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Contorni di Noir | August 21, 2017

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Gianni Biondillo – I materiali del killer

| On 03, Nov 2013

Editore Guanda Collana narratori della Fenice
Anno 2011
364 pagine – brossura

matkillgrandeL’ispettore Ferraro è tornato. È tornato da una città che non ha mai capito, Roma, dove ha lasciato il commissario Elena Rinaldi, un’altra storia andata male. È tornato al commissariato di Quarto Oggiaro, solo e sconfitto, e dopo tre anni in trasferta deve ricominciare da capo. Con la barba incanutita, una nuova casa, la figlia Giulia in piena preadolescenza e Lanza trasferito a Bruxelles. Poi c’è il lavoro: una rapina in villa, con un epilogo tragico. Morto il rapinatore, uno zingaro, e morto il padrone di casa. Una vera rogna. Nello stesso momento, a Lodi, una rocambolesca evasione dal carcere finisce in un bagno di sangue. Una carneficina con mistero: l’evaso è un nero di piccolo calibro, come si spiega il commando malavitoso allestito per liberarlo? Chi è davvero Towongo Haile Moundou? Ironia del destino, a questa domanda dovrà trovare risposta proprio Elena Rinaldi. In un frenetico inseguimento da nord a sud attraverso un’Italia oppressa da un cielo plumbeo – con assolati squarci di un’Africa arsa da un sole crudele e desertico – Gianni Biondillo disegna con questo romanzo la mappa dettagliata e cupa di una nazione senza memoria.

Avevo letto anni fa i due primi romanzi di Gianni Biondillo, con l’Ispettore Ferraro  di Quarto Oggiaro come protagonista: gustosi, piacevolissimi, intriganti. Proprio i  gialli all’italiana  che amo particolarmente. E’ quindi con un  grande senso di aspettativa che ho iniziato la lettura di questo romanzo: l’ispettore Ferraro era tornato!
Aspettativa non delusa, nonostante mi sia trovata di fronte  un romanzo di spessore diverso dal previsto: giallo sì, ma molto altro. La storia inizia con due “casi” scollegati fra loro, una rapina in villa, finita nel sangue, e la misteriosa evasione dal carcere di un uomo di colore.
Intorno a questa seconda vicenda, viene presto a galla una storia complessa, raccontata con numerosi flash back, che ci porta in Africa ( paese che l’autore racconta  con pennellate intinte nell’amore, secondo me), a conoscere la storia di Haile l’Implacabile. 

Una storia cruda e complessa, che ci condurrà in un’Africa  dove la miseria e la fame costringono sempre più grandi masse di persone a migrare verso i cosiddetti paesi civili, preda di mercanti di uomini  e mercenari senza scrupoli. Se non è attualità questa.
Un romanzo ,quindi, a largo spettro; Biondillo ha raggiunto lo scopo  di costruire una storia ambiziosa,ad un livello più alto di un “noir” qualunque.
Al di là della drammaticità della vicenda, ho ritrovato però con tenerezza il Ferraro che ricordavo; un po’ più vecchio, un po’ più solo. Un po’ più travagliato da problemi esistenziali legati a figlia in pubertà, ex moglie, storia finita ( ma sarà finita?)con la collega Rinaldi.

Mi sono anche divertita: ci sono momenti e battute di una simpatia travolgente, anche se talvolta si indulge un po’ sulla parolaccia, ma ormai ci abbiamo fatto l’abitudine. Con questo romanzo, secondo me Biondillo è promosso a pieni voti. Consiglio però a chi volesse  affrontarne la lettura, di leggere senz’altro i primi due , “Per cosa si uccide” e “ Con la morte nel cuore”. Solo così, conoscendo tutti i personaggi e le vicende precedenti, si potrà gustare appieno quest’ultimo,  ed apprezzarne il valore.

Rosy

Lo scrittore:
Gianni Biondillo è nato a Milano, dove vive, nel 1966. Architetto, ha pubblicato saggi su Figini e Pollini, Giovanni Michelucci, Pier Paolo Pasolini, Carlo Levi, Elio Vittorini. Fa parte della redazione di Nazione Indiana.

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