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Contorni di Noir | September 22, 2017

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Erskin Caldwell – Fermento di luglio

| On 29, Gen 2014

Editore Fazi Collana Le strade
Anno 2014
260 pagine – ebook
Traduzione di Luca Briasco
Titolo originale Trouble in July

faziCuriosando fra le novità di Fazi, mi sono soffermata su Fermento di luglio, terzo romanzo facente parte del ciclo del Sud, dopo  La via del tabacco e Piccolo campo. Le prime edizioni di questi tre romanzi  risalgono al 1940. Hanno avuto varie ripubblicazioni ed è ora la volta di Fazi.

Leggendo la biografia di Erskin Caldwell, sono rimasta affascinata dalla vita avventurosa di quest’uomo, figlio di un ministro di culto della Chiesa Riformata e Presbiteriana, che trascorse gli anni della sua gioventù a cambiare casa ogni volta che il padre veniva trasferito ad altre chiese nei paesi del Sud statunitensi. Quando cominciò a scrivere non fu molto fortunato: sequestrarono le copie e ne vietarono la distribuzione per il suo primo romanzo – dal titolo Bastardo – e fu addirittura arrestato e accusato ingiustamente per il secondo.

Sensibile alle ingiustizie civili, crebbe in un periodo di grande inquietudine e di disagio sociale (nato nel 1903, morto nel 1987) tra la Grande Depressione e la Seconda Guerra Mondiale. Voleva scrivere di uomini semplici e dei meno fortunati, soprattutto di un dramma che causò, tra il 1880 e il 1940, cinquemila vittime di linciaggio nel Sud degli Stati Uniti. Per futili motivi, gli uomini uccidevano chiunque avessero a tiro, solo per il gusto di farlo, alla stessa stregua che uccidere una zanzara.

La luna piena sorse luminosa dalle scure profondità della pineta. Una fine polvere gialla, sollevata dalle auto che sfrecciavano lungo le strade sterrate, si posava a strati sulla pianura. Le foglie verde scuro dei cespugli che costeggiavano la via ne erano ricoperte, ma la luce della luna le faceva brillare di rugiada, mentre l’aria calda d’estate vagava senza meta tra un campo e l’altro. La campagna era tranquilla e silenziosa e la quiete era interrotta ogni tanto dal lontano latrato di un cane.

Sonny Clark aveva un difetto: era negro. Ed essere negro in Georgia costituiva di per sé un problema. Non bastava essere sfruttato per lavorare nei campi di cotone, ma occorreva stare alla larga dai bianchi in qualsiasi modo e il solo fatto che Katy Barlow, figlia di un mezzadro, fosse stata sfiorata da un uomo dalla pelle di colore diverso, equivaleva a una condanna a morte. Era luglio e il caldo era asfissiante, i campi di cotone dovevano essere continuamente curati e il prezzo rimaneva la cosa più importante delle esistenze degli uomini. Lo sceriffo Jeff McCurtain detestava essere svegliato nel cuore della notte, ma la faccenda sembrava importante. Nonostante questo, non si voleva alzare perché sapeva che sarebbero state grosse rogne e lui doveva stare tranquillo, visto che le elezioni erano vicine. Meglio cercare di essere rieletti, piuttosto che preoccuparsi di un negro, no? Cavoli suoi se si era trovato nel posto sbagliato, al momento sbagliato.
Lo “sport” principale della Contea di Julie era la caccia all’opossum e la caccia al negro. E quale motivo migliore per farlo se non il sospetto che avesse stuprato una ragazza?

Un romanzo crudele e grottesco, che racconta quanto l’essere umano possa essere abietto e ignorante. Un dramma che lascia l’amaro in bocca, al solo pensiero di cosa volesse dire nascere in un periodo storico in cui essere neri equivaleva a essere zero.
Le condizioni di vita a quel tempo erano dettate dalla sopravvivenza ai bianchi, dopo essere stati sfruttati nelle piantagioni di cotone e nel servire uomini che, solo per il colore della pelle, si ritenevano superiori.
Uno spaccato di epoca che, ancora oggi, dovrebbe far riflettere sull’aridità dell’essere umano. Ma soprattutto della sua stupidità.
Erskin Caldwell ha una scrittura coinvolgente, trainante. Sottolinea con precisione ogni dettaglio e caratterizza i suoi personaggi in modo calibrato. Il linguaggio disincantato e ironico su un tema così scottante rende ridicoli i persecutori, li sbeffeggia, forse in modo da prenderne le distanze, forse per rendere più leggera una storia terribile. Ho percepito la paura della fuga, ho sentito la rabbia, ho intuito la rassegnazione. Ho vissuto la fine.
Un romanzo impietoso che riflette una società molto meno distante di quanto sembri.
Cosa mi è rimasto alla fine? Il dispiacere di non aver letto i precedenti, cosa che farò molto presto.

Lo scrittore:
Erskine Caldwell è nato nel 1903 a White Oak, in Georgia, ed è morto in Arizona nel 1987. Esordì nel 1929 con Il bastardo, le cui copie furono sequestrate dalle autorità. Nel ’33, dopo l’uscita de Il piccolo campo, fu addirittura arrestato. Scrisse i romanzi del cosiddetto “ciclo del Sud” – La via del tabacco (Fazi, 2011), Il piccolo campo (Fazi, 2012) e Fermento di luglio – in povertà e in solitudine, in una fattoria semiabbandonata. Solo più tardi ottenne i riconoscimenti che meritava, divenendo uno degli scrittori più noti, discussi e ammirati d’America. Nel 1984 Caldwell fu eletto membro dell’American Academy of Arts and Letters. Caldwell è autore di 26 romanzi e di 150 racconti. I suoi libri hanno venduto nel mondo più di 80 milioni di copie.

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