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Contorni di Noir | June 24, 2017

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Parmy Olson – Noi siamo Anonymous

| On 19, Gen 2013

Scrive Wired: “È difficile parlare di Anonymous: è una non organizzazione di gente a cui piace fare scherzi trasformatasi in attivista trasformatasi in hacker e poi finita in un calderone caotico e drammatico di applicazione della legge. Una storia che è difficile da capire, e difficile da scrivere”. Eppure lei c’è riuscita.
Parmy Olson, giornalista e caporedattrice di Forbes Londra, è riuscita a fare ordine nel disordine, a dare nomi agli Anon, gli anonimi, o almeno, certo ad alcuni di loro. È riuscita, da donna, a infiltrarsi in una sommersa, criptica, non ben definita sottocultura maschile e a tornarne in superficie con “notevoli interviste agli antieroi di Anonymous”, scrive il Washington Post. Il suo lavoro è Noi siamo Anonymous, 4 stelle su Goodreads, pubblicato negli States per i tipi di Randome House lo scorso giugno. Dove Anonymous, di cui tutti abbiamo almeno una volta sentito parlare, è un collettivo di hacker – e non solo – attivisti internettiani, una forza politica, una legione nell’ombra, una maschera mobile e imprevedibile temuta dai potenti che non ha un’organizzazione centrale ne’ membri ufficiali.Se credi in Anonymous e ti definisci tale sei un Anonymous. Questo da fuori. Da dentro “un mondo paranoide i cui abitanti non si fanno mai domande personali e normalmente mentono sulle loro vite per proteggersi” scrive la Olson. Chi sono gli Anonymous? Più difficile dirlo ma per la maggior parte ragazzi o addirittura ragazzini britannici, americani, irlandesi, ma anche professionisti “sotto copertura”, in ogni caso, dice la Olson , “non sono persone normali in circostanze eccezionali. Ma persone straordinarie in circostanze straordinarie”. Come Jake Davis, alias “Tapiary”, con cui la giornalista è entrata in confidenza, 19 anni, delle isole Shetland, l’anno scorso uno degli uomini più ricercati del pianeta oggi libero sotto cauzione e in attesa di giudizio. Accusato di 5 reati di hackeraggio è il geniale comunicatore di LulzSec, un ramo “dissidente” di Anonymus -, come si legge sulla Kirkus – quello in cui la Olson è entrata in profondità. Che cosa fanno gli Anonymous, che cosa hanno fatto? Be’, la lora storia comincia così…
Piemme ha pubblicato il romanzo di Parmy Olson e sono sicura che sarà molto interessante da leggere..la trama? Eccola:
Spalle larghe, capelli a spazzola e sguardo fiero, Aaron Barr era stato un militare specializzato in crittografia e sistemi informatici. Poi si era messo in proprio e vendeva i suoi servizi come esperto di sistemi di sicurezza al governo. Ultimamente, per farsi un nome, aveva deciso di fare meglio dell’Fbi nel risalire a un gruppo di hackeristi, hacker attivisti, chiamati Anonymous. Con uno pseudonimo, era entrato in contatto con alcuni di loro: Topiary, Sabu, Kayla. Una domenica di febbraio del 2011, a poche ore dalla finale del Super Bowl, Barr nota che il suo iPhone è stranamente silenzioso da un po’. Da troppo. Quello che scopre un attimo dopo cambierà tutto. La sua mail è bloccata, Twitter pure: il suo pensiero corre alle centinaia di file riservatissimi dell’Fbi, del Dipartimento della difesa, di grosse banche, da lui custoditi, che stavano per essere rubati. Anonymous lo aveva scoperto. Quella era la sua vendetta.

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