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Contorni di Noir | September 19, 2017

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Carina Bergfeldt – Un cuore in agguato

| On 20, Feb 2014

cuoreagguagrandeCarina Bergfeldt è nata nel 1980. Attualmente è corrispondente per l’Aftonbladet. Ha vinto il prestigioso Gran Premio del giornalismo per aver documentato da vicino le ore terribili della strage di Utøya. Ha lavorato anche all’estero, come corrispondente per giornali e testate televisive. Vive a Stoccolma.

Tradotto da Carmen Giorgetti Cima, Un cuore in agguato è uscito a febbraio 2014 per la casa editrice Longanesi, Collana La Gaja scienza e questa la sinossi:

Quando il ghiaccio sul lago inizia a sciogliersi, all’ombra delle foreste della Svezia centrale, dalle acque gelide spunta un corpo senza vita: è quello di Elisabeth Hjort, giovane madre di due bambini scomparsa misteriosamente qualche mese prima. È soltanto in seguito al ritrovamento del suo cadavere che il caso, archiviato come sparizione volontaria, si rivela per quello che è. C’è una ragione per cui il cuore di Elisabeth ha smesso di battere: qualcuno l’ha uccisa.
A cercare di dare una spiegazione alla sua morte, e un nome a chi l’ha assassinata, sono tre donne: Ing-Marie, Julia e Anna. Le prime due sono giornaliste di un piccolo quotidiano locale, una professionista esperta e riservata, l’altra giovane e intraprendente. La terza è una poliziotta, alle prese con un superiore che la disprezza e un amore tormentato. Ma se il cuore di Elisabeth ha smesso di battere, ce n’è un altro che continua a martellare, incessante, in costante agguato. Una delle tre donne, infatti, sta meticolosamente pianificando un omicidio: quello del padre, un uomo dispotico e spietato che ha sorpassato ormai ogni limite… E ucciderlo è diventato l’unico modo per fermarlo. Se la verità ultima sull’omicidio di Elisabeth sarà sconvolgente, quella sull’identità della donna che progetta l’uccisione di suo padre vi lascerà senza fiato.

Un anticipo del romanzo:
“Chiude gli occhi e conta mentalmente i giorni a ritroso, fino ad arrivare al primo gennaio.
Quanto ha atteso questo momento!
Settantotto giorni. O tutta la vita, a seconda di come si voglia calcolare.
Non vuole svegliarlo. Non ancora.
Non ha nessuna fretta.
Nulla di ciò che accadrà nelle prossime ore deve essere forzato.
Sente il proprio cuore battere forte, come in agguato, ma ne ignora il richiamo.
Ucciderlo dovrà prendere tutto il tempo necessario.”

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