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Contorni di Noir | November 20, 2017

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Jonathan Kellerman – Vittime

| On 02, Dic 2012

Jonathan Kellerman è nato a New York nel 1949. Specializzato in neuropsichiatria infantile, ha utilizzato le proprie conoscenze in molti dei suoi romanzi così come nella serie dedicata ad Alex Delaware, di cui Fanucci Editore ha pubblicato Ossessione (2009), Ossa (2010), Una prova schiacciante (2011) e L’inganno (2011). Autore di crime best seller, tradotto in venti Paesi, è stato insignito dei premi Goldwyn, Edgar e Anthony, e ha concorso per lo Shamus Award. 
Attualmente professore di Pediatria e Psicologia presso la Keck School of Medicine della Southern California University, Kellerman vive tra la California e il New Mexico con la moglie Faye, anche lei scrittrice, e i loro quattro figli. 
«Amo lavorare su personaggi singolari, dalla mente contorta: l’analisi della follia è il filo rosso che unisce la mia attività di scrittore con quella di psicologo. Del resto, sono attratto dal lato oscuro delle cose fin da quando ero un bambino.» Jonathan Kellerman 
Con una biografia del genere, non poteva mancare sul blog un romanzo scritto da un autore definito da Francesco Fantasia, de “Il Messaggero”: “Come Donato Carrisi, Jonathan Kellerman fa parte di quella leva di giallisti che sembrano scrivere sull’orlo di un abisso, mettendo insieme le atmosfere maniacali di un Thomas Harris e il ritmo serrato di un Jeffery Deaver.

TimeCrime, che pubblica in Italia il romanzo, racconta la trama così:

Vittime è il thriller più terrificante della serie bestseller dedicata ad Alex Delaware: un crime che lascia senza fiato grazie alla profonda conoscenza di Kellerman, esperto di psicologia clinica, dei meccanismi che conducono la mente verso la follia. 
Immergersi nell’insania che si annida dietro agli omicidi più brutali e sconcertanti è quello che lo psicologo Alex Delaware sa fare meglio. Ma era dai tempi di Jack lo Squartatore che non ci si trovava dinnanzi a una scena del delitto così agghiacciante. Una donna. Il ventre squarciato. Intorno al collo, avvolti come un grottesco monile, gli intestini. Delaware e il tenente Milo Sturgis collaborano da tempo, ma stavolta sembrano non avere alcuna pista da seguire; e quando altri omicidi vengono compiuti seguendo lo stesso, atroce rituale, diventa evidente come tra le vittime manchi la minima connessione. Il solo indizio che l’assassino lascia dietro di sé è un pezzo di carta sul quale ha tracciato un punto interrogativo: un segno di scherno nei confronti della polizia o forse un’incongrua, disperata richiesta di aiuto. Nel tentativo di trovare una risposta, Delaware inizia a indagare su un vecchio istituto psichiatrico dove un tempo esisteva una speciale unità di cura: tra quelle mura potrebbe annidarsi una terribile verità, sepolta in un passato di disperazione e di violenza che non sarebbe mai dovuto riaffiorare. 
Che dite, ce lo leggiamo?

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