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Contorni di Noir | December 17, 2017

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Daniel Silva – Il caso Rembrandt

| On 30, Nov 2012

Il libro:
Editore Giano / Collana I libri della civetta
Anno 2012
544 pagine – brossura con alette
Traduzione Raffaella VitangeliLa trama:
In un cottage a Glanstonbury, cittadina del Regno Unito, viene ritrovato un uomo, ucciso con un colpo di pistola al cuore. Il suo nome era Christopher Liddell, rinomato restauratore di opere d’arte di pittori famosi quali Rubens, Tiziano, Cézanne e Monet. Stava restaurando un quadro, attribuito a Rembrandt,  risalente al 1664 e raffigurante una donna bellissima, “Ritratto di una giovane donna. Un’opera del valore di 45 milioni di dollari. Ed è la la sola che risulta essere stata trafugata dal luogo del delitto.
Sembra che fosse pervenuta in modo misterioso tra le mani di Julian Isherwood,  proprietario e titolare di una galleria d’arte a Londra, chiamata Isherwood Fine Arts, spesso in cattive acque. Julian, detto Julie, è di nazionalità britannica, ma in realtà ha origini tedesche, educazione francese e religione ebraica. Suo padre era un famoso gallerista di Parigi, Samuel Isakowitz, ucciso nel lager di Sobibor insieme a sua madre. Julian fu reclutato negli anni ’70 come sayan, collaboratore volontario dell’agenzia spionistica israeliana. Il suo compito era di vegliare su Gabriel Allon, restauratore di opere d’arte, nonché sicario.
Per un ladro sarebbe più difficile rapinare un qualsiasi grande magazzino che il museo più famoso del mondo.”
Dopo il traffico di droga, il riciclaggio di denaro sporco e lo smercio di armi, i furti di opere d’arte sono l’attività criminale più redditizia che esista.  Soprattutto durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale, circa ventimila opere d’arte furono sequestrate dai nazisti agli ebrei e la storia di Daniel Silva si dirama dai dolorosi fatti avvenuti durante il periodo dell’Olocausto ai danni di una bambina, Lena Herzfeld, figlia delle tenebre, figlia della soffitta, nonché alla sua famiglia, ai servizi segreti israeliani, alle eredità che i padri hanno trasmesso i figli. Il tutto attraverso la complicità di banche svizzere e un’azione di spionaggio che farebbe rabbrividire anche James Bond, che ha saputo tenermi sulle spine e farmi appassionare alla vicenda, come fossi davanti al grande schermo.
Gabriel Allon è il personaggio seriale, creato dallo scrittore, che ebbe il suo esordio nel romanzo “Il restauratore” e che fece conoscere questo esperto d’arte e nel contempo angelo vendicatore.
Ma ognuna delle figure presenti nel romanzo, ha un ruolo preciso che ne connota l’importanza ai fini della ricerca della verità, perché la scomparsa del quadro di Rembrandt diventa come un gioco di scatole cinesi. Il romanzo è scritto magistralmente, sia per la delicatezza nel trattare un argomento così delicato, ma anche per saper condurre il lettore per mano nei meandri di un’indagine che si sviluppa fra vari Stati, dalla Svizzera all’America, dall’Argentina alla Germania, senza perdere mai le fila.
Una spy-story così non la leggevo da tempo, forse dai tempi di Ken Follett e il suo romanzo “La cruna dell’ago”, ma ho trovato il romanzo di Silva più coinvolgente ed emozionante.
Da non perdere.

Lo scrittore:
Daniel Silva è nato in Michigan nel 1960. Nel 1984 ha iniziato la carriera giornalistica lavorando per United Press International, per poi diventare produttore televisivo della CNN. Tutte le sue opere, Le regole di Mosca(Giano 2010), Il disertore (Giano 2011), The Killer Artist, The English Assassin, The Confessor, A Death in Vienna, Prince of Fire, The Messenger, The Secret Servant, sono entrate nelle classifiche dei libri più venduti. Vive con la moglie e i due figli a Washington.

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