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Contorni di Noir | December 17, 2017

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2 Commenti

Intervista a Maria Teresa Valle

| On 09, Nov 2012

foto di Clara Bigaretti

Questo è quello che troverete sul sito della scrittrice Maria Teresa Valle. E già la dice lunga sulla scrittrice e sul personaggio che ha creato! 

Sono Maria. Maria Viani. Come, chi sono? Sono la protagonista di tutti i libri che scrive Maria Teresa. Cioè, che lei “CREDE” di scrivere. In realtà sono io che le suggerisco quello che deve dire. Sì, lo so, lei non se ne rende conto. Pensa di essere lei a inventare le mie storie, a farmi dire e fare quello che vuole, ma io non ci sto. Sono o non sono la protagonista? Non ditele niente, però, quella sarebbe capace di farmela pagare. Magari decidendo di… ammazzarmi. Mi vengono i brividi, se ci penso. Allora, d’accordo? Acqua in bocca!” 

Ho conosciuto Maria Teresa all’evento organizzato da Riccardo Sedini, “Lomellina in Giallo”, svoltosi i giorni 14,15 e 16 settembre 2012, a cui ho partecipato come ufficio stampa. E’ uscito il suo ultimo romanzo intitolato “L’eredità di zia Evelina” con la casa editrice Fratelli Frilli, la cui trama è indicata alla fine di questa intervista. L’ho invitata a rispondere a qualche domanda e spero vi divertirete a leggere le risposte, così come mi sono divertita io!

1. Benvenuta sul mio blog e raccontami: cosa vorresti che i tuoi lettori focalizzassero di Maria Teresa scrittrice mentre leggono i tuoi romanzi? 

M.T.: Grazie a te per l’ospitalità. Ci ho pensato a lungo perché la domanda è tutt’altro che banale e ho deciso che vorrei che i miei lettori avessero soprattutto la percezione della mia onestà intellettuale. La sensazione di non avere tra le mani un prodotto commerciale confezionato, ma, nel bene e nel male, qualcosa di sincero. Certo le storie sono frutto della fantasia, e la scrittura è anche tecnica, ma non cercano di ingannare il lettore. Spero che avverta il rispetto che ho per lui. 
2. Hai dovuto sopportare tempi biblici per veder pubblicare i tuoi manoscritti? 
M.T.: Sono stata fortunata, o ho scelto bene il mio target. Ho mandato a Marco Frilli il mio primo manoscritto e dopo 15 giorni mi ha risposto che lo avrebbe pubblicato. Era il primo editore a cui lo inviavo. 
3. Le tue passioni, la biologia e la scrittura, le descrivi come due “amanti tolleranti”. Ma quali emozioni ti trasmettono? Speculari o simili? 
M.T.: Sono due amanti tolleranti nella misura in cui non sono gelose l’una dell’altra. Anzi, con un espressione ardita potrei dire che il nostro è un “menage à trois”. Si mescolano e si intrecciano in continuazione nella mia vita in modo tale che neppure io le riesco a districare. 
4. Quali modus operandi attuavi nella tua professione di biologa rispetto a quella che attui ora come scrittrice? 
M.T.: Diciamo che la mia formazione scientifica e la mia professione mi hanno abituato a un rigore logico e a un procedimento scientifico nel lavoro, prima, e nella scrittura, ora. Quello che c’è di diverso tra la mia precedente professione e l’attività odierna dello scrivere è che ora posso lasciare campo libero alla fantasia ed è una sensazione impagabile di libertà. 
5. Quanti spunti per le trame dei tuoi libri scovi vivendo nella città di Genova dove vivi? 
M.T.: Da quando ho cominciato a scrivere osservo il mondo con altri occhi e ogni luogo, ogni situazione, possono far scattare il meccanismo che porta all’invenzione di un personaggio, di una storia. Tuttavia vivere in una città come Genova è per prima cosa stimolante. Lo è in generale. Spesso ci sono nella stessa giornata due o tre eventi culturali a cui vorrei partecipare. Tocca per forza rinunciare a qualche cosa. Questo per dire che offre davvero molto sul piano culturale. Per quanto riguarda gli spunti specifici qui c’è veramente di tutto. Genova è la città dei contrasti. Basti pensare che nel centro storico convivono fianco a fianco l’alta borghesia cittadina e i silenziosi e seri professionisti nei bellissimi palazzi dei Rolli nascosti nei vicoli, e gli immigrati clandestini che vivono di spaccio e le prostitute sudamericane chiassose e supercolorate che popolano i caseggiati fatiscenti. 
Qui c’è il mare e se ti volti indietro puoi vedere le montagne. Insomma ce n’è per tutti i gusti. 
6. Lettrice ossessiva e compulsiva o…? Quali romanzi ti hanno più emozionata e coinvolta? 
M.T.: Decisamente compulsiva. Ho letto e leggo in maniera disordinata. In più dimentico i nomi degli autori e i titoli dei libri. Sono un disastro. Però come le spugne assorbo, assorbo e mi nutro delle parole. Mi lascio penetrare dalle storie e soprattutto dalle sensazioni che la lettura mi suscita. I romanzi che mi coinvolgono e mi emozionano di più sono quelli che indagano e mettono a nudo l’animo umano. Cito per tutti “Che tu sia per me il coltello” di David Grossman, ma mi colpisce molto anche una bella scrittura, al di là dell’argomento. Potrei citare tanti autori Colette, Saramago, Erri de Luca. E tanti altri. 
7. Hai creato, con il tuo primo romanzo, Maria Viani, tuo alter ego e protagonista seriale. Sei tu che segui lei o è lei che segue te? 
M.T.: Ecco questa è una domanda che mi faccio spesso anch’io. A dire il vero non saprei rispondere. Avendo creato un personaggio a mia immagine e somiglianza lei ha tutti i miei difetti. Così siamo a volte complici e, diciamo, andiamo a rubare la marmellata insieme, a volte bisticciamo ferocemente. Maria è ribelle di natura e io invidio il fatto che sia molto più libera di me di fare quello che vuole. Così cerco di costringerla a seguirmi, ma non so quanto ci riesco. 
8. Dimmi le caratteristiche che più ti piacciono in lei e il difetto che proprio non sopporti 
M.T.: Mi piace molto la sua ironia, la sua capacità di ascoltare le persone, soprattutto le meno “autorevoli”, come i bambini o le persone anziane, il suo rispetto per la natura. Mi infastidisce invece quando fa la maestrina e si mette a fare gli “spiegoni”, come se sapesse tutto lei. 
9. Ora è uscito, per Frilli Editore, “L’eredità di zia Evelina”. Come ti sei organizzata per la stesura del romanzo? 
M.T.: “Organizzata” è una parola grossa. Scrivo quando sono sola, ma avendo un marito, due figli e due nipoti, non è un evento che si verifichi con grande facilità. L’organizzazione, se così si può chiamare avviene tutta nella mia testa, purtroppo la notte e questo mi tiene sveglia fino a delle ore molto piccole. Mi giro e mi rigiro nel letto litigando con i personaggi che vogliono decidere loro cosa fare e mi addormento stremata alle prime luci dell’alba. Quando mi sveglio comincio a scrivere e vado avanti così finché non ho ben chiara la trama. A quel punto procedo velocemente. Poi lascio sedimentare il tutto per qualche mese. Riprendo in mano il manoscritto e lo leggo come se non l’avessi scritto io. La revisione è tutto sommato la parte più lunga del lavoro. 
10. La trama racconta di un segreto imbarazzante e mi fa pensare a quanto poco conosciamo realmente chi ci circonda, spesso velato da un alone di apparenza. Cosa ne pensi? 
M.T.: Sono assolutamente d’accordo. Nessuno di noi è completamente trasparente. Angoli oscuri del nostro animo sono nascosti a noi stessi, figuriamoci agli altri! Basti pensare a come ci comportiamo nell’ambiente di lavoro, come ci presentiamo la prima volta a qualcuno che ci interessa. Vestiamo abiti diversi per ogni occasione. Dentro e fuori di noi. 
11. Come è cresciuta Maria Viani e com’è cresciuta Maria Teresa Valle? 
M.T.: Maria Viani è nata da una mia costola e nei primi noir scimmiottava me. Oggi ha acquisito una sua dimensione. Basti dire che nell’ultimo noir ha cominciato a parlare in prima persona. A dispetto di quello che ho scritto al punto 7 devo dire che ha raggiunto finalmente la sua dimensione di personaggio autosufficiente e slegato da me. Credo che il processo di identificazione sia finito. 
Per quanto riguarda me non so dire se sono o meno cresciuta. Posso dire che mi sento cambiata. L’esperienza della scrittura mi ha dato tanto aprendo per me la porta su un mondo sia interiore che esterno inesplorato e affascinante. Non privo di pericoli, ma stimolante e intrigante. 
12. Punti di forza di pubblicare con una casa editrice come Frilli Editore 
M.T.: Per quello che mi riguarda i punti di forza di pubblicare con “I Frilli” consistono soprattutto nei rapporti diretti che ho con gli editori, ormai sono rapporti di amicizia. Secondo: il nostro contratto viene redatto libro per libro. Non ho obblighi o scadenze. Se scrivo pubblicano. Se non scrivo nessuno mi viene a cercare. E ultimo, ma non per importanza, sta il fatto che i libri, che hanno incontrato di più i gusti del pubblico, dopo essere usciti in edizione normale, a un anno o due di distanza, escono in edizione economica. Questo significa che non scompaiono dalle librerie dopo qualche mese dalla pubblicazione, ma continuano a circolare per molto più tempo. 
13. Ultima domandina che mi piace fare al termine delle mie interviste: di getto, quale canzone abbineresti a “L’eredità di zia Evelina”? 
M.T.: Secondo me non basta una canzone per “L’eredità di zia Evelina”. Per la prima parte sceglierei “Parlami d’amore Mariù”, per la seconda “Certe notti” di Ligabue e per la terza “Freestyler” dei Boom funk mc’s (se si scrive così).
Grazie! E ciao a tutti! 

Maria Teresa

Maria Viani riceve da una vecchia zia una duplice eredità piuttosto scomoda: un segreto imbarazzante, a lungo custodito dall’anziana parente, e una badante la cui sorella è misteriosamente scomparsa. A complicare le cose, a Maria capita tra capo e collo la giovane nipote in crisi. Nel paesaggio suggestivo delle Langhe, tra vicende ora drammatiche ora comiche, i soliti battibecchi col marito, i colloqui con l’amico brigadiere, ora promosso maresciallo, un cane ficcanaso e una gatta altera, una Maria scoppiettante e in forma smagliante riuscirà a sbrogliare la matassa districandosi tra vecchi e nuovi segreti.
Maria Teresa Valle, nata a Varazze, risiede a Genova. È sposata, ha due figli e due bellissimi nipoti. Laureata in Scienze Biologiche, ha lavorato per 35 anni in qualità di Dirigente Biologa all’Ospedale San Martino di Genova. Ha pubblicato per i Fratelli Frilli Editori La morte torna a settembre nel 2008, Le tracce del lupo nel 2009 e L’eredità di zia Evelina nel 2012. Ha pubblicato molti racconti, uno dei quali Apro gli occhi, è stato segnalato dalla giuria del XXXVII Premio Gran Giallo della città di Cattolica nel corso del MystFest 2010 e pubblicato nel n° 3021 del Giallo Mondadori del 6/1/2011.

Commenti

  1. bellissima intervista,interessante, non banale. Ho letto i libri di Maria Teresa e li consiglio anzi attendo il prossimo libro che uscirà, penso, fra non molto

  2. Grazie del tuo commento, Annamaria! Maria Teresa è molto simpatica ed eclettica e suoi romanzi rispecchiano la sua personalità.

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