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Contorni di Noir | June 26, 2017

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2 Commenti

Pierluigi Porazzi Nemmeno il tempo di sognare

| On 03, Mag 2013

Il libro:
Editore Marsilio / Collana Farfalle I gialli
Anno 2013
352 pagine – brossura con alette

Trama e recensione:
Un’indagine è un cammino nel dolore. Non solo il dolore delle vittime, quello dei loro familiari, quello di cui ha commesso un delitto, quello di chi cerca di dare un nome a un assassino e non ci riesce. Se ci credi, in quello che fai. Se fai il poliziotto solo per avere lo stipendio a fine mese, allora non te ne frega niente.
Udine: in pieno centro, all’interno di un appartamento, viene ritrovato il cadavere di un transessuale – Barbie, all’anagrafe Saverio Riccardi – ucciso con uno sparo alla testa. Il fuoco gli ha inoltre sfigurato il volto. Sul letto e sul comodino tracce di polvere bianca. Cocaina.
Raul Cavani, ispettore di polizia arrivato da qualche mese in città, indaga sul caso e in poco tempo sembra aver trovato il colpevole, che viene arrestato con l’accusa di omicidio. Ma la famiglia dell’indiziato non ci crede e incarica l’ex agente Alex Nero di procedere a un’indagine parallela a quella della polizia.
Rilevati i primi indizi, Alex scopre che Barbie filmava gli incontri con i suoi clienti più illustri e conservava i dvd per arrotondare le sue entrate con qualche ricatto.
Le indagini sembrano sollevare il coperchio di una città corrotta fino al midollo, in balìa della prostituzione e della criminalità. Un Nordest ricettacolo di droga e illegalità.
La particolarità di questo romanzo, per cominciare, è l’apparenza. Ogni personaggio non è quello che sembra essere, a partire dalla stessa Barbie, una donna mancata all’interno di un corpo maschile. Una trans che frequenta uomini rispettabili e senza macchia, i quali celano i lati oscuri della loro anima. Gli stessi poliziotti, quelli che dovrebbero far rispettare la legge e difendere i cittadini dal male, sono quelli che rimestano nel torbido. Alex Nero, dal passato difficile da dimenticare – una moglie e una figlia uccise – copre il suo dolore con una maschera.
Ultimo, ma non meno importante, è l’ispettore Raul Cavani, controverso al principio e altro personaggio chiave per la risoluzione delle indagini.
Una città dal doppio volto: uno di operosità, di onestà, di benessere e l’altra di corruzione, criminalità e prostituzione. La crisi economica che striscia e che “costringe” a cercare rimedi alternativi per arrotondare i miseri stipendi. Rimedi che spesso rientrano nell’illecito.
Lo stile di Pierluigi Porazzi mi piace, non lascia spazio a riflessioni e incalza con le frasi, spesso  fulminee, volte a incitare il lettore a proseguire speditamente. Quasi a voler tenere in sospeso una conclusione che tarda a presentarsi, in un immaginario collettivo che porta a quella sbagliata.
Come a dire: La fine la decido io, non tu. Nemmeno il tempo di…
  
Lo scrittore:
Pierluigi Porazzi , laureato in giurisprudenza, ha conseguito il titolo di avvocato e lavora presso la Regione Friuli Venezia Giulia. È iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 2003. Suoi racconti sono apparsi su riviste letterarie, in antologie e raccolte e in rete. Fa parte del progetto Sugarpulp. Nel 2010 ha pubblicato per Marsilio il romanzo L’ombra del falco (due edizioni).

Commenti

  1. Letto anch’io, bel romanzo..d’accordo sullo stile narrativo in cui prevale nettamente l’azione:)

  2. Devo dire una sorpresa. Non ho letto il precedente di Porazzi, quindi non posso fare raffronti, ma merita 🙂

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