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Contorni di Noir | June 24, 2017

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Anna Grue – Nessuno Conosce Il Mio Nome

| On 24, Feb 2014

Editore Marsilio – Collana Farfalle I Gialli
Anno 2013
332 pagine – brossura
Titolo originale: Dybt at falde
Traduzione di Maria Valeria D’Avino

3171669Il  filone dei “giallisti nordici” (mi si passi la definizione poco esaustiva e fin troppo generica) sembra davvero non avere fine. A volte si potrebbe avere l’impressione che questo generi una sorta di sovraccarico, una bulimia editoriale che faccia confluire scrittori e metta insieme bello o brutto senza troppo discernimento. Ovviamente il rischio c’è, ma a Marsilio dobbiamo la qualità di essere in grado di proporre sempre qualcosa di valido.
E’ il caso di questa nuova – per l’Italia s’intende, in patria danese è già ben conosciuta – scrittrice, Anna Grue (per una volta nessun nome de plume) che con questo libro inaugura una potenziale nuova serie. Ancora? Sì. Valida? Se questo è l’inizio e non ci perdiamo nei prossimi, assolutamente.

Anna Grue mostra fin dal principio uno stile svelto, che cattura fin dalle prime battute. L’incipit del romanzo è sufficientemente drammatico da scatenare un discreto interesse senza disattendere le promesse che mette sul piatto. Con una scelta vincente Grue decide che il protagonista non sia il “solito” commissario, bensì un personaggio decisamente inusuale: Dan Sommertdahl. Dan è il direttore creativo di un’agenzia pubblicitaria molto importante che ha momentaneamente lasciato il lavoro per via di una crisi di stress depressivo dalla quale sta cercando d’uscire. L’occasione gli viene servita dal suo amico Flemming Torp, “Kriminalkommisaer” della polizia, incaricato di svolgere le indagini su un omicidio che è avvenuto proprio nell’agenzia per la quale Dan lavora. Flemming coinvolge Dan chiedendogli aiuto nel tracciare il profilo personale dei vari impiegati dell’agenziae e soprattutto lo getta in pieno nella vicenda quando gli chiede di identificare la ragazza uccisa, una giovane di nome Lilliana di cui nessuno sa nulla.

Ecco l’altro tassello che Grue inserisce nel suo personalissimo puzzle. Una donna della quale non si sa niente, che non ha documento alcuno e che lavora in nero per una locale impresa di pulizie. Le indagini metteranno in mostra come questa piaga sia diffusa anche nella tanto organizzata Danimarca e come il mercato nero del lavoro non abbia alcun confine.
Da qui ha inizio questo giallo dalla scrittura molto fluida e ben congegnato. La storia si dipana alternativamente tra le azioni di Dan e Flemming e in un paio di capitoli la vicenda è narrata dal punto di vista del killer che non viene svelato fino alla fine (davvero!!). Questo alternarsi è studiato bene e fornisce al lettore gli strumenti per capire bene la vicenda e per spingerlo ad addentrarsi nella storia.

Grue donna e scrittrice, inoltre, affronta il tema delle donne  “esportate”, portate via dal loro paese con false promesse e poi gettate nel racket della prostituzione dopo aver passato torture e stupri che ne fiaccano ogni resistenza. L’aspetto importante è che Grue riesce a fare tutto questo senza condire il suo giallo di inutili scene cruente o violenza gratuita. Infine, altro aspetto da non sottovalutare, è l’elemento ironico che appare pressoché in ogni pagina anche in quelle più drammatiche (senza spoilerare più del dovuto, immaginate un tipo che si chiude dentro un armadietto con indosso una tuta in latex e ditemi se non c’è una sana dose d’ironia nei confronti dell’assassino perfetto…).

 Quindi? Consigliatissimo. Bello, rapido, ironico, mai scontato. Chapeau. Manca altro? Ah, si, nota polemica del precisino (io, me medesimo stesso): perché non si mantengono i titoli originali? L’autore l’avrà messo per un motivo, o no? Dunque, l’originale danese sarebbe “Caduta profonda” e lo stravolgiamo in “Nessuno conosce il mio nome”… Appeal maggiore? Allora potremmo cambiare il titolo alla Divina Commedia e chiamarla “Gironi Infernali” o “Demoni e Putridume”. Fico, eh? Sopportate il precisino pignolino, per favore, ma certe cose ancora non le capisco. Grazie per la pazienza e buona lettura.

Michele Finelli


L’autrice:
Anna Grue Giornalista e scrittrice danese, è al suo esordio con questo romanzo.

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