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Contorni di Noir | June 27, 2017

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Jonathan Coe – Expo 58

| On 09, Set 2013

copertina coe (1)Il libro:
Editore Feltrinelli / Collana Narratori
Anno 2013
288 pagine – brossura
Traduzione di Delfina Vezzoli

La mattina di giovedì 17 aprile 1958, la Fiera mondiale di Bruxelles fu dichiarata aperta da re Baldovino del Belgio. Entrò nel Grand Auditorium e pronunciò il discorso inaugurale, Discorso in cui espresse la sua visione che l’umanità si trovava a un bivio, ed era di fronte a due strade, una che conduceva alla pace e una che portava alla distruzione. Raccomandò, tutto sommato, di imboccare la prima di queste strade.
L’Expo 58 fu il primo evento che venne inaugurato alla fine della seconda guerra mondiale nel quale ogni nazione avrebbe partecipato per la salvaguardia del futuro, attraverso la sinergia di tutti i componenti. Le nazioni i cui complessi rapporti, i cui conflitti e alleanze, le cui dense, intricate storie avevano forgiato e avrebbero continuato a forgiare il destino dell’umanità.
Era l’epoca in cui uscivano articoli di Bertrand Russell sull’Observer, nei quali sosteneva la sua approvazione al disarmo nucleare e, di contro, si sosteneva che nella gioia di condannare la proliferazione delle armi, la gente dimenticava i benefici delle tecnologie nucleari: energia, pulita e a basso costo.
Fu eretta una costruzione denominata Atomium, un monumento bizzarro, sfrontato. La struttura era in acciaio, vetro e cemento; alto più di cento metri e assomigliava alla cella unitaria di un cristallo di ferro, ingigantita 165 miliardi di volte. Progettata dall’architetto André Waterkeyn, risultò essere incredibilmente d’impatto.
Al di là della facciata, però, in un clima ancora permeato di tensioni tra gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica, l’evento è in realtà un modo velato per studiarsi a vicenda e ogni atto studiato a tavolino grazie ad agenti accuratamente selezionati.
Cosa ci fa quindi un tranquillo e giovane copywriter del Central Office of Information di Londra,Thomas Foley, in un ambiente del genere? Ebbene, proprio lui sarà l’epicentro degli intrighi internazionali, logicamente a sua insaputa..
Sarà incaricato di sovrintendere alla gestione del pub Britannia nel padiglione inglese all’interno dell’Atomium. E non sarà un compito molto facile: avrà a che fare con donne bellissime, che metteranno a serio repentaglio il suo matrimonio, a russi che bevono vodka come fosse acqua e a osti che saranno ubriachi ancor prima di cominciare!
Anche in questo caso, primo romanzo di Jonathan Coe che leggo (e mi sa proprio che dovrò correre ai ripari!) e noto subito la capacità di proiettarmi indietro nel 1958 senza trovarmi tra ruderi e macerie, ma fra nazioni pronte a ricominciare.
Thomas Foley, soffocato tra quel lavoro che giudicava tedioso e spregevole e nel ruolo di marito e padre, pensava a quell’allontanamento per sei mesi come la ricerca di nuovi stimoli e nuove opportunità di carriera. Era anche un modo per presentare la Gran Bretagna all’Expo 58 in una veste totalmente nuova, senza trascurare le sue tradizioni, il suo fasto, il suo cerimoniale. Si decise, quindi, di inserire tra il padiglione ufficiale e quello industriale, un pub. Si sarebbe chiamato Britannia. Un’idea non molto originale, ma stranamente ebbe un buon riscontro da parte degli avventori.
Jonathan Coe si diverte a creare ruoli multipli per i suoi personaggi, nei quali ognuno è libero di interpretare quello più appropriato.
Molto divertente la parte epistolare tra Thomas e la moglie, i quali si scrivevano le cose più disparate: lui concentrato agli incontri con personaggi famosi, lei alle prese con la piccola di casa e con il vicino, molto “disponibile” a compensare lì dove il marito era assente..
Maliziosi, cosa avete capito? Scavare una vasca per i pesci rossi, tenere la bambina mentre la donna doveva fare visita ad una cugina molto malata..
Lo scrittore mixa sottile ironia, politica e sentimenti, creando un cocktail assolutamente godibile e poco alcolico, senza farci che la coesione di tutti i Paesi può essere terra fertile per un futuro migliore.
Da leggere.

Lo scrittore:
Jonathan Coe è nato a Birmingham nel 1961, si è laureato a Cambridge e a Warwick, vive a Londra. Ha scritto due biografie (Humphrey Bogart e James Stewart) e con Feltrinelli ha pubblicato: La famigliaWinshaw (1995), La casa del sonno (1998), L’amore non guasta (2000), La banda dei brocchi (2002), Donna per caso (2003), Caro Bogart. Una biografia (2004), Circolo chiuso (2005), La pioggia prima che cada (2007), Questa notte mi ha aperto gli occhi (2008), I terribili segreti di Maxwell Sim (2010), Come un furioso elefante. La vita di B.S. Johnson in 160 frammenti (2011), Lo specchio dei desideri (2012) e, nella collana digitale Zoom, V.O. (2011).

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