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Contorni di Noir | August 21, 2017

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Edward Bunker – Animal Factory

| On 24, Ago 2013

  • Editore Einaudi Collana Stile libero Noir
  • Anno 2004
  • 238 pagine – brossura
  • Traduzione di Fabio Zucchella


Ronald – Ron – Decker, il classico ragazzo di buona famiglia, viene arrestato perché trovato in possesso di una quantità di droga del valore di centocinquantamila dollari. Una parte di lui aveva creduto di poterla scampare ma, quando le sbarre del carcere di San Quentin si chiudono alle sue spalle, le sue sicurezze cominciano a vacillare.
In prigione, ha la fortuna di conoscere Earl Copen, un uomo consumato dal carcere: era entrato la prima volta a 19 anni e certi giorni gli sembrava di esserci nato. In quei luoghi in cui le lotte razziali e gli accoltellamenti sono all’ordine del giorno, gli insegna come stanno le cose.
La prigione era qualcosa di più di un luogo murato; era un mondo alieno di valori distorti, governato da un codice di violenza.
Tra i due nasce una grande amicizia, e il ragazzo si accorgerà che più tempo passerà in carcere, più la sua anima si inaridisce e si macchia. E si renderà conto di quanto sia facile uccidere, se serve a salvare la pelle.
Edward Bunker sapeva scrivere, senza dubbio. Ogni romanzo che ho letto è un pugno allo stomaco. In questo caso, la storia si svolge all’interno del carcere di San Quentin, nel quale le condizioni di vita erano terribili. Prima un detenuto imparava il “codice di comportamento”, maggiori erano le possibilità di sopravvivere. Bianchi e neri convivevano a fatica e gli sbirri non intervenivano nei casi di conflitti interni.
Nelle due sale mensa ci stavano quattromila carcerati dei quattro bracci, i neri stavano in una fila, i bianchi e i chicanos nell’altra. La segregazione era finita dieci anni prima, ma il razzismo era un’ossessione di massa che infettava chiunque.
Durante uno sciopero organizzato dai detenuti per migliorare le condizioni del carcere, gli ufficiali l’avevano trasformata in una rivolta razziale, con il semplice espediente di separare i due gruppi e lasciare che la natura facesse il suo corso.
I romanzi di Edward Bunker hanno sempre avuto la caratteristica di raccontare la vita – anzi, la sopravvivenza – tra le sbarre. E dal quadro di ogni storia ne esce un ritratto crudo, terribile. Ron Decker, un ragazzo appena venticinquenne, non capiva cosa ci fosse di sbagliato nel vendere cocaina e marijuana a migliaia, milioni di persone disposte a comprarle, a suo avviso meno dannose dell’alcol e meno peggiori delle sigarette. Ma ancora meno riusciva a comprendere come la detenzione avrebbe potuto redimerlo.
Cercare di fare diventare qualcuno un essere umano rispettabile mandandolo in prigione è come cercare di far diventare qualcuno musulmano mettendolo in un monastero trappista.
La prigione è una fabbrica che trasforma gli uomini in animali.
La prosa del romanzo è potente, unica. Lo scrittore, entrato in carcere a 17 anni, ha dovuto anch’esso fare i conti con la dura realtà di un mondo parallelo, nel quale si imprigiona il male, con l’intenzione di tramutarlo in bene, di correggerlo.
L’unico risultato è fare i conti con la violenza, propria e degli altri. E ne esci vivo solo se sei pronto ad uccidere.

Lo scrittore:
Nasce nel 1933 a Hollywood e muore nel 2005. Ha avuto un passato da criminale, ma che non gli ha impedito di diventare uno scrittore, sceneggiatore e perfino attore, ricercato da registi come Quentin Tarantino e da attori come Robert De Niro.
Sin da ragazzino conosce il riformatorio, in cui inizia a scrivere avendo ricevuto in regalo una macchina su cui digita il suo primo romanzo. Un’intelligenza fuori dal comune, Edward detto “Eddie”, sempre in fuga tra vari istituti di correzione, preso sotto l’ala protettrice di Mrs Wallis, tra gli anni ’40 e ’50, ex diva del muto che lo aiuta come un figlio, gli scrive mentre è in carcere. Tutto ciò non gli ha impedito di essere uno dei migliori scrittori di noir e da cui sono stati tratti alcuni film, tra cui “Vigilato speciale” e “Animal factory”.
Di lui ho letto: Come una bestia feroceCane mangia caneEducazione di una canaglia.

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