare e catturare i ragazzini più forti e più capaci, per condurre una guerra. Contro chi? Non voglio svelare troppo e continuo con il descrivere il paesaggio: chi ha fatto esplodere gli ordigni, ha voluto verificare le conseguenze delle Detonazioni su chi viveva all’interno della Sfera e chi all’esterno. E i risultati sono stati stupefacenti. Tanto da creare una razza Pura, incontaminata e perfetta, oggetto continuo di studi e di esperimenti.
In “Memento”, vengono addirittura organizzate delle Carneficine, due volte all’anno, in cui vince chi uccide più persone. Questo per selezionare ed eliminare gli elementi più deboli all’interno delle popolazioni, così da far sopravvivere e fortificare gli altri. Alla stessa stregua di Adolf Hitler e della sua assurda campagna ariana. E di tutti i dittatori prima e dopo di lui.
A volte Partridge immagina che nulla di tutto che vede sia reale, e che si tratti invece di un’elaborata messa in scena della distruzione, non la distruzione stessa.
Difficile dire dove finisce la fantasia e dove comincia la realtà di questo romanzo. Impossibile dimenticarsi di tutti gli esperimenti condotti finora utilizzando la bomba atomica. Difficile dimenticare Hiroshima e le sue conseguenze..
La scrittrice non ha creato una storia fantasiosa, ma un ipotetico futuro in cui potremmo ritrovarci senza neanche accorgerci, vittime di studi e oggetti di terribili atrocità in nome della scienza e della conoscenza.
Libro definito “distopico”, come “I cinquecentomilioni della Bégum” del 1879, di Jules Verne, in cui vengono presentate contemporaneamente due città: una utopica France-Ville e la distopica e militarizzata Stahlstadt.
Oppure “La macchina del tempo” del 1895, di H.G. Wells, in cui la divisione delle classi ha prodotto la degenerazione dell’umanità, divisa, in un possibile futuro, da due razze, gli Eloi – parassitari – e i Morlock – di una ferocia inaudita.
Julianna Baggott insiste sulla riflessione e sulla coscienza di ognuno. Un romanzo di rottura, post-apocalittico, originale e nel contempo grottesco.
E’ un libro che ti fa intraprendere un viaggio verso l’ignoto e ti invoglia a farlo leggere a tutte le nuove generazioni, fiduciosi che si possa creare un mondo migliore.
Il romanzo fa parte di una trilogia e la Fox 2000 Pictures ha già comprato i diritti per il grande schermo, battendo l’offerta della DreamWorks, e ha affidato la produzione a Karen Rosenfelt (La Saga di Twilight, Il diavolo veste Prada, Io & Marley).
I diritti sono stati venduti ai più importanti gruppi editoriali del mondo.
La scrittrice:
Julianna Baggott ha scritto numerosi romanzi per ragazzi prima di dedicarsi alla trilogia di Memento. I suoi scritti sono anche apparsi sulNew York Times, il Washington Post, il Boston Globe.

Per chi volesse guardare il booktrailer americano:booktrailer

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