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Contorni di Noir | September 22, 2017

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Marilù Oliva – Mala Suerte

| On 30, Ott 2012

 

Il libro:
Editore Elliot Edizioni
Anno 2012
256 pagine – brossura con aletteTrama e recensione:

Perché per me la sorte non è più un mistero. La fortuna o la sfortuna sono solo l’intersecarsi di eventi che noi, con le nostre limitate categorie, leggiamo come sfavorevoli o propizi concedendoci, grazie a questa esegesi, il vano abbaglio che tali eventi siano sottoposti a una qualche forma di controllo.
Elisa Guerra, alias la “Guerrera”, è un personaggio davvero singolare e disegnarne i contorni è complesso. E’ una donna con un passato ingombrante alle spalle, perseguitata da demoni e ricordi atavici di un’infanzia difficile, che le hanno lasciato un senso di inadeguatezza, tristezza cronica, senso di incapacità e di distacco dal mondo. Cresciuta con la prozia, ha ricevuto una rigida educazione che ha semplicemente contribuito a renderla un’anima ribelle, vagabonda e alla perenne ricerca di libertà. Le sue passioni più forti sono la musica latino-americana e il rum – non ha mai rifiutato una bevuta, convinta che “porta sfiga” – con un’amore particolare per la capoeira.

Vive con un’amica, Catalina: cubana d’origine, gestisce un’agenzia matrimoniale. E’ una tipa strana, ama fare i tarocchi, si dedica all’esoterismo e all’astrologia, con radici nell’alchimia medievale e diramazioni nelle teologie cosmiche.
Elisa viene coinvolta come consulente speciale dall’ispettore Basilica, in seguito alla scoperta di un omicidio anomalo nella sonnolenta città di Bologna: una donna uccisa da una dose letale di cloroformio. I sospetti si concentrano su una gang di latinos e italiani e la Guerrera ha sicuramente le conoscenze necessarie per addentrare l’ispettore nell’ambiente della comunità ispano-americana che ruota intorno ai locali notturni.
La musica e la capoeira sono elementi fondamentali in questo romanzo il quale, se da un lato è cadenzato dal ritmo di salsa, merengue, bachata e oltre, dall’altro è una lotta selvaggia, una ricerca del lato più animale di se stessi, conseguenza di un’ossessione opprimente del vivere.
Anche la sorte ha un ruolo importante nella trama, oggetto di dissertazioni tra Elisa e Catalina, attraverso citazioni di Dante, grande dispensatore di riflessioni di vita.
Elisa la Guerrera ha un animo coraggioso e anarchico, disposta a combattere per difendersi e difendere le persone che le stanno intorno, ama “bere” la vita fino in fondo – come un bicchiere di rum – e ha una visione disincantata della vita, convinta che nulla ormai possa sorprenderla.
Il romanzo si concentra maggiormente sui rapporti interpersonali e forse avrei dato più respiro alla parte indagativa della storia. Un personaggio predominante, quello di Elisa, che rischia in alcuni punti di schiacciare tutto il resto.
Ma la scrittura di Marilù Oliva è accattivante e coinvolgente, direi “musicale”, che il mix risulta armonico e mi ritrovo alla fine del romanzo – il primo che leggo di questa scrittrice – con la voglia di leggere i precedenti e scoprire quali altri aspetti mi sono persa della Guerrera!

La scrittrice:
Marilù Oliva Vive a Bologna. Insegna lettere alle superiori e scrive. Ha pubblicato racconti per il web e testi di saggistica, l’ultimo è uno studio sulle correlazioni tra la vita e le opere del Nobel colombiano Gabriel García Márquez: Cent’anni di Márquez. Cent’anni di mondo (CLUEB, 2010). Collabora con diverse riviste letterarie, tra cui Carmilla, Thriller Magazine, Sugarpulp. Ora, per Elliot Edizioni, è uscito l’ultimo romanzo della trilogia salsera di Marilù Oliva, dopo ¡Tú la pagarás! (Elliot 2011), finalista al Premio Scerbanenco, e Fuego (Elliot 2011). Il romanzo si intitola “Malasuerte” e ha già ricevuto numerosi consensi, tra cui quello di Massimo Carlotto:  «Con questo bel romanzo, La Guerrera entra a pieno titolo nell’Olimpo dei personaggi del noir italiano»

 

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