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Contorni di Noir | August 21, 2017

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Benjamin Black – La bionda dagli occhi neri

| On 10, Mar 2014

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John Banville è nato a Wexford, in Irlanda, nel 1945. Ha pubblicato il suo primo libro, Long Lankin, nel 1970. Altri suoi titoli sono Doctor Copernicus e Ghosts; con Il mare ha vinto il Booker Prize nel 2005.
Luca Crovi, in un articolo su Il Giornale dell’8 marzo 2014, racconta come John Banville, attraverso lo pseudonimo di Benjamin Black, abbia voluto omaggiare il personaggio di Philip Marlowe dandogli nuova vita attraverso questo romanzo, edito da Guanda Editore e nelle librerie dal 6 marzo 2014 e già definito da Stephen King una grande storia, ma la cosa più incredibile è la capacità di John Banville di cogliere l’effetto complessivo della prosa di Chandler sui lettori.
Lo scrittore racconta di essersi accostato a Raymond Chandler fin da ragazzino e il suo intento, crescendo, fu quello di poter riscrivere le avventure del detective solitario e malinconico che ha reso famoso uno degli autori noir americani più importanti del nostro secolo.
Sarà riuscito Benville nel suo intento? Nel frattempo, vi lascio  la sinossi e un  brano da leggere:

Mrs Clare Cavendish è una donna molto ricca e altrettanto affascinante, una bionda dagli occhi neri che gestisce una grossa industria di profumi. Ma Clare è anche una donna disperata, che vuole sapere perché il suo amante, Nico Peterson, è scomparso da giorni. Per scoprirlo, si rivolge a Marlowe, che inizia una difficile indagine, costellata di pericolosi interrogativi. Che cosa ci faceva un uomo come Peterson, agente hollywoodiano di scarso successo, con una donna come Clare? E Peterson è veramente morto travolto da un’automobile, come sembra aver scoperto Marlowe, o è vivo, come sostiene la sua amante? E perché, a ogni passo avanti che Marlowe crede di fare nelle indagini, qualcuno muore? Quando ormai sta perdendo le speranze di trovare il bandolo della matassa, Marlowe viene contattato da Petterson, che cambia tutte le carte in tavola…

“Era più alta di quanto mi tosse sembrata osservandola dalla finestra, alta e longilinea, con spalle ben tornite e fianchi flessuosi. Il mio tipo, in altre parole. Indossava un cappellino dotato di veletta, un’elegante visiera di seta nera a piccoli pois che le arrivava alla punta del naso, e che naso: bellissimo, aristocratico ma non troppo stretto né troppo lungo, niente a che vedere con la proboscide di Cleopatra. Indossava guanti lunghi fino al gomito color crema chiaro, in tinta con la giacca, fatti con la pelle di qualche animale raro che aveva trascorso la sua breve vita saltellando con delicatezza sulle creste alpine. Aveva un bel sorriso, tutto sommato cordiale, con un’affascinante piega un po’ sardonica. I capelli erano biondi e gli occhi neri, neri e profondi come laghi di montagna, con le palpebre deliziosamente affusolate verso gli angoli esterni. Una bionda con gli occhi neri: non è una combinazione molto frequente. Mi sforzai di non guardarle le gambe. A quanto pare il dio dei martedi pomeriggio aveva deciso che meritavo di tirarmi un po’ su.”

John Banville parlerà del nuovo romanzo a “Libri Come” a Roma dal 13 al 16 marzo.

 

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