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Contorni di Noir | December 16, 2017

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Margherita Oggero Un colpo all’altezza del cuore

| On 12, Dic 2012

Il libro:
Editore Mondadori
Anno 2012
317 pagine – rilegato con sovraccopertina

La trama:
Torino, una giornata come tante, se non fosse che all’incrocio di due strade in pieno centro, mentre un freddo pungente congela le ossa, un centauro a bordo di una moto scura si affianca a un’auto e spara al conducente, con un unico colpo di pistola, sparendo subito dopo a forte velocità.
Testimone della scena, la professoressa Camilla Baudino che, sotto shock, è costretta a raccontare ogni minimo particolare all’ultima persona che avrebbe voluto rivedere: il commissario Gaetano Berardi.
Qualcosa di sospeso era rimasto fra loro, nonostante fossero passati tre anni (per la precisione, due anni e undici mesi) dal loro ultimo incontro. Camilla era alle prese con un matrimonio traballante e una figlia in piena crisi adolescenziale e entrambi provavano un sentimento molto simile all’amore, rimasto sopito da una coltre di dubbi e timori.
Anche la giornata della dottoressa Francesca Gariglio non comincia sotto i migliori auspici: in un appartamento di Chivasso, viene ritrovato il cadavere di un pensionato, ucciso con un colpo di spranga. Era un suo ex paziente. Inoltre, lo stesso giorno si trova a soccorrere una donna, investita da un’auto scivolata sul ghiaccio, eclissatasi subito dopo senza neanche rallentare.
E meno male che Chivasso dicevano essere una cittadina tranquilla!
Camilla e Francesca, due donne diverse ma in qualche modo simili, nella loro quotidianità e nel modo di affrontare la vita privata e i fatti di cronaca che coinvolgono Torino e Chivasso, unite dall’amicizia e dalla solidarietà femminile.
Molta carne al fuoco all’interno del romanzo di Margherita Oggero, sia come giallo, sia come riflessione sui rapporti interpersonali, sulle relazioni.
Si parla di relazioni, tra uomini e donne, tra madri e figlie, tra vicini di casa, tra polizia e criminalità. Un equilibrio difficile e precario, in cui la comunicazione risulta essere lo scoglio più difficile da superare. Non ci si comprende, non ci si mette nei panni della persona che abbiamo di fronte. Francesca è alle prese con  una figlia “problematica” – quasi peggio che prendere in mano un porcospino, mi verrebbe da pensare.. – la quale tende ad avere atteggiamenti aggressivi e a non comprendere che la madre, una volta, è stata anch’essa giovane e adolescente.
Si parla anche di solitudine, di una vecchietta ricoverata in ospedale che, all’età di novant’anni, torna ad essere bambina e chiama “mamma” la dottoressa Gariglio, che la accudisce e la asseconda.
Si parla di attrazioni improvvise, di amori mai sbocciati, di storie ormai finite. Il fatto è, considera tra sé, che scegliamo soggetti cui affezionarci obbedendo a impulsi misteriosi, indecifrabili razionalmente anche se cerchiamo sempre l’appiglio della ragione.
Un monito della scrittrice a riprendere il dialogo tra generazioni passate e presenti. Anche se i tempi sono differenti, le problematiche sono identiche.
In tutto questo, c’è ampio respiro anche per le indagini, che si intersecano fra clandestinità e omertà, a Torino come a Chivasso, in chiave ironica, divertente. Un richiamo ai piatti tipici torinesi e alle bevande dimenticate, forse con una punta di nostalgia – o semplicemente di orgoglio delle proprie origini.
Consigliato.

La scrittrice:

Margherita Oggero è nata a Torino, dove vive, e ha insegnato in quasi tutti i tipi di scuola. Ha pubblicato il suo primo romanzo, La collega tatuata, con Mondadori nel 2002.

Da quest’opera Luciana Littizzetto ha tratto il fortunato film Se devo essere sincera. Nel 2003, sempre con Mondadori, è uscitoUna piccola bestia ferita che ha ispirato la serie televisiva Provaci ancora, prof! con Veronica Pivetti. I suoi ultimi libri sono L’amica americana (2005), Qualcosa da tenere per sé (2007), Il rosso attira lo sguardo (2008), Orgoglio di classe (2008), L’ora di pietra(2011), tutti pubblicati con Mondadori.

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