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Contorni di Noir | June 28, 2017

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2 Commenti

Daniel Silva – Ritratto di una spia

| On 09, Ago 2013

Editore Giano I libri della Civetta / Collana Nerogiano
Anno 2013
480 pagine – brossura con sovracopertina
Traduzione di R. Vitangeli

 

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Dopo Il caso Rembrandt recensito sul blog, il nuovo romanzo di Daniel Silva riporta con brutalità Gabriel Allon al terrorismo, attraverso varie esplosioni che colpiscono l’Europa, mentre l’uomo si trova a trascorrere un tranquillo week end a Londra insieme a sua moglie Chiara.

Dopo essersi recati presso una galleria d’arte in St. James per autenticare un quadro di Tiziano rinvenuto recentemente, stavano pranzando in un ristorante italiano vicino a Westminster, ma Gabriel si accorge di un individuo sospetto, che sembra intenzionato al peggio..
Mentre due esplosioni sono già avvenute a Parigi e Amburgo, sembra che la terza sia stata programmata proprio a Londra. Gabriel, ormai avvezzo a riconoscere l’atteggiamento degli attentatori kamikaze, decide di seguire l’uomo mentre si reca al mercato di Covent Garden e, nello stesso momento in cui Gabriel tira fuori la sua pistola Beretta, due poliziotti londinesi in borghese lo placcano e un boato li travolge, coprendoli di detriti e lasciando una Baghdad sul Tamigi, una scia di morti e sangue.
L’ex agente dei servizi segreti israeliani non si dà pace e si ritira nel suo cottage sulla costa della Cornovaglia. Ma la CIA lo raggiunge e gli chiede di occuparsi dell’operazione che vede coinvolta una pericolosa organizzazione criminale, il cui capo è uno yemenita di origini americane. E Gabriel ci si troverà dentro fino al collo, all’inseguimento di un fanatico religioso di Allah da bloccare con ogni mezzo a sua disposizione.

Gabriel Allon era famoso in tutto il mondo per la leggerezza del tocco e la sorprendente capacità di imitare le pennellate dei vecchi maestri. Era convinto che il dovere di ogni restauratore fosse passare inosservato, senza lasciare traccia della propria presenza. Nello stesso modo, agiva come agente dei servizi segreti israeliani e inviato sotto copertura a indagare sugli attentati che colpiscono l’Europa.
Torna l’incubo dell’11 settembre 2001 e, questa volta, è il Vecchio Continente preso di mira. L’obiettivo è lo stesso: piegare gli occidentali al volere di Allah e scatenare una guerra di religioni.
La squadra che avrà a disposizione Gabriel Allon è numerosa e ognuno degli agenti contribuirà a incrinare la complessa ragnatela ordita ai danni di un paese che ancora si lecca le ferite.
Il romanzo di Daniel Silva è molto articolato e, con una trama precisa e ben delineata, ci accompagnerà attraverso i meandri di un fanatismo religioso che, mediante il sacrificio di uomini votati al martirio, farà propria la convinzione che i buoni e i cattivi siano nettamente definiti.
Un crescendo di adrenalina ci porterà a comprendere i meccanismi dello spionaggio e delle delicate azioni collegate una all’altra da sottili equilibri.
Spaventoso e realistico.
Lo scrittore:
Daniel Silva è nato in Michigan nel 1960. Nel 1984 ha iniziato la carriera giornalistica lavorando per United Press International, per poi diventare produttore televisivo della CNN. Tutte le sue opere, Le regole di Mosca(Giano 2010), Il disertore (Giano 2011), The Killer Artist, The English Assassin, The Confessor, A Death in Vienna, Prince of Fire, The Messenger, The Secret Servant, sono entrate nelle classifiche dei libri più venduti. Vive con la moglie e i due figli a Washington.

Commenti

  1. Lo sto leggendo, dopo aver divorato Il caso Rembrandt, Le regole di Mosca e Il disertore. Silva sa trasferire allo scritto una tale tensione ed efficacia che non riesci a staccare il naso dalle sue pagine. Gabriel Allon è un personaggio fantastico, ben delineato, molto realistico pur nella sua eccezionalità. Ho trovato le storie di Silva capaci di descrivere la nostra realtà e le nostre angosce di massa in modo molto accurato. Ogni tanto eccede nei giudizi personali come gli eccessi (a suo giudizio) del Welfare della Vecchia Europa, il paragone non corretto tra Lenin e Stalin. Giudizi da conservatore americano che gli perdono per come è stato capace di rendere James Bond una “pippa” al confronto di Gabriel Allon 🙂

  2. Allon mi piace molto..questo è il secondo romanzo che leggo con questo protagonista e mi piace il suo modo di evidenziare la crisi del Medio Oriente. L’unica cosa che spero è che non sia precursore dei tempi..

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