Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Contorni di Noir | December 11, 2017

Torna su

Alto

0 Commenti

Patrick Fogli – La puntualità del destino

| On 22, Ott 2012

destino

Il libro:

Editore Piemme Linea Rossa
Anno 2012
364 pagine – rilegato con sovraccopertina
Trama e recensione:
San Sebastiano degli Appennini. Un terremoto scuote la terra e le anime. Pietro e Irene Scarioni attendono a casa la figlia Alessia, una ragazzina quattordicenne che frequenta la scuola e ama giocare a pallavolo. Ma sparisce nel nulla, come fagocitata dalla terra sussultante. Partono le indagini in cui vengono mobilitate le forze dell’ordine, ma le iniziative personali di cittadini – sconvolti dalla notizia – si sprecano. Sembra che l’unico ad aver visto Alessia sia stato Claudio Zanetti, un giovane immigrato che diventa immediatamente indiziato e colpevole.
Nell’indagine, viene coinvolto anche Gabriele Riccardi, ex poliziotto con un passato difficile alle spalle e con tanta voglia di riscattarsi. Una voglia disperata di cercare la verità al di là delle apparenze.
Ho già visto le loro facce. Sono tutti uguali, presi uno per uno non valgono neppure i lacci delle scarpe. Ma in fila indiana, dietro un maschio alfa, piccoli lupi da cortile, innalzati al rango di soldati, diventano capaci di simulare coraggio. Segnano con una riga per terra il confine fra giusto e sbagliato e ti cercano gli occhi, sicuri che li abbasserai per primo. Un errore grave, di cui non tengono conto.”
Protagonista di questo romanzo è la paura, la diffidenza, il dolore. E’ la spettacolarizzazione e la sensazionalizzazione, è la ricerca di un rapporto tra marito e moglie, tra genitori e figli, tra “dentro” e “fuori” la nostra vita. Come la viviamo noi e come gli altri la percepiscono.
Il romanzo ha come base una storia, un giallo sulla sparizione di una ragazzina e di come un evento del genere possa sconvolgere e trasformare una famiglia.
La paura è una pagina bianca, è una quarta di copertina che sei costretto a chiudere, è una storia che termina senza un finale.”
Da quando un bambino nasce (se non addirittura prima) i genitori si trovano ad affrontare ansie e preoccupazioni di ogni tipo, dai puri atti fisiologici come mangiare e dormire, alla salute, all’educazione, al suo futuro. Si decide lo sport o il lavoro che farà da grande, pontificano e sognano, immaginando sempre il meglio. E cerco di mettermi nei loro panni, quando all’improvviso la loro vita viene sconvolta da un incidente, una malattia o, come in questo caso, una sparizione.
Credo sia un dolore immenso, inimmaginabile, ineguagliabile a qualsiasi altra cosa. Un figlio è una parte di te e, se gli capitasse qualcosa, sarebbe come perdere un arto. Sarebbe come morire.
Invece no, Pietro e Irene Scarioni, alla sparizione della figlia Alessia, cercano di svolgere le azioni quotidiane. Continuano ad avere una parvenza di vita normale, anche se dentro sono distrutti. Marito e moglie si ritrovano a guardarsi in faccia e spartire il loro silenzio.
Le proprie emozioni sono oltretutto messe in piazza da giornalisti, curiosi, che scrutano e indagano nella loro casa. Che non vogliono condividere la paura e il dolore, ma sono spettatori avidi, eletti a giudici indiscussi. E i genitori si trovano catapultati in un Grande Fratello che li osserva e li analizza. Scandaglia alla ricerca di qualcosa che li renda peggiori. Che ricerca il Male, suo grande alleato.
Gabriele Riccardi non è così. E’ semplicemente un uomo che cerca, attraverso una patina grigia di indizi sommari e le proprie intuizioni, di dare voce alla verità. E lo fa, attraverso la paura dei sussurri che messi insieme costruivano un urlo, senza lasciarsi contaminare da certezze posate su castelli di carta.
E lo fa parlando in prima persona, nel romanzo, come a voler prendere le distanze rispetto a quello che gli capita intorno.
Patrick Fogli ha saputo trasmettere, attraverso la sua storia, emozioni forti, sensazioni viscerali e corali, dalla quale difficilmente si riesce a restarne distaccati, anche in chi non ha figli, come me.
Un dito puntato contro i pregiudizi e contro chi crede di vivere in un talk-show, e non nella vita reale, cruda, senza filtri.
Un consiglio: prima di entrare nella vita degli altri, pensateci. E se proprio non avete alternativa, entrateci in punta di piedi..
Lo scrittore

Nato a Bologna, dove vive tuttora, è ingegnere elettronico. Ospite al Festivaletteratura di Mantova, finalista al Premio Scerbanenco al Noir in Festival di Courmayeur, è considerato dalla critica uno degli scrittori più interessanti e originali della narrativa italiana contemporanea. La Repubblica lo definisce il più talentuoso tra gli scrittori di thriller delle ultime generazioni e Il Sole 24 Ore uno tra i migliori giallisti del nostro tempo.
Dopo Il tempo infranto e Non voglio il silenzio, scritto a quattro mani con il giornalista d’inchiesta Ferruccio Pinotti, Fogli, considerato uno degli autori più interessanti e originali della narrativa italiana contemporanea, brillante, documentata e lucida penna, lascia le stragi, i grandi buchi neri nella storia del nostro paese – quella di Bologna, l’assassinio di Paolo Borsellino -, e ritorna sul noir superandolo, con un romanzo di suspense, introspezione ed evidente attualità che, come è d’abitudine per Fogli, non può rinunciare alla denuncia: La puntualità del destino. Torna Gabriele Riccardi, ex poliziotto dal passato difficile e doloroso, protagonista nel romanzo d’esordio “Lentamente prima di morire”, edito da Piemme, ottimo successo di pubblico e di critica.
Il sito dello scrittore è: www.patrickfogli.com
 

Se vuoi... commenta