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Contorni di Noir | June 24, 2017

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William McIllvanney – Come cerchi nell’acqua

| On 29, Ott 2013

Editore Feltrinelli Collana Fox Crime
266 pagine – brossura
Traduzione di Alfredo Colitto

9788807020124_quarta.jpg.312x468_q100_upscaleDimenticatevi per un attimo la struttura standard di un romanzo poliziesco, nel quale c’è un omicidio, un’indagine e un colpevole che compare quasi alla fine del romanzo.

McIlvanney sovverte l’ordine e ci fa scoprire l’assassino quando si scorrono le prime pagine e fa convergere tutta l’attenzione su Jack Laidlaw, poliziotto fuori dalle righe in ogni senso. Potenzialmente violento – anche se odiava la violenza – qualche bicchiere di troppo ogni tanto, non per piacere. Un matrimonio burrascoso in cui si immergeva ogni giorno, tra liti stenografiche e tolleranza pari allo zero.
Aveva quasi quarant’anni e si chiedeva come fosse successo di ritrovarsi ad essere ispettore in una contea di Glasgow, fra reietti e uomini duri. In fondo, però, non si faceva mai mancare le letture classiche e questo lo elevava rispetto ai suoi colleghi, che lo criticavano per i suoi metodi troppo ortodossi.

A Kelvingrove Park viene ritrovato il cadavere di una ragazza: Jennifer Lawson aveva 18 anni e una bellezza accecante. Milligan, della divisione centrale, avrebbe condotto l’indagine.
Sulla porta d’ingresso strizza l’occhio, discreta, la parola obitorio. Entra chi deve ritirare un dolore. Portano via la sua parte privata. I pezzi che non servono a nessun altro. Il tribunale trattiene solo ciò che importa, il modo in cui quella persona è diventata un evento.

Pubblicato negli anni settanta (1977 titolo originale Laidlaw) e primo di una trilogia dedicata all’ispettore Laidlaw, gli elementi del tartan noir fuoriescono da tutti i pori di questo romanzo, non particolarmente originale nella trama, ma che emerge puntando sul personaggio e la sua ambientazione. Non risente in nessun modo della vetustà del linguaggio e Laidlaw piace per i suoi modi atipici di essere poliziotto. Border line, non obbligatoriamente contro i criminali, ma eticamente affiancato.
L’autore è stato nominato dal Telegraph tra i 50 giallisti da leggere prima di morire? Ebbene, aspetterei un altro po’ per leggere almeno tutta la trilogia!
Consigliato.

Lo scrittore:
William McIlvanney  è uno scrittore scozzese, autore di polizieschi, romanzi e poesie, maestro nel connubio tra letteratura poetica e di denuncia.
Le sue opere LaidlawLe carte di Tony VeitchOscure lealtàThe Big ManLa fornace e Feriti vaganti sono famose per la loro rappresentazione della Glasgow degli anni settanta.
(da wikipedia)

Commenti

  1. Piaciuto con riserva, non è proprio il mio genere preferito 🙂

  2. Se dovessi stilare una classifica tra i miei generi preferiti, gli scozzesi hanno un modo tutto loro di scrivere le storie che non rientrano propriamente in quello che leggo abitualmente. Il punto di forza, secondo me, è proprio il personaggio, al di là della trama piuttosto convenzionale..

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