Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Contorni di Noir | December 17, 2017

Torna su

Alto

0 Commenti

Francisco Gonzàles Ledesma – Storia di un dio da marciapiede

| On 05, Gen 2014

Editore Giano Collana I libri della Civetta
Anno 2013
353 pagine – brossura con alette
Traduzione di Francesco Varanini
storia_di_un_dio_02_2_Questo è un mondo cosmopolita e strano, da romanzo di Ian Fleming, o meglio ancora di Paul Morand e Cecil Roberts (..) Perché mi rendo conto che questo è un mondo senza età, meravigliosamente passato di moda. Ed è nei mondi senza età, che stanno al di sopra del tempo e non hanno angoli di strada precisi, che può accadere qualunque cosa.

Méndez è l’ultimo ispettore dell’ultimo commissariato di quartiere di Barcellona. Abbastanza maleducato, malvestito, malmesso e e che puzza di poliziotto malpagato. L’uomo delle pensioni da due soldi, dei negozi di preservativi, dei portoni pieni di siringhe che puzzano di piscio, dei marciapiedi con le gatte in calore.Barcellona – come tante altre città – è in piena crisi economica e di valori, ma c’è sempre lo spazio per umanità e calore.
Un calore che Méndez riesce a trasmettere, nonostante sia un personaggio contraddittorio, malinconico e divertente. La location: il Cimitero Nuovo di Barcellona, nel quale pare essersi perso un cucciolo di cane, scappato dal canile municipale. L’ispettore lo trova rintanato fra calcinacci e ruderi di una sorta di magazzino pericolante, dove il buio regna sovrano e un sottofondo di miagolii lo accompagna nella sua ricerca, che purtroppo si conclude in modo tragico: la scoperta del cadavere di una bambina, vegliata dal cucciolo scomparso.
Di una cosa è certo Méndez: che nessuno dovrà impedirgli di seguire il caso, a costo di prendere a calci qualcuno!
Mi piace proprio questo personaggio fuori dalle righe, amante della buona tavola, delle bevute e delle donne formose, non quelle da copertine patinate. Un uomo, prima di essere ispettore, che cerca di sopravvivere alla città e alle sue regole, dettate dai criminali e dalla miseria. Ho visitato Barcellona alcuni anni fa e, mentre leggevo il romanzo di Ledesma, mi sembrava di passeggiare fra le ramblas e annusare quel misto di odori di cibo e di vita che la avvolge. Ma il tono nostalgico con cui ne parla sembra parlare di una città diversa da quella che descrive lo scrittore, il quale ha la capacità di far entrare nel romanzo ed esser partecipi alle azioni, avvolte di alcol pessimo e di disperazione.
La stessa disperazione di Clara Alonso: cieca dalla nascita e figlia della rivoluzione tra una rossa convinta e due condannati a morte (rimasti vivi per una serie di coincidenze) in attesa della sua imminente e probabile fucilazione (giusto il tempo di scoprire di essere incinta, partorire ed essere uccisa quaranta giorni dopo). Clara scopre che sua figlia è morta, per opera di chi? Questo sarà Méndez a doverlo scoprire (a proposito, ma qual è il suo nome?). E lo farà allontanandosi dalla città e volando verso una Madrid corrotta, arrivando poi fino al Cairo. Curioso come il destino lo abbia portato da un cimitero a un altro: El Khalifa, l’unico cimitero del pianeta dove c’erano più vivi che morti.
Ironico e irriverente, Ledesma ha una scrittura che incanta e disincanta – a tratti poco scorrevole e densa di particolari che distolgono l’attenzione – in perfetta sinergia con il suo protagonista e con la medesima speranza che la loro città possa tornare a splendere come nel passato. Un romanzo pregno di vita, quella vera.
Godibilissimo.

Lo scrittore:

Francisco González Ledesma è nato a Barcellona nel 1927. A 21 anni ha vinto il Premio Internazionale per il Romanzo con Tiempo de venganza assegnato da una giuria in cui erano presenti Somerset Maugham e Walter Starkie. Durante il franchismo ha scritto una serie di romanzi, censurati dal regime, che gli hanno permesso di ottenere il Premio Planeta e per ben due volte il Premio Mystère per il migliore romanzo straniero pubblicato in Francia. Caporedattore di «La Vanguardia», ha scritto, tra l’altro, Il peccato (Giano, 2012), Cronaca sentimentale in rosso (Giano, 2010), Non si deve morire due volte(Giano, 2010), La dama del Kashmir (Giano, 2009), Mistero di strada(Giano, 2008).

Se vuoi... commenta