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Contorni di Noir | October 16, 2017

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Tom Wright – L’ultimo respiro dell’estate

| On 31, Ott 2013

Editore Piemme / Collana Narrativa
Anno 2013
308 pagine – rilegato con sovracopertina
Traduzione di A. Rusconi

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E’ importante continuare a distinguere fra le azioni e i pensieri. Le idee e le emozioni in sé non sono buone né cattive. Arrivano nell’aria come gli uccelli e non possiamo controllarle. Ma le nostre parole e le nostre azioni sono frutto di una scelta e avranno sempre delle conseguenze.

Jim Beaudry – detto Biscotto – è un ragazzino che pare avere un dono – o una croce? – di famiglia: i suoi sogni sono incubi nei quali accadono fatti realmente accaduti. Questo, purtroppo, non lo aiuta a stare fuori dai guai, anzi.

Vive con la nonna Gram perché, da quando la madre è rimasta vedova, frequenta Jack. E Jack ha una predilezione per la boxe, che gli piace sperimentare sul figliastro.

Se questo non fosse sufficiente, anche sua cugina L.A., alias Lee Ann, fugge di casa e si rifugia da Gram e Jim, pallida e scossa da brividi. Non parla, ma il suo silenzio è più eloquente di mille parole. Così, questa “famiglia” improvvisata, si trova a convivere e i due cugini, come fratello e sorella, passano i loro pomeriggi in giro, nella periferia di Dallas, cercando di sopravvivere alla monotonia di quei luoghi dimenticati e ai drammi familiari in cui si intuisce, ma non si vede, o non si vuole vedere, conditi da alcol e violenza.

Durante il loro peregrinare ai piedi della scarpata della ferrovia, scoprono il cadavere di una coetanea e Jim riconosce subito la protagonista dei suoi incubi. La ragazzina è solo una delle tante vittime di un assassino ancora in circolazione e il ragazzino capirà che è giunto davvero il momento di fidarsi del suo talento strano e inconfessabile.

Primo romanzo di Tom Wright, nel quale protagonista è la perdita di innocenza e il passaggio da adolescente a adulto in modo forzato e condizionato. Due ragazzini uniti dalla sfortuna di essere cresciuti in famiglie sbagliate. Entrambe le madri ignare di avere in casa dei mostri: un padre che molesta la figlia e un patrigno violento. Due adolescenti che si creano un mondo immaginario e parallelo nel quale rifugiarsi, distaccandosi dalle brutture. Perché il male è lì e tu non puoi farci niente. Ancora una volta è la famiglia l’origine di tutti i guai, contenitore di dolore, di sofferenza..

In un attimo ci si ritrova adulti e dover combattere per sopravvivere alle paure, alle emozioni. Una trama forse abusata in questi ultimi anni, soprattutto dagli autori nordici, ma che a macchia d’olio leggo con più frequenza. Quale ne sia il motivo – sensibilizzazione al tema o mancanza di fantasia – non può esimerci dal confermare che il fenomeno è seriamente diffuso e non se ne parla mai abbastanza. Dimentichiamoci la struttura standard di un romanzo giallo o thriller, ma preparatevi a intraprendere un viaggio psicologico nel quale Tom Wright vi accompagnerà, ma vi lascerà soli a trovare la strada per ritornare..

Buon esordio, da tenere d’occhio.

Qui il primo capitolo da leggere.

Lo scrittore:

Psicologo clinico, vive a Texarkana, in Texas. Il suo romanzo d’esordio, L’ultimo respiro dell’estate, è stato finalista al John Creasey Dagger Award, conferito dalla Crime Writers’ Association al miglior debutto nel campo del thriller.

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