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Contorni di Noir | October 18, 2017

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David Czuchlewsky – La follia delle muse

| On 13, Ott 2012

David Czuchlewski ha 35 anni. Diplomato in Letteratura inglese all’Università di Princeton, dove ha seguito i corsi di Scrittura creativa di Joyce Carol Oates, si è poi laureato in Medicina alla Mount Sinai School of Medicine, specializzandosi in neuropatologia. In seguito all’acclamato esordio narrativo con La follia delle Muse ha pubblicato nel 2005, sempre per Penguin, il secondo romanzo Empire of Light, anch’esso molto apprezzato da critica e lettori.
Un mystery postmoderno con una trama geniale, che rivela un giovane scrittore di eccezionale talento. David Czuchlewski scrive con immaginazione, intuito e stile.”
Joyce Carol Oates
Czuchlewski ha scritto un vero e proprio giallo letterario, assegnando il ruolo principale a un giornalista ossessionato dalla ricerca della verità invece che a un detective.”
New York Post
Il colpo di scena delle ultime pagine è sorprendente. Ci aspettiamo grandi cose da questo scrittore
Kirkus Review
Il confine fra genio e follia si fa davvero sottile in questo coraggioso e ambizioso debutto letterario che sa giocare con raffinatezza attorno al topos postmoderno del delittuoso furto d’identità dell’Autore. Il romanzo è decisamente ben congeniato, e i suoi personaggi si distinguono per una psicologia sfumata e un raro spessore intellettuale.
Publishers Weekly
Pubblicato da Meridiano Zero, il romanzo viene presentato dalla casa editrice con questa veste:
Popolato da personaggi ossessionati dalla letteratura, La follia delle Muse racconta una storia di passioni libresche e di mistero, di follia e di ambizione. Tutto ruota attorno alla figura, grandiosa e sinistra, di un personaggio forgiato sul riconoscibile modello di J.D. Salinger: Horace Jacob Little, scrittore geniale e bizzarro di romanzi e racconti dal tono borgesiano che, nel corso di una carriera ventennale, non ha mai diffuso sue fotografie e ha rifiutato ogni contatto con la stampa. Nessuno lo ha mai visto né sa dove vive, nemmeno il suo agente. Le copertine dei suoi libri sono completamente bianche. Sulle sue tracce si muovono, spinti da opposte ambizioni, due vecchi compagni di corso all’Università di Princeton: Jake, giornalista esordiente che affida le sue speranze professionali alla possibilità di rintracciare Little e costringerlo a un’intervista, e Andrew, brillante ma mentalmente disturbato, che ha dedicato i suoi studi letterari alla produzione di Little, restando a tal punto coinvolto dalla personalità dello scrittore da immaginare una vera e propria persecuzione di costui ai propri danni. Lara è la ragazza amata da entrambi, che affiderà a Jake il manoscritto con le illuminanti “Confessioni” di Andrew. Al centro dei percorsi dei tre personaggi si trova il luogo simbolico del libro, il Manicomio delle Muse, una sorta di lussuoso ospedale dove risiedono artisti con problemi mentali. E proprio nell’atmosfera ipnotica e rarefatta di questa inusuale casa di riposo si sciolgono via via i nodi di una vicenda sempre più complessa, dove la curiosità erudita riesce a dar vita a un crescendo di suspense e la qualità di una scrittura colta e ricca di echi letterari convive con una tensione narrativa capace di coinvolgere il lettore nel vortice di un gioco inquietante.

Una trama particolare, ma molto intrigante..

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