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Contorni di Noir | July 24, 2017

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2 Commenti

Joël Dicker La verità sul caso Harry Quebert

| On 02, Lug 2013

Editore Bompiani
Anno 2013
780 pagine – ebook
Traduzione di Vincenzo Vega

4527328_0Gli uomini che ammiro di più nella nostra società, Marcus, sono quelli che costruiscono ponti, grattacieli e imperi. Ma, in realtà, i più coraggiosi e ammirevoli sono quelli che riescono a costruire l’amore. Perché non esiste impresa più grande e più difficile.
Gli scrittori sono esseri così fragili perché possono subire due tipi di dispiaceri sentimentali, ossia il doppio rispetto alle persone normali: le pene d’amore e quelle artistiche. Scrivere un libro è come amare qualcuno: può diventare molto doloroso.

30 agosto 1975: una data importante che segnò la tragedia di Aurora, una piccola cittadina del New Hampshire. Una ragazzina di 15 anni – Nola Kellergan – scomparve misteriosamente, per ricomparire esattamente trent’anni dopo, sepolta nel giardino della villa di uno scrittore famoso: Harry Quebert. La polizia non ha dubbi che lui sia il responsabile dell’omicidio, le prove sono schiaccianti. 

L’America intera, dopo averlo ammirato, lo disprezzava e lo tempestava di lettere di insulti. Era in corso il più grande scandalo di tutta la storia dell’editoria americana: le copie di Le origini del male erano scomparse dagli scaffali delle librerie e dai programmi scolastici. I giornali non si facevano più scrupolo di descriverlo come un predatore sessuale.
Uno scandalo senza precedenti che vede coinvolto un uomo rispettabile, un insegnante fuori dalla norma, adulato dagli adulti e rispettato dai colleghi. Aveva carisma e personalità ed era considerato la penna più celebre d’America, a seguito dell’uscita del suo romanzo “Le origini del male”, che gli aveva fruttato un incredibile successo. Il romanzo parlava di una grandissima storia d’amore, che celava tra le sue pagine la relazione travagliata tra lo scrittore e la ragazzina. La differenza di età non era ammissibile, neanche nel 1975 e la scomparsa di Nola gettò nello sconforto Harry, tanto da causare la fine della sua carriera, nonché la cittadina trasformata in un fortino nel quale tutti i padri e i mariti si organizzavano in ronde per proteggere i quartieri e le famiglie e solo dopo molti anni si poté tornare ad una vita tranquilla.
Marcus Goldman, giovane e talentuoso scrittore, amico e “delfino” di Quebert, non poteva credere alla colpevolezza dell’uomo che conosceva da tanti anni e, con tenacia e coraggio, si precipitò nel New Hampshire per condurre un’inchiesta parallela a quella della polizia. Peraltro, Marcus aveva quello che viene definito “il blocco dello scrittore” e per il suo editore il caso di Harry Quebert poteva essere l’occasione giusta per ripartire. Doveva riuscire a pubblicare un romanzo sulla vita di Harry prima dell’autunno, periodo in cui si sarebbero svolte le elezioni presidenziali e i candidati avrebbero monopolizzato lo spazio mediatico con i loro libri. Barack Obama era fra quelli.
Il romanzo è, nonostante la mole di pagine che lo compone, una storia che appare come un dolce salato ripieno alla crema: il salato è rappresentato dal giallo che è poi la struttura della storia ma, nel momento in cui si scopre il contenuto, è una storia d’amore fra le più intense che abbia mai letto. Un uomo e una donna, divisi da una differenza d’età che oggi verrebbe definita come pedofilia (credo anche all’epoca..), si innamorano perdutamente. Ma gli ostacoli sono immensi e Harry Quebert vive una battaglia interiore per non farsi travolgere da questo sentimento così forte, cercando di allontanare in tutti i modi la ragazzina, la quale in realtà, non può definirsi tale: sembra lei la più matura e responsabile. Si prende cura dello scrittore accudendolo e spronandolo nel suo lavoro. Gli fornisce consigli sul manoscritto di “Le origini del male” e in quei momenti esistono solo loro due.
Alcuni credono di amarsi e allora si sposano. Poi un giorno scoprono l’amore, senza neanche volerlo, senza rendersene conto. E gli esplode in faccia. E’ come l’idrogeno quando entra in contatto con l’aria: provoca un’esplosione pazzesca, che travolge tutto.
Credo sia questa la bravura di Joel Dicker, in quanto non rispecchia il target tradizionale del giallo, ma fonde i due generi che si sovrappongono senza ostacoli.
Mi piacerebbe entrare nel sito di una casa editrice e trovare il nome completo del traduttore, situazione ancora ben lontana dall’essere recepita. Il successo di un romanzo dipende anche dalla traduzione, non dimentichiamolo..
Un romanzo nel romanzo, due scrittori a confronto, due generazioni che condividono passioni e debolezze, una riflessione sull’unico modo di misurare quanto ami una persona quando l’hai definitivamente persa.
Lo scrittore:
Joël Dicker è nato a Ginevra nel 1985 e La verità sul caso Harry Quebert è il suo secondo romanzo, per il quale ha ottenuto il Grand Prix du roman de l’Académie Française 2012 e il Prix Goncourt des lycéens 2012. Il primo, Les derniers jours de nos pères, ha ricevuto il Prix des écrivains genevois nel 2010.

Commenti

  1. Vorrei leggerlo, mi “spaventa” il fatto che sia thriller fino ad un certo punto…

  2. Beh, il fatto che parli molto della storia d’amore non toglie nulla al thriller..facci un pensierino 🙂

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