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Contorni di Noir | October 18, 2017

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1 Commento

Emilio Martini – La regina del catrame

| On 09, Set 2012

Il libro:
Editore Corbaccio
Anno 2012
132 pagine – rilegato con sovraccopertina

La trama:

Il suo nome è Gigi Berté. Commissario Berté. C’è una macchia nel suo passato, un buco nero che gli è costato il trasferimento da Milano a Lungariva, uno di quei paesini liguri che sono troppo pieni d’estate e troppo vuoti d’inverno. In attesa di trovare casa vive nella pensione della Marzia, una donna bella ma decisamente sovrappeso, l’esatto contrario del suo immaginario erotico. Il commissario ha un segreto che non ha mai rivelato a nessuno: scrive racconti gialli e surreali. Ma poi il morto ammazzato arriva per davvero. In un angolo della spiaggia di Lungariva, in mezzo ai bagnanti. Per il commissario Berté è arrivata l’ora di mettersi al lavoro e chissà se per risolvere il caso gli servirà di più la sua esperienza di poliziotto o il suo intuito di scrittore…

Ci sono persone che nascono così, con la disgraziata capacità di farsi odiare dal prossimo, di non risultare gradevoli, di annoiare chiunque con la propria presenza. E per ironia della sorte, queste persone sono quelle che che hanno più bisogno degli altri, che non sopportano la solitudine e cercano ovunque l’amore.”
Luigi – Gigi – Berté, è un poliziotto atipico. Gli basta una frase fuori posto, come quando lo chiamano commissario, anziché “vicequestiore aggiunto”, che gli prendono improvvise botte di malumore. Dopo il trasferimento da Milano a Lungariva, succedeva spesso.
Subito etichettato “terrone” per l’aspetto: “pelle scura, occhi carbone profondi e inquietanti, capelli lunghi, tanti, crespi e appena brizzolati, raccolti in una coda che gli scendeva lungo le scapole.” Tutto questo per un metro e ottantacinque di altezza.
Una donna era stata uccisa a sassate sulla riva dei bagni Medusa. Lidia Angelici, detta “la regina”, sempre ingioiellata e con la..puzza sotto al naso. Prendeva il sole in topless e raggiungeva una caletta riparata da occhi indiscreti. E proprio in quel luogo viene scorto il corpo ormai esanime da un ragazzino, che si mette a urlare con tutto il fiato in corpo.
Il primo omicidio per Luigi Berté, dopo il suo approdo in quel paesino assonnato, animato solo d’estate da famigliole borghesi.
Il primo giallo per il personaggio creato da Emilio Martini: un uomo brusco e scontroso, non propenso a raccontare di sé – anche se con Marzia, avvenente e prosperosa albergatrice, gli riesce facilmente – per il quale la conduzione delle indagini è ben lontana dai metodi dei RIS o di CSI.
Potrebbe ricordare vagamente i metodi del tenente Colombo, o quelli del commissario Montalbano, intramontabili poliziotti che “fiutano” gli indizi, ancorché i colpevoli.
Questo, in più, usa la scrittura come terapia e, nei momenti di maggiore tensione, si isola nella sua camera, accende il computer e comincia a scrivere racconti.
Un giallo doppio, primo per la creazione di un personaggio fuori dalle righe, particolare nelle sue atipicità, dall’aspetto all’abbigliamento, nonché nel carattere. Secondo perché lo stesso autore del romanzo è un mistero da svelare. Un’idea originale per incuriosire i lettori!
Un romanzo definito “estivo”, da leggere sotto l’ombrellone, ma è solo il principio di una serie pubblicata da Corbaccio: Farfalla nera e Chiodo fisso.

Lo scrittore:
Corbaccio ha creato una pagina su Facebook, in cui giocare e divertirsi, alla ricerca di tutti gli indizi che possano portare ad una soluzione del giallo nel giallo:
http://www.facebook.com/CommissarioGigiBerte.

Commenti

  1. l’ho letto e mi è piaciuto un sacco perchè ci ho trovato la mia liguria, e anche lui, il protagonista è proprio un poliziotto come vorresti che fossero. Etico ma non palloso, divertente e complessato e che belli gli haiku

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