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Contorni di Noir | September 25, 2017

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Liza Marklund – Delitto a Stoccolma

| On 19, Set 2012

  • Editore Marsilio
  • Collana farfalle / I Gialli
  • Anno 2012
  • 416 pagine – brossura con alette
  • Traduzione L. Cangemi

La trama:
Mentre Stoccolma celebra il Natale e le Olimpiadi, una bomba esplode nello stadio principale della città uccidendo Christina Furhage, la potente direttrice del comitato olimpico, donna famosa, ma con molti lati oscuri nella vita privata. Un’altra bomba scoppia qualche giorno dopo in un impianto sportivo, seminando il terrore tra le autorità cittadine. Annika Bengtzon, giornalista d’assalto, non è affatto convinta che si tratti di un terrorista o di uno squilibrato, e indaga.

“L’amore è un fatto banale. Fa provare la stessa ebbrezza chimica di un successo molto ambito o di una corsa a velocità esaltante. La coscienza viene ottenebrata, rimane solo il proprio godimento. L’amore più splendido è sempre impossibile. Deve morire mentre vive, così come per la rosa l’unico destino è di essere recisa all’apice della fioritura. Un fiore secco o conservato può dare gioia per molti anni. Un amore bruscamente interrotto nel pieno della passione ha la capacità di ammaliare le persone per centinaia di anni.”
Un romanzo all’insegna delle donne e della carriera, quello di Liza Marklund, che sembra voler accentuare tutta l’attenzione su quanta strada ci sia ancora da fare per il sesso femminile e sui numeri esigui occupati in ruoli di primaria importanza.
Una donna, direttrice del comitato olimpico di Stoccolma, molto amata e rispettata da colleghi e familiari, ma che in realtà nasconde un altro lato della facciata, duro e aggressivo. E Annika Bengtzon, giornalista appena promossa caposervizio di nera, si trova a fare il confronto con se stessa e sulle implicazioni che comporta essere una donna in carriera. Questo lato dell’indagine è in realtà un campo minato..il messaggio è chiaro: se vuoi diventare un capo, la priorità è il lavoro e la famiglia è quasi un fastidio.
Un mondo maschilista e misogino, in cui ogni interferenza femminile è una giustificazione alla presa in giro e al cameratismo. E la donna si arrabbia, caspita se si arrabbia. E quando succede, si salvi chi può.
Mi piace lo stile della Marklund e il personaggio di Annika Bengtzon, giornalista d’assalto – ma anche moglie e madre – che nonostante tutto, ha mille insicurezze. Perché in realtà noi donne siamo fatte così. Ci facciamo in quattro per fare tutto contemporaneamente, ma abbiamo sempre bisogno di conferme.
Lo stile di questa autrice nordica è frizzante, un bel thriller in cui le varie componenti – emotive e d’azione – vanno di pari passo e rendono la storia fluida e scorrevole.
Qui la recensione del precedente romanzo di Liza Marklund, intitolato Freddo Sud
La scrittrice:
Liza Marklund (1962), la «First Lady» del giallo svedese, giornalista, scrittrice, moderatrice tv, è autrice della serie poliziesca di Annika Bengtzon, tradotta in trenta lingue con dieci milioni di copie vendute nel mondo. Con il marito e i tre figli, vive tra la Svezia e la Spagna. Di Liza Marklund, Marsilio ha già pubblicato Il Lupo Rosso e Il testamento di Nobel.

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