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Contorni di Noir | September 19, 2017

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Dean R. Koontz – Incubi

| On 20, Gen 2013

Editore Sperling & Kupfer
Anno 1991
392 pagine – versione ebook

downloadLaura, tre anni, è stata rapita dal padre, un tipo un po’ strano e maniacale, e sembra quasi svanita dalla faccia della terra. Sei anni dopo viene ritrovata mentre vagabonda per le strade di Los Angeles, gli occhi attoniti e vuoti. Viene riconsegnata alla madre mentre si scopre con orrore che è diventata autistica.
Laura McCaffrey fu avvisata dal tenente Haldane che suo marito era stato ritrovato morto all’interno di una casa nel quartiere di Studio City. I corpi ritrovati furono tre, in realtà. Laura pensò che uno dei cadaveri fosse quello di sua figlia Melanie, rapita dall’ex marito sei anni prima. La legge la definì una controversia sull’affidamento, Laura invece un rapimento puro e semplice.
I cadaveri appartenevano a tre uomini o, almeno così sembrava. Erano stati ridotti in poltiglia, come se un bulldozer fosse passato sopra i loro corpi più volte.
La polizia scoprì, inoltre, un laboratorio ricavato da un garage, in cui dominava il grigio, dalle pareti alla moquette, all’interno del quale era stato installato un contenitore metallico – anch’esso grigio – riconosciuto da Laura come camera di privazione sensoriale.
Melanie fu tenuta in quel contenitore per quasi sei anni, vittima di un padre e di uomini che, come lui, non si fecero alcuno scrupolo a utilizzare una bambina per condurre i loro esperimenti, torturandola con l’elettricità.
Laura era psicologa infantile e Dylan, l’ex marito, psicologo comportamentale. Lui faceva esperimenti insieme ad alcuni suoi colleghi dell’UCLA, l’università di Los Angeles, collaborando su alcune ricerche sul condizionamento subliminale per riformare e dirigere le masse, attraverso l’uso della psicologia e dei farmaci. Dylan preferiva l’interesse alla possibilità di modificare il comportamento di personalità criminali allo scopo di ridurre il tasso di delinquenza.
Melanie fu ritrovata a vagare per strada, in uno stato di semi-incoscienza e, attraverso la pazienza e l’amore della madre, riuscì lentamente ad uscire dal suo torpore. Laura provò anche con l’ipnosi e scoprì che il terrore principale della figlia consisteva nell’aprirsi di una porta, la porta di dicembre..
Secondo libro di questo autore che leggo e, nonostante abbia trovato recensioni non proprio idilliache, l’ho trovato un ottimo libro. L’autore gioca molto sulle paure recondite che aleggiano fra le persone, in questo caso che ai propri figli possa succedere qualcosa di grave. Un thriller psicologico con alcuni risvolti paranormali, che rendono il ritmo del romanzo ancora più sincopato e avvincente.
E’ anche la storia di un poliziotto, Dan Haldane, che mi ha appassionata per la dedizione che impiegava nel suo lavoro – soprattutto in quel caso – la cui risoluzione lo avrebbe riscattato da fallimenti precedenti in cui non era riuscito a salvare delle vite innocenti. Voleva essere un cavaliere dall’armatura luccicante e proteggere Laura e Melanie come se appartenessero a lui.
Un autore che mi incuriosisce, le cui trame sembrano spaziare dal thriller, all’horror, al fantasy.
Sicuramente da approfondire la conoscenza di questo prolifico scrittore, nella speranza che riesca a stupirmi con i suoi..effetti speciali!


Lo scrittore (biografia presa da Wikipedia):
Dean Ray Koontz (Everett, 9 luglio 1945) è uno scrittore statunitense, noto per i romanzi che possono essere indicativamente descritti come suspence thriller, ma che incorporano di frequente elementi di  horror, fantascienza, giallo e satira. All’inizio della sua carriera Koontz scrisse usando numerosi  pseudonimi, mentre dagli anni ottanta ha pubblicato prevalentemente col proprio nome.
A Everett vive un’adolescenza difficile nella povertà e sotto gli abusi di un padre alcolizzato che lo porta presto ad amare la lettura, quasi per evadere con la fantasia da una dura realtà: nasce così il sogno di diventare scrittore. Già a otto anni comincia a scrivere e vende i propri lavori ai familiari.

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