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Contorni di Noir | August 21, 2017

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Lauren Beukes – The shining girls

| On 25, Ott 2013

Editore Il Saggiatore Collana Narrativa
Anno 2013
320 pagine – brossura
Traduzione di Seba Pezzani

the-shining-girls-sa-coverJinsuk, Zora, Willie, Kirby, Margo, Julia, Catherine, Alice, Misha nomi femminili scritti su una sudicia parete di una casa affiancati da diversi piccoli oggetti: un accendino, una figurina di baseball, un pony di plastica, una spilla, una cassetta musicale e altro ancora, come se fossero dei segnalini per dare avvio ad un macabro gioco dell’oca dove il punto di arrivo è la morte.

È questo che vede Harper quando entra per la prima volta nella Casa e capisce che quei piccoli ricordi sono appartenuti, appartengono, o apparterranno a quelle ragazze. Ragazze già nate o che devono nascere; ragazze morte, che ancora non sono morte, che stanno costantemente morendo o indicate come destinate a morire.

Harper si fa carico di consegnare questi oggetti ad ognuna di loro sfruttando le diaboliche potenzialità della Casa che è un portale per viaggiare su e giù, giù e su, avanti e indietro, indietro e avanti, nel tempo in un incubo che viene dal passato, dal presente, dal futuro, per le ragazze e per il lettore.

I capitoli sono contraddistinti da date, non in ordine cronologico, che scandiscono i passaggi temporali, permettendo così di seguire gli eventi che si dipanano senza soluzione di continuità, anticipando alcuni fatti dei quali il lettore scoprirà lo sviluppo solo più avanti o più indietro se preferite. Questa struttura dà un ritmo incalzante e coinvolge emotivamente chi legge.

L’autrice non spiega come la Casa funzioni; non si scendono gradini sul retro e non si sale sulla macchina del tempo di Herbert George Wells. Bisogna accettarlo punto e basta, ed è così che deve essere se consideriamo che proprio il romanzo che avete in mano, o qualsiasi altro libro, di qualsiasi altro autore, di qualsiasi altro genere è una perfetta e ineguagliabile macchina del tempo.

Conosciamo Harper e Kirby già alla prima riga in un parco di Chicago il 3 dicembre 1974 ma tutto ha inizio il 3 dicembre 1929 per terminare il 13 giugno 1993. Sopravvissuta alla feroce aggressione da parte di Harper, Kirby inizierà una caccia senza respiro per scovarlo, ma è difficile, se non impossibile, se il carnefice si sposta nel tempo! Si fa assumere come stagista da un giornale così da poter condurre le sue indagini ma viene affidata, suo malgrado, a Dan, un giornalista sportivo. Nascerà una bella amicizia tra i due, amicizia che non può non ricordare quella tra Mikael Blomkvist e Lisbeth Salander anche se caratterialmente i personaggi sono diversi.

Le descrizioni dei brutali omicidi sono molto forti e vivide ma non traspare alcuna gratuità o compiacimento. Alle vittime viene data la giusta attenzione, l’autrice dedica, ad ognuna di loro, alcune pagine così da farcele conoscere e voler loro bene, che si tratti della giovane ricercatrice, della tossica, della sognatrice ad occhi aperti o della saldatrice sulle navi da guerra. Kirby è determinata, coraggiosa, irruente, tenera.

Esiste un numero limitato di trame: ciò che le rende banali o appassionanti è il modo in cui si sviluppano, con quale forma vengono strutturate e con che prosa vengono scritte.

La scrittura della Beukes è essenziale, senza inutili perifrasi che distolgono il lettore dal tema principale: una scrittura cruda, diretta che richiede concentrazione perché ogni parola ha la sua importanza. In questo romanzo prosa, struttura e trama sono geniali!

Il massimo dei voti, con lode e bacio accademico.

Aurelio/Standbyme

La scrittrice:

Lauren Beukes è nata a Johannesburg, in Sudafrica, il 5 giugno 1976. È scrittrice, giornalista, sceneggiatrice e autrice televisiva. Ha scritto Maverick: Extraordinary Women From South Africa’s Past, Moxyland e Zoo City (2010) definito dal New York Times «un noir fantasmagorico», con il quale ha vinto il prestigioso Arthur C. Clarke Award.

 

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