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Contorni di Noir | November 19, 2017

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Leif G. W. Person – L’ultima indagine

| On 13, Dic 2013

Editore Marsilio Collana Farfalle
507 pagine – brossura con alette
Traduzione di G. Puleo

copIl migliore amico è, quasi sempre, la persona che hai conosciuto nella prima gioventù. È il compagno di banco, è quello a cui hai confidato le prime pene d’amore, è quello che hai confortato nei momenti tristi, è quello che ti ha difeso dai “bulli”… poi magari nell’età adulta ci si perde di vista, ma il ricordo dell’amicizia rimane immutato nel tempo.

Difficilmente si può stringere un’amicizia così intensa in età matura, quando uno dei due è già in pensione. Eppure a me è capitato: ho conosciuto Lars Martin Johansson una sera mentre si stava gustando un succoso panino con salciccia, l’ho visto accasciarsi sul volante colpito da un ictus, l’ho visto sul letto dell’ospedale con il braccio destro paralizzato, ho visto la sua lenta ripresa, l’ho visto, sollecitato da un causale indizio fornitogli dalla dottoressa che lo ha in cura, iniziare un indagine su un brutale omicidio di una bambina avvenuto tanti anni prima, l’ho visto chiedere aiuto ai suoi ex colleghi che, detto per inciso, ancora lo venerano, l’ho visto condurre un’indagine “vecchia maniera”.

Ho sentito i suoi interrogatori, cogliere le esitazioni nelle risposte, collocare al giusto posto delle insignificanti tessere, come un filo di lino e una pregiata piuma d’oca, che, messe tutte insieme, hanno composto l’intero terribile mosaico, l’ho sentito disprezzare l’odioso e inetto poliziotto Bàckström che condusse un’indagine raffazzonata  e piena di preconcetti che lo portò a sospettare del padre della bimba solo perché era persiano. Ma a cosa è servito tutto questo sforzo? A nulla!

Il colpevole non può essere punito perché una legge, opportunamente cambiata dopo l’omicidio del premier Olof Palme, ha prescritto l’omicidio della piccola Yasmine. Ma come può un essere così spregevole farla franca? Ed ecco che aleggia nel corso di tutto il romanzo la massima biblica “occhio per occhio, dente per dente”. Il mio amico Lars non è però un boia, non può macchiarsi di un omicidio anche se “giusto”, né può farlo indirettamente informando il padre della bambina che sicuramente si sarebbe vendicato. Escogita un sistema: vuol convincere l’omicida ad autoaccusarsi di un altro crimine così che possa essere condannato e espiare le proprie colpe.

Lars non riuscirà nell’intento e saranno altri a chiudere il cerchio. Molte sono le tematiche sollevate in questo ottimo romanzo. Difficile non reagire al male con il male, la nostra cultura, il nostro senso di giustizia, la nostra etica non ce lo permettono anche se a volte, quando si vedono brutali assassini essere condannati a pochi anni, la rabbia ribolle dentro e verrebbe voglia di fare un nodo scorsoio ad una corda e appenderla ad un ramo robusto… ma non si può, non possiamo atteggiarsi nel contempo sia a giudici sia a boia. Ti ho visto, caro Lars, accasciarti in cima alla tua torre di avvistamento, mentre l’aria tersa del mattino, la frescura dell’autunno accarezzava le tue guance. Grazie per la breve ma intensa amicizia!

Aurelio


Lo scrittore:
Noto professore di criminologia, dal 1999 al 2012 è stato professore all’accademia di polizia svedese di Stoccolma. È stato inoltre consulente del Ministero di Giustizia e dei Servizi segreti svedesi, ma è noto a livello internazionale per la sua attività di giallista. L’ultima indagine, tradotto in tredici paesi, ha vinto il prestigioso Glass Key, oltre al Premio dell’Accademia svedese del poliziesco, al Palle Rosenkrantz in Danimarca e al Premio come miglior giallo in Finlandia.
L’emittente televisiva americana CBS sta producendo il pilot di Backstrom, una serie Tv ispirata ai suoi romanzi. Ne è responsabile Hart Hanson (Bones), mentre il protagonista sarà interpretato da Rainn Wilson (The Office, Six Feet Under).

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