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Contorni di Noir | August 21, 2017

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Max Allan Collins – Black Hats

| On 13, Nov 2013

imagesMax Allan Collins – vero nome di Patrick Culhane con cui ha firmato il romanzo Black Hats nell’edizione anglosassone – è nato nel 1948 a Muscatine nello Stato dello Iowa. Scrittore di mystery, ha collaborato con cinema e televisione, firmando numerose trasposizioni letterarie di film (Salvate il soldato Ryan) e serie tv (CSI – Scena del crimine). È anche autore e  sceneggiatore di fumetti. Dalla sua graphic novel Road to perdition è stato tratto il pluripremiato film di Sam Mendes Era mio padre, con Tom Hanks e Paul Newman (nomination a sei premi Oscar e al Golden Globe). Come regista indipendente, ha scritto e/o diretto film per la televisione che sono stati trasmessi dai canali HBO e Lifetime. www.maxallancollins.com

Da Gargoyle Books, nelle librerie dal 14 novembre 2013, una gangster story che troveremo nelle sale italiane dall’anno prossimo – dal titolo omonimo, in cui a vestire i panni di Wyatt Earp è un’icona del cinema americano come Harrison Ford. 1920. Oramai settantaduenne, lo sceriffo Wyatt Earp deve fare i conti con i tempi che cambiano: il Proibizionismo è appena iniziato e dilaga una nuova criminalità metropolitana sempre più agguerrita. Meglio dedicarsi all’investigazione privata e lasciare la Frontiera per vedere se il mondo è mutato davvero e come.

Il Nostro si è, quindi, trasferito a Los Angeles e vive in un bungalow sulla Diciassettesima Strada dove riceve clienti incuriositi dal Vecchio Leone di Tombstone (memorabile scenario della Sparatoria all’OK Carroll). È proprio qui che, in un giorno d’aprile, fa capolino una sua antica conoscenza: Kate Elder la Nasona, donna di facili costumi di stirpe ungherese e compagna di John Henry “Doc” Holliday, abile pistolero, giocatore d’azzardo nonché carissimo amico di gioventù di Earp, stroncato dalla tisi appena trentasettenne. Kate teme per la vita del figlio, Johnny Holliday che a Manhattan gestisce uno speak-easy (un night-club dove si vendono alcolici illegalmente) con un po’ troppo successo tanto da innervosire le bande malavitose che controllano il traffico d’alcol cittadino. È in particolar modo una coppia di spietati fuorilegge d’origine italiana a impensierire la Nasona: il sadico Francesco Ioele, meglio noto come Frankie Yale, e il suo astuto scagnozzo, tale Alphonse “Al” Capone.

Indissolubilmente legato al ricordo delle formidabili imprese condivise nel Selvaggio West con Doc Holliday, Wyatt Earp sente che non avrà pace se non tirerà fuori dai guai Johnny, così vola a New York. Con l’aiuto del fidato Bat Masterson, suo ex vice-sceriffo, riciclatosi nel giornalismo sportivo, il Nostro se la vedrà con il giovanissimo ma già promettente gangster Al Capone.

Con Black Hats, Max Allan Collins ci riporta mirabilmente all’atmosfera frenetica dei ruggenti anni Venti. Sullo sfondo di fumosi ed equivoci speak-easy e bische clandestine, figure realmente esistite si mescolano con naturalezza a notabili corrotti, ballerine dalle pose da diva, delinquenti senza scrupoli, scommettitori di professione, bevitori impenitenti. Non mancano flashback all’insegna della nostalgia in cui il vecchio Earp ricorda il Selvaggio West, quando lui e i suoi compagni erano nel pieno del vigore fisico e un po’ spacconi, e la giovinezza sembrava non sarebbe finita mai. Ieri come oggi, però, l’ebrezza del rischio è restata inalterata nell’animo del mitico sceriffo.

Ci ritroveremo qui per la recensione!

 

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