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Contorni di Noir | September 19, 2017

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Giuliano Pasini – Io sono lo straniero

| On 16, Dic 2013

Editore Mondadori Collana Omnibus
Anno 2013
392 pagine – brossura con alette

imagesCAY14XFWTreviso è una città ordinata, linda, scintillante. Tranne quando piove, allora Treviso è come ogni altra città, come ogni altro angolo del mondo. Città d’acqua sotto i piedi, città d’acqua sopra le teste.

Il commissario Roberto Serra si è trasferito a Treviso, lasciando definitivamente l’Appennino emiliano, dopo la tremenda avventura a Case Rosse. Un inverno che cercherà di dimenticare fra  le collline del Prosecco: Piove di Soligo. Quattro case in mezzo ai vigneti.

Ora è capo dell’ufficio immigrazione, insieme alla collega Susana – di origine sudamericana – oltre a dedicarsi alla sua grande passione per la cucina nel ristorante di Alvise, ricavato nel chiostro di un antico monastero. Roberto Serra non guida e non ama auto sportive e motori potenti. Un commissario alieno per i suoi colleghi ma, quando la strada ti porta via entrambi i genitori, non è proprio facile mettersi davanti a un volante.
Una vita senza particolari scossoni, se non quelli provocati dalla sua Danza, che ricompare inesorabile a perseguitarlo e che lo ha allontanato da Alice.

In questo clima apparentemente tranquillo, fa la sua comparsa Francesca Campo, mezza testa rasata e l’altra metà dai capelli rosa – magra da far paura – denuncia la scomparsa della sua amica e compagna Elèna. Questa sarà solo la prima di una serie di sparizioni che coinvolgeranno altre ragazze, tutte straniere. Sembra che nessuno se ne sia accorto e nessuno ne abbia denunciato la scomparsa, come se non fossero mai esistite. Un’indagine scandita dai cicli della vite, che evocano i cicli della vita: dormienza, taglio, pianto, allegagione, invaiatura. Una ricerca dolorosa, che porterà a scoprire quanto la mente umana sia contorta e quanto il tempo non riesca sempre a cancellare i fantasmi del passato.

Una visione triste di quello che definiamo “straniero”. Chi lo è davvero? E’ quello che troviamo sui barconi che sbarca a cercare lavoro? E’ quello che pulisce i vetri alle nostre auto? E’ chi si prostituisce all’angolo di una strada? E’ chiunque si trovi in un luogo e non si senta libero, non si senta adeguato.
E’ anche quello che arriva in un sistema chiuso, di cui non fa parte e riesce ad avere una visione dipendente, distaccata. Guai alle facili etichette.

La caratterizzazione dei personaggi è ben costruita e Giuliano Pasini ci conduce in un romanzo pregno di riflessioni, di amore, di odio o di passione. E’ soprattutto un ritorno alle origini. E ci accorgiamo che lo straniero è in ogni dove. Basta vederlo e non girare la testa dall’altra parte.


Lo scrittore:
Giuliano Pasini è nato a Zocca, nel cuore dell’Appennino emiliano.Sposato con Sara, vive in Veneto ed è un professionista della comunicazione d’impresa. Si interessa di musica ed enogastronomia. Il suo romanzo d’esordio Venti corpi nella neve, uscito nel 2012 per Fanucci-TimeCrime, dopo essere stato un caso sul web ha ottenuto un grande successo di pubblico, si è aggiudicato il Premio Massarosa ed è in corso di traduzione in Germania. Insieme ad altri autori emiliani Pasini ha contribuito, con il racconto intitolato La storia di Primo e di Terzo, all’antologia Alzando da terra il sole (Mondadori) il cui ricavato verrà devoluto alla ricostruzione della biblioteca di Mirandola, uno dei centri più colpiti dal sisma del maggio 2012.

 

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