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Contorni di Noir | June 24, 2017

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2 Commenti

Dennis Lehane – La legge della notte

| On 10, Feb 2014

Editore Piemme Collana Narrativa
Anno 2014
462 pagine – rilegato con sovracopertina
Traduzione di Stefano Bortolussi

lehaneLa legge della notte si è aggiudicato il titolo di Miglior romanzo dell’anno agli Edgar Award ed è destinato a diventare un film con Leonardo di Caprio, per la regia di Ben Affleck. Tradotto da Stefano Bortolussi, il titolo originale del romanzo è Live by Night, in omaggio al film The Live by Night (trad. in Italia La donna del bandito, film del 1948 diretto da Nicholas Ray)
Dennis Lehane è ormai avvezzo ad essere fonte di ispirazione fra alcuni dei maggiori registi contemporanei americani, tra i quali troviamo anche Clint Eastwood con il film Mystic River (tratto da La morte non dimentica) del 2003, oltre a Martin Scorsese con Shutter Island (tratto da L’isola della paura) del 2010. Lo stesso Ben Affleck aveva già seguito la regia di Gone Baby Gone (La casa buia), L’autore ha all’attivo dieci romanzi e anche questo, pubblicato da Piemme per la collana Narrativa, è destinato ad essere un grande film, così come posso affermare di aver letto un grande libro.

Siamo a Boston, tra la fine degli anni ’20 e i primi anni ’30, durante il proibizionismo, i gangsters e la legge del più forte. Uno spaccato americano in cui Joe Coughlin, appena ventenne, ha scelto la via più complicata per vivere. Già conosciuto negli ambienti criminali, la sua specializzazione è rapinare le banche. Lui ama definirsi un “fuorilegge”, non un gangster. Una sorta di codice etico e morale nel quale anche il peggiore dei delinquenti, se non è un assassino, vìola la legge senza torcere un capello a nessuno.
Più facile a dirsi che a farsi.
Per gli standard irlandesi di Boston, Joe era un privilegiato: figlio del vicecommissario capo del dipartimento di polizia, era cresciuto nella bambagia anche se, nonostante le apparenze, le difficoltà di comunicazione fra loro erano insormontabili. Il vuoto di casa sua era il vuoto al centro dei suoi genitori, e un giorno quel vuoto aveva trovato il centro di Joe.
Joe dipendeva da Tim Hickey, un boss nel giro delle bische clandestine e nel contrabbando di alcol. E Tim Hickey dipendeva da Albert White: pezzo grosso della malavita, gestiva un impero commerciale costituito da poliziotti, italiani, cosche ebraiche e un gran numero di “rispettabili” uomini d’affari.
Vi era in atto una vera e propria guerra tra fazioni: quella di White che aveva deciso di contrabbandare rum oltre ad importare whiskey dal nord e quella di Maso Pescatore, un apparente vecchietto dall’aria innocua, il quale in realtà stava architettando la propria vendetta all’interno del carcere, luogo in cui riusciva tranquillamente ad impartire ordini all’esterno. Il destino di Joe si legherà indissolubilmente a Maso, che forgerà il carattere del ragazzo, ma lo renderà un uomo duro e senza scrupoli. E’ così che si sopravvive in carcere.
Dallo stile crudo come Edward Bunker e disincantato alla stregua di Derek Raymond, Dennis Lehane scrive magistralmente e descrive un’epoca difficile e corrotta del sistema americano, nella quale onestà e criminalità non avevano contorni né regole. La sua prosa mescola sapientemente emozioni forti e contrastanti, dando forma a un personaggio che sarà il fulcro della storia e contraddizione di se stesso.
Non si può non prendere le parti di questo criminale senza storia e senza timone, che ci conduce in un pericoloso viaggio, in bilico tra odio e amore, tra il giorno e la notte. Quest’ultima più ricercata, in cui tutto è possibile, in cui nessuno detta legge. Il buio e Joe Coughlin.
L’amore ha un ruolo importante nella trama di Lehane, poiché saranno due le donne importanti nella vita di Joe: Emma e Graciela. La prima, una passione bruciante e pericolosa; la seconda capace di regalare stabilità e fare breccia attraverso la scorza dura.
Due storie d’amore forti – prive di laconico romanticismo – e con risvolti pressoché inaspettati durante il percorso.Lo scrittore ha la capacità (che personalmente ho riscontrato poche volte) di far vedere il romanzo e di permettere al lettore di entrare nella scena che viene raccontata. E grazie a ciò, veniamo condotti in un viaggio che parte da Boston, arriva a Tampa e riparte per Cuba. E tra rum, whiskey e Lucky Luciano, arriviamo al capolinea. A una storia che piacerà sicuramente, sia in versione cartacea che cinematografica, perché siamo tutti curiosi di conoscere Joe Coughlin, fuorilegge e non criminale.


Lo scrittore:
Prima di diventare uno scrittore a tempo pieno, ha lavorato come educatore per bambini affetti da handicap e vittime di abuso, come cameriere, parcheggiatore, autista di limousine, libraio, scaricatore di camion. Il suo unico rimpianto è di non aver mai fatto il barista.Ha scritto dieci romanzi, tutti bestseller, tradotti in oltre trenta lingue.Dennis Lehane è anche sceneggiatore di serie tv (The Wire, Boardwalk Empire). Vive tra Boston e la Florida.

Commenti

  1. Bello bello, mi è piaciuto molto…hai ragione Lehane ha una scrittura che facilita l’immaginazione, recupererò altri suoi romanzi 🙂

  2. Non vedo l’ora che venga girato il film! Anch’io pensavo di recuperare i precedenti..

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