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Contorni di Noir | December 11, 2017

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2 Commenti

Intervista a Mario Mazzanti

| On 10, Dic 2012

foto di Mario Mazzanti
Ho incontrato Mario Mazzanti in occasione dell’evento Lomellina in Giallo, organizzato da Riccardo Sedini il 14, 15 e 16 settembre 2012. In realtà, io e Mario ci conosciamo da circa 25 anni, anche se ci siamo persi di vista e piacevolmente ritrovati a condividere una passione che ci accomuna, quella per i libri!
Mario Mazzanti, un “maledetto toscano nato per i casi della vita a Milano” è medico chirurgo e vive in provincia di Bergamo. Ha raggiunto il successo con Scacco alla regina (Leone Editore, 2011) e “Il riflesso del lupo (Leone Editore, 2012).
Benvenuto, Mario. Con te vorrei sovvertire l’ordine delle domande. Un’intervista fuori dagli schemi! 
1. Comincia con il raccontarci a cosa stai lavorando in questo momento? 
M.: È in uscita in febbraio “Il segreto degli Humiliati”: non un thriller in senso stretto, e tantomeno un noir storico, ma piuttosto un poliziesco la cui storia si svolge ai giorni nostri, ma dove le ragioni di un delitto traggono origine da una antica vicenda del 1500… questo costringerà il protagonista commissario Benni e i lettori a interessarsi alla peste di Milano, ad alcuni movimenti eretici, a San Carlo Borromeo, alla Corona Ferrea, e molto altro ancora. Sto poi lavorando su un thriller classico e su un poliziesco che ha gli stessi protagonisti de “Il segreto degli Humiliati” 
2. Cosa ne pensi dell’editoria italiana e delle case editrici a pagamento, queste ultime sempre più fiorenti in questo oceano di aspiranti scrittori? 
M.: Credo che nel nostro paese, nonostante l’attuale congiuntura sfavorevole, vi siano numerose ottime case editrici, alcune delle quali veramente “grandi”, e non mi riferisco alle dimensioni e al budget, anzi… Quanto alle case editrici a pagamento, ne penso ovviamente male: trovo che nella maggior parte dei casi si tratti di “imprese” che trovano il loro utile facendo aggio sulla ingenua e talvolta narcisistica aspirazione a farsi pubblicare di, come hai detto tu, un oceano di aspiranti scrittori… Nella maggior parte dei casi ho detto: può essere che talvolta una perla misconosciuta venga scoperta così… 
3. Di thriller ne sono stati scritti davvero tanti..in un’ipotetica situazione come nel romanzo “Farenheit 451” del grande Ray Bradbury, quali salveresti? 
M.: Molti davvero, troppi per citarne solo qualcuno… ma sicuramente, anche se non si tratta di un thriller, proprio “Farenheit 451”, naturalmente insieme al dvd del film diretto da Truffaut. 
4.: Quali aspetti cerchi di far emergere nella struttura del romanzo? 
M.: Scrivendo letteratura di genere, di evasione se preferisci, non ho particolari messaggi da mandare, ma credo che, qualsiasi sia il genere, un romanzo è alla fine sempre l’intrecciarsi delle storie personali dei personaggi… ecco, a questo presto attenzione e cerco di far emergere. 
5. Hai avuto notevole risonanza con il romanzo “Scacco alla regina” e hai proseguito con “Il riflesso del lupo”, sempre con Leone Editore. Ce ne vuoi parlare? Come hai avuto l’idea? 
M.: “Il riflesso del lupo” è la storia di uno psicoanalista che, interpretando un sogno di un suo paziente, mette inconsapevolmente a nudo l’insospettabile autore di una passata catena di delitti, risvegliandone così la furia. L’idea è nata dalla volontà di scrivere un thriller in cui l’investigatore non si affidasse, come oggi tanto di moda, alla supertecnologia di laboratorio, ma piuttosto alle proprie capacità speculative… In questo senso mi è sembrato appropriato scegliere come protagonista uno psicologo e affidare all’interpretazione psicoanalitica dei sogni, che spesso ci rivelano cose che solo inconsciamente sappiamo, una parte fondamentale dell’indagine. 
6. Ne “Il riflesso del lupo” un docente di psicologia all’Università di Milano, Trevis, si trova a indagare su un omicidio. Ci vuoi descrivere questo personaggio? 
M.: Trevis è un docente universitario di psicologia, un uomo tranquillo e affermato, soddisfatto della propria vita. Quando un delitto, un omicidio, lo toccherà da vicino, tutto intorno a lui cambierà e lui stesso sarà costretto a cambiare. 
7. Mi racconti qualche aneddoto che ti è capitato durante la stesura? 
M.: Mentre stavo scrivendo una parte importante, il sistema del pc si è bloccato cancellando irrimediabilmente il file e costringendomi a riscriverlo; bene, nel farlo mi è venuta un’ idea che ha però cambiato il corso successivo degli avvenimenti della storia… Se il pc non si fosse quel giorno bloccato, il “Il riflesso del lupo” oggi sarebbe diverso… forse migliore, forse peggiore, chissà… 
8. Ho letto in una tua intervista che la passione di scrivere è cominciata per caso, quasi in sordina. Quindi non ti chiederò come hai cominciato, ma al contrario ti chiedo: Cosa ti spinge a continuare? 
M.: Mi piace scrivere, inventare storie… e poi, alla sera, la televisione è così noiosa… 
9. E’ stato complicato il passaggio dalla scrittura alla pubblicazione? A quante case editrici hai spedito i manoscritti? 
M.: In realtà non ho speso nemmeno un euro in francobolli… Mi era capitato di pubblicare molti anni fa e quasi per gioco un thriller per una piccolissima casa editrice a diffusione poco più che locale: è successo che questo libro sia finito anni dopo nelle mani di una casa editrice, la Leone, che mi ha contattato chiedendomi se avevo qualcosa nel cassetto… 
10. Ecco, ora siamo all’ultima (in realtà la prima..) domanda: Chi è Mario Mazzanti e qual è il suo background? 
M.: Temo di non avere un background così interessante, da “scrittore” intendo dire… ho famiglia, figli, qualche interesse, un lavoro (sono medico) e aspetto pazientemente la pensione o preferibilmente una cospicua vincita al superenalotto… 
Questo il romanzo di Leone Editore, di cui parlava Mario all’inizio dell’intervista:
Dopo Scacco alla regina e Il riflesso del lupo, Mario Mazzanti volta pagina e si allontana dalle atmosfere cupe dei suoi primi due romanzi, restando però sempre nell’ambito del thriller poliziesco: Il segreto degli Humiliati ha come vera protagonista la Storia, quella con la S maiuscola, capace di nascondersi anche in un caso di ordinaria amministrazione. Quale filo lega un delitto dei giorni nostri alla Milano del 1576, l’anno della peste e di Carlo Borromeo, e alla Monza del 1250? Tra Brianza e Lago Maggiore quello che attende l’ispettore Benni sarà un viaggio – nello spazio e nel tempo – ricco di trappole e misteri.

Commenti

  1. Bella intervista. Ho letto Scacco alla regina molto interessante…

  2. Grazie Nico 🙂

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