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Contorni di Noir | July 24, 2017

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Dean R. Koontz Il volto della paura

| On 10, Gen 2013

Il libro:
Editore Bompiani (prima edizione 1993 Sonzogno)
Titolo originale “The Face of Fear”, 1977 sotto lo pseudonimo di Brian Coffey
Anno 2001
208 pagine
Traduzione B. Conti
versione e-book

La trama e recensione:
Graham Harris era stato uno dei migliori scalatori al mondo. L’unica cosa di cui gli importasse, erano le scalate, il rischio e il trionfo. Organizzava spedizioni impegnative in Europa, Asia e Sudamerica. Ma, quando ormai le vette non avevano più segreti per lui, una caduta dalla parete sud-ovest dell’Everest, che lo lasciò zoppo, lo costrinse a lasciare l’alpinismo. La paura lo aveva trasformato e non riusciva ad affrontare neanche le scalate più semplici. Questo aspetto intaccò in toto la sua personalità, trasformandolo in un uomo timoroso e poco sicuro di sé e delle sue doti, a cominciare dalla chiaroveggenza, sviluppatasi in lui e incapace di sbarazzarsene.
Se avesse avuto la possibilità di sapere in anticipo quali investimenti fare in borsa o visualizzare il nome di cavalli vincenti che gli avessero consentito di guadagnare un po’ di soldi, ne sarebbe stato felice. Invece, Graham Harris, sensitivo, improvvisamente aveva delle visioni sugli omicidi che nello stesso istante qualcuno stava commettendo. E ne percepiva i particolari, fino a realizzare il nome stesso, sia dell’omicida che della vittima.
Mentre era ospite di una trasmissione, in piena diretta televisiva, percepì che il serial killer soprannominato “Il Macellaio” dai redattori di cronaca nera, stava in quel momento uccidendo l’ennesima vittima. 
Ma c’è chi non gli crede, anzi presume che, a furia di essere sintonizzato sugli omicidi, si sia esposto a traumi che ben pochi sperimentano nella vita, calandosi della mente degli assassini troppo profondamente da non restarne coinvolti..
Primo romanzo che leggo di questo autore, dalla bibliografia prolifica, direi immensa.. 
La storia comincia con parecchia adrenalina, lo stile mi piace: diretto, duro. Una prosa senza fiato, letto in due ore. Mi sono persa solo quando l’autore si addentra in dettagli tecnici sull’alpinismo, in una scena da film (la trasposizione al cinema sarebbe fantastica!), ma ciò non toglie che la trama riesce a mantenere un ritmo serrato e a concludere la lettura con la consapevolezza che questo sarà il primo di una lunga serie di libri che leggerò di questo autore.

Lo scrittore (biografia presa da Wikipedia):

Dean Ray Koontz (Everett, 9 luglio 1945) è uno scrittore statunitense, noto per i romanzi che possono essere indicativamente descritti come suspence thriller, ma che incorporano di frequente elementi di  horror, fantascienza, giallo e satira. All’inizio della sua carriera Koontz scrisse usando numerosi  pseudonimi, mentre dagli anni ottanta ha pubblicato prevalentemente col proprio nome.
A Everett vive un’adolescenza difficile nella povertà e sotto gli abusi di un padre alcolizzato che lo porta presto ad amare la lettura, quasi per evadere con la fantasia da una dura realtà: nasce così il sogno di diventare scrittore. Già a otto anni comincia a scrivere e vende i propri lavori ai familiari.

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