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Contorni di Noir | October 16, 2017

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1 Commento

Roberto Carboni – Bologna destinazione notte La fase Monk

| On 11, Dic 2013

Editore Fratelli Frilli
Anno 2013
213 pagine – rilegato con sovracopertina

copChe piacevole sorpresa, questo giallo da leggere tutto d’un fiato.
Non conoscevo Roberto Carboni, né, di conseguenza, i suoi romanzi. Ma, come ho già avuto modo di osservare, anche gli appassionati di noir e thrillers non possono conoscere tutti! L’importante è rimediare.
Il fatto poi che l’autore fosse un tassista , come il protagonista della storia, mi incuriosiva maggiormente. Ero abituata a poliziotti, commissari di polizia  di ogni latitudine e longitudine….tassisti, mai!
Teatro della vicenda, la città di Bologna, già affascinante di suo, ed ancora di più nelle descrizioni notturne di Carboni, che ce la rendono inquietante, da brivido.  La storia inizia quindi con un piede segato ad una persona viva e lanciato come una palla da baseball contro una vetrina.  Sgomento generale, seguito da nuove scoperte, morti ammazzati, altri piedi tranciati. Si arriva alla definizione di serial killer, ma la polizia brancola nel buio.

Parallelamente, la vita del tassista Annibale, appassionato di jazz – musica che farà da colonna sonora a tutta la storia – divisa tra il lavoro, la vita solitaria e la “Cantina” , locale dove suona il mitico jazzista Al il pazzo. E dove lavora l’amico Tosco, bella figura tratteggiata da Carboni in modo così completo, che pare di conoscerlo.
Locale che avrà la sua parte nella storia gialla, dal momento che proprio lì Annibale incontrerà Cecilia,  una donna misteriosa ed affascinante, che gli stravolgerà la vita.
A metà circa della storia, l’autore decide di “farci scoprire” di più e ci apre uno spiraglio sul possibile serial killer, un personaggio insospettabile, ma in realtà torbido e perverso.

Il lettore si domanda  che cosa lo attenderà poi… Se si conosce già l’assassino, interessante sarà scoprire  “come” la polizia  arriverà a lui. O come il nostro ( ormai) amico tassista lo scoprirà. Sì, perché anche lui si è improvvisato investigatore.
Ma più che mai qui si comprende come non bisogni dare nulla per scontato.
Drammatiche vicende si accavallano; vengono a galla insospettati  e lontani retroscena che molto spiegano dei misfatti odierni, fino ad un finale talmente sconvolgente, da lasciare senza respiro. Come un violento pugno , ricevuto senza essere preparati!

Roberto Carboni con questo romanzo è pienamente promosso: buon stile di scrittura, trama intrigante e bei personaggi. Attendiamo la prossima storia!

Rosy


Lo scrittore:
Roberto Carboni, classe 1968, è un autore bolognese al quinto romanzo e racconta prevalentemente la realtà urbana notturna che i diciotto anni alla guida del suo taxi gli hanno fatto conoscere. Ci sono tante Bologna, alcune conosciute da tutti, altre invece rimangono nascoste tra le ombre dei portici o mormorate su,l sedile posteriore di un’auto pubblica, e meritano di essere raccontate. Con Bologna destinazione notte, l’autore esplora il campo del Neo-noir, la corrente più cruda del romanzo nero, e racconta una storia macabra e inquietante, dagli sconvolgenti risvolti psicologici, calando il lettore dentro la mente del maniaco, sempre più indietro nel tempo. Fino alla piovosa notte di quarantatré anni prima, quella in cui tutto ha avuto origine. 

Commenti

  1. Paolo Costa

    L’ho letto grazie alla tua segnalazione e mi è piaciuto molto, anche se il finale mi è sembrato avulso dal resto della storia, forse non era neppure necessario.

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