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Contorni di Noir | July 24, 2017

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4 Commenti

Jean-Cristophe Grangé – Amnesia

| On 20, Ago 2012

Editore Garzanti
Anno 2012
756 pagine – rilegato con sovraccopertina
Traduzione Doriana Comerlati

Nella vita di tutti i giorni, la sofferenza non indurisce. Consuma. Rende fragili. Indebolisce.(..) L’animo umano non è stato concepito come un pezzo di metallo in attesa di essere forgiato dalle prove della vita che ognuno di noi è chiamato ad affrontare. E’ una membrana sensibile, vibrante, delicata, che in caso di shock si segna, si lacera.”
Cosa succederebbe alla nostra mente, se ad ogni trauma corrispondesse una perdita di memoria? Come un’onda che si infrange sulla sabbia e cancella ogni impronta, così è la vita di Mathias Freire, un uomo che condivide lo spazio della sua mente con Janusz, Narcisse, Arnaud (Nono), Francois. Un clochard, un pittore affermato, un seduttore. Quali collegamenti ci sono tra loro?
Mathias è uno psichiatra, lavora a Bordeaux e si trova ad essere chiamato per un caso difficile. Un uomo, trovato in stato confusionale, sembra essere l’unico testimone di un efferato omicidio avvenuto nei pressi della stazione: un cadavere nudo, con diverse ferite, una messinscena aberrante. L’uomo sembra avere un’amnesia e, sotto ipnosi, dichiara di chiamarsi Pascal Mischell. Il nome sembra però non esistere, così come tutte le informazioni che lo stesso riferisce, le quali non trovano fondamento.
Riferisce però un sogno, che sembra essere assolutamente identico a quello ricorrente di Mathias: “Un muro inondato di sole. Camminava seguendo la propria ombra lungo la parete bianca. Il muro non aveva né inizio, né fine. Il muro era l’universo liscio, abbagliante, indifferente..”
E indagando sul passato dell’uomo, Mathias si rende conto che il suo lavoro da psichiatra altro non è che una facciata, il suo presente. E realizza di essere anch’esso senza passato. Qualcuno lo identifica come un clochard e lo indica come possibile assassino del delitto alla stazione.
Comincia così la sua fuga e una caccia all’uomo, da parte della polizia di Bordeaux, alla quale partecipa Anaïs  Chatelet, capitano nuovo di zecca, al suo primo omicidio dopo la promozione.
“Lineamenti regolari, ma tormentati da un’agitazione interiore. Occhi scuri, intensi, che non lasciavano trasparire il loro segreto. Capelli ancora più neri, ondulati, terribilmente romantici.” Una donna tormentata, dal suo passato, da suo padre, da se stessa. Un carattere forte e deciso, una donna che trasmette la propria impronta indelebile, che non subisce il mondo ma, al contrario, lo domina.
Due anime tormentate, Mathias e Anaïs, alla ricerca della verità e, soprattutto, entrambi sulle orme dell’assassino. Solo trovando il colpevole, potranno avere delle risposte.
Una profonda ricerca del proprio IO, uno studio sulla formazione della personalità in base al proprio vissuto. Un interrogativo su quante vite possiamo vivere, su chi saremmo se avessimo condotto una vita senza dolore, senza sofferenza.
Esistono degli archetipi fisiologici. Il mare. La foresta. La pietra. Il cielo. Regni che insieme ci toccano e ci trascendono. Entrando in contatto con essi, il corpo tutt’a un tratto si risveglia. La nostra carne si ricorda di essere stata madre, foresta, pietra, stella.”
Un grandissimo Grangé, un romanzo profondo e indelebile, che sonda la psiche umana e le sue debolezze, parallelamente a un thriller inquietante e malinconico. Quanto siamo fragili davanti agli orrori del mondo e quanto il nostro istinto di sopravvivenza subentra ogni volta a salvarci dalla follia e non soccombere?
Siamo viaggiatori senza bagaglio, come descrive magistralmente lo scrittore, nell’universo dell’ignoto. Ci perdiamo ogni volta, ma abbiamo la forza di ricominciare da zero.
Oggi chi siamo? O meglio, chi crediamo di essere?
Bellissimo.

 

Lo scrittore:

Jean-Christophe Grangé è autore di romanzi di grandissimo successo che hanno ampliato i confini del thriller tradizionale. I fiumi di porpora (Garzanti 1999), un best seller internazionale tradotto in venti lingue, nel 2000 è diventato un film, diretto da Mathieu Kassowitz con Jean Reno e Vincent Cassel, che si è imposto subito all’attenzione del grande pubblico. Per Garzanti ha pubblicato anche Il volo delle cicogne e Il concilio di pietra (2001).

Commenti

  1. Ottimo thiller, un libro che sa essere più romanzi che si identificano con le differenti personalità del protagonista. A me è piaciuto molto:)

  2. Ciao, anche a me ha colpito il suo stile, tanto da aver letto le 700 e passa pagine in meno di una settimana 🙂

  3. Cara cecilia, perchè tu riesci sempre ad intrigarmi , con i tuoi giudizi? A dire il vero, non ci vuole molta fatica, perchè io sono una fan sfegatata di Grangè e delle sue trame sempre diverse e terribili!
    andremo presto a leggere anche questa storia, che mi sembra assai affascinante!
    grazie!
    Rosy

  4. Grazie a te, Rosy, per le tue belle parole e per il fatto che tu sia la mia “fan” più accanita di questo blog 🙂

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