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Contorni di Noir | June 27, 2017

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Tess Gerritsen – La fenice rossa

| On 12, Ago 2012

Il libro:
Editore Longanesi
Anno 2012
336 pagine – rilegato con sovraccopertina
Traduzione di Anna Maria Biavasco e Valentina Guani

Questa la trama di Longanesi:
Maura Isles, anatomopatologa, questa volta si trova sul tavolo settorio una ragazza molto giovane e bella. Un fisico atletico dalla pelle chiara, i capelli castano ramato. Le hanno mozzato una mano, dopo averla uccisa con un colpo di pistola. E’ stata ritrovata sul tetto di un edificio nella Chinatown di Boston, mentre era in corso un Ghost Tour, un giro panoramico in alcuni quartieri misteriosi e leggendari che attirano tanto i turisti.

La cosa che più lascia perplessa Maura durante l’autopsia, è il ritrovamento di uno strano capello argentato sul corpo della vittima il quale, dopo essere stato analizzato, sembra non appartenere ad alcun essere umano.
Jane Rizzoli non avrà vita facile in questa indagine che, dai primi rilievi, sembra condurre ad un evento accaduto diciannove anni prima: nel ristorante cinese “La Fenice rossa” ci fu una sparatoria da parte del cuoco, che uccise quattro persone e si tolse la vita. Un gesto attribuito a un attimo di follia, ma a quanto pare non tutti credono possa essere la verità.

Fino alle sette stelle sale la tigre.
Aleggia, ruota, schiva al pari degli spiriti,
per trasformarsi nella bianca gru, 
solleva una zampa e allarga le ali.
Soffia il vento
e il fiore di loto trema
La fenice ritorna al nido.”

“C’era una volta il Re delle scimmie, Sun Wukong. Nasce da una roccia sacra e all’inizio è soltanto una statua, ma poi si trasforma in un animale in carne e ossa e viene incoronato. Diventa un guerriero e sale in cielo per imparare la saggezza degli dei, ma è impulsivo e dispettoso. Nonostante i suoi difetti e i pasticci che combina, il Re delle scimmie sta dalla parte della giustizia.”
Grande romanzo di Tess Gerritsen, nel quale fa emergere prepotentemente le sue origini cinesi e ci racconta una storia di miti e leggende, tra feroci guerrieri e spade antiche di cinquecento anni, tramandate di generazione in generazione.
Il caso è difficile: una mano mozzata appartenente a una donna, uccisa all’interno di uno stabile disabitato. La recisione appare netta e senza sbavature. Un colpo netto, sicuramente dovuto a una lama affilatissima. Ma chi può essere stato? E’ come il gioco delle scatole cinesi. Ne apri una e te ne trovi subito un’altra..tutto sembra partire dalla strage compiuta dal cuoco di un ristorante di Chinatown, “La Fenice rossa”, in cui Wu Weimin sparò a quattro persone: Joey Gilmore, ragazzo di 25 anni con precedenti penali, James Fang, direttore di sala, cameriere e cassiere, nonché la coppia Arthur e Dina Mallory, marito e moglie entrambi al secondo matrimonio. Come ultimo atto, Wu si tolse la vita.
A distanza di diciannove anni, il mistero aleggia ancora su quella tragedia e torna alla ribalta a seguito del ritrovamento della donna con la mano recisa.
L’unico collegamento che sembra esserci, è la scomparsa della figlia di Fang, scomparsa due anni prima e Charlotte, figlia dei Mallory. Due eventi apparentemente distinti, ma che saranno il principio di una scia di orrori..
Jane Rizzoli dovrà superare molte barriere di omertà, di silenzi. “L’ennesima donna in carriera, in tailleur pantalone grigio e scarpe basse, con una testa di riccioli ribelli. I suoi occhi però raccontano una storia diversa: scrutano, osservano, valutano..”
Maura Isles, invece, sarà alle prese con la propria coscienza, davanti a un tribunale che la chiama a testimoniare su un caso di omicidio ai danni di un uomo, picchiato selvaggiamente da un poliziotto, fino a perdere la vita. La vittima aveva a sua volta ucciso un poliziotto. Potrà riuscire ad essere obiettiva nell’esporre i fatti? O sarà a sua volta giudicata?
Chinatown, una città nella città, un’integrazione spesso solo di facciata, una convivenza pacifica ma distaccata. Prima dell’attentato alle Torri Gemelle nel 2011, vi era uno spropositato sottobosco di immigrati non in regola. E scomparire e ricomparire con nuove identità, era un gioco da ragazzi.
Una velata critica a quanto possa essere facile entrare e uscire da un Paese, senza essere notati. A quanto sia facile sparire e non lasciare tracce, a quanti casi irrisolti di persone scomparse in attesa di una risoluzione. E alle famiglie che attendono da anni un corpo su cui piangere..
L’ennesimo successo di una scrittrice che riesce a creare storie sempre reali, ma con un pizzico di leggenda e al ricordo di una  popolazione ancora radicata a tradizioni antiche.

La scrittrice:
La bibliografia di Tess Gerritsen è lunghissima..e sul sito di Longanesi ne troverete conferma!
Qui la mia recensione de Il prezzoIl silenzio del ghiaccio e l’intervista che ho realizzato: Intervista

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