Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Contorni di Noir | October 23, 2017

Torna su

Alto

0 Commenti

Dennis Lehane – La morte non dimentica

| On 12, Mar 2014

Editore Piemme – Collana Bestseller
Anno 2010
457 pagine – ebook
Traduzione di F. Stignani

9788858501122La morte non dimentica è un romanzo di Dennis Lehane, il cui titolo originale è Mystic River. Pubblicato nel 2001 da Piemme per la Collana Bestsellers, ne è stato tratto un film nel 2003 – diretto da Clint Eastwood – e che gli è valso due premi Oscar e due Golden Globe.
C’erano Sean, Dave e Jimmy, ragazzini coetanei che passavano il tempo lanciando una palla da baseball lungo le vie del quartiere. Erano molto affiatati e ognuno di loro aveva caratteristiche diverse: Jimmy era il più scaltro e amante del proibito. Il suo ideale era trovare un auto da rubare e scorrazzare per i vicoli con i suoi due amici.
Vivevano tutti a East Buckingham, un quartiere di negozietti angusti, piccoli campi da gioco e botteghe di macellai con la carne rossa e stillante sangue appesa in vetrina. I bar avevano nomi inglesi e Dodge Dart parcheggiate davanti all’ingresso. Tutti conoscevano tutti. Vi erano due quartieri: i Flats e il Point. E non si mischiavano volentieri.
Dave Boyle non aveva un padre, solo un mucchio di zii e l’unica ragione per cui ogni tanto partecipava ai ritrovi del sabato era il suo vizio di attaccarsi a Jimmy. Era il più taciturno e il più timoroso. E quando quella macchina si fermò e ne uscì un tipo con tanto di manette in vista, mentre un altro era rimasto in auto ed entrambi si comportavano come se fossero poliziotti, Dave fu quello che salì in auto, con la scusa di riportarlo a casa per farlo sgridare dalla madre per aver rovinato il cemento fresco con le proprie scritte. E per quattro giorni non si seppe più nulla di lui.
Riuscì a scappare dallo scantinato nel quale fu rinchiuso, ma fu segnato per tutta la vita. In modo diverso, anche la vita dei suoi amici cambiò il corso naturale delle cose.
Dave riuscì ad essere una celebrità per qualche giorno nel quartiere e in tutto lo Stato, poi cominciarono a prenderlo in giro e chiamarlo “finocchio” e quel ragazzino undicenne crebbe con la certezza che avesse qualche motivo per cui tutti lo perseguitassero.
Riuscì a distaccarsi dal quel trauma non parlandone con nessuno, neanche con la moglie che amava. Ma ogni tanto quei mostri si ripresentavano nei suoi sogni o in alcuni flash back nei quali Dave cercava di tenere a freno “Il Ragazzo Preso dai Lupi”, personaggio inventato che diventava irreale e distaccato da se stesso, così come i nomi inventati di “Lupo Grande e Lupo Viscido”.
Jimmy divenne un criminale che entrava e usciva dal carcere, fino a quando la moglie, morta a causa di un cancro, non gli lasciò la figlia Katie da crescere. E Jimmy pensò che aveva una ragione al mondo per smettere una vita e cominciarne un’altra. Conobbe Annabeth, si sposò ed ebbe altre due figlie. ma la luce dei suoi occhi rimaneva Katie, la figlia che lo aveva riscattato a uomo onesto.
Sean, invece, divenne un poliziotto della omicidi che, in coppia con il suo collega Whitey, ha deciso di stare dall’altra parte della barricata e combattere i criminali. Un uomo che rinnega i suoi amici del passato, così come vuole negare il passato stesso.
Sono passati venticinque anni e i loro destini si sono incrociati nuovamente: la figlia di Jimmy, l’amata Katie, viene ritrovata barbaramente uccisa. Dave Boyle sembra il principale sospettato, ma la realtà sarà ancora più agghiacciante.
Un’opera il romanzo di Dennis Lehane, il quale ha una dote incontrovertibile: coinvolgere e sconvolgere il lettore. E lo fa in modo lento e misurato, attraverso un binario psicologico che attraversa gli animi e li spezza. Quale dolore più essere più forte della morte di un figlio? Quali reazioni può scatenare? Può una furia essere talmente cieca da volersi vendicare con le proprie mani?
Definito come un noir americano, lo scrittore descrive con sapienza le dietrologie di un Paese che, al di là delle ipocrisie, cerca una propria identità attraverso una guerra personale ai propri demoni, ai propri “vampiri”.
Storie di vita quotidiana, che all’improvviso si sveglia e si accorge di quanto il Male si annidi nei momenti più inaspettati e si presenti nel modo più violento possibile. Un ritorno al passato dei tre protagonisti, il quale risveglia tutte le loro debolezze e i propri fantasmi.
Un intreccio di rapporti familiari contorto, ma Lehane sa tenere molto bene le fila della storia e ogni personaggio diventa un burattino nelle sue mani. Il dramma si infila nelle pieghe della vita familiare, in cui le mogli svolgono un ruolo fondamentale: complice e carnefice quella di Dave, protettiva e indulgente quella di Jimmy, assente e dubbiosa quella di Sean.
Il film, interpretato da attori di calibro quali Sean Penn (alias Jimmy), Kevin Bacon (alias Sean) e Tim Robbins nel ruolo di Dave Boyle, ricalca esattamente la suspense, la tragedia e l’animosità di cui è permeato il romanzo. “Chapeau” a Clint Eastwood per aver saputo trasmettere le stesse sensazioni di un romanzo che considero uno tra i migliori letti finora.
Una prosa unica, vera, intimamente perversa. Semplicemente meraviglioso.


Lo scrittore:
Prima di diventare uno scrittore a tempo pieno, ha lavorato come educatore per bambini affetti da handicap e vittime di abuso, come cameriere, parcheggiatore, autista di limousine, libraio, scaricatore di camion. Il suo unico rimpianto è di non aver mai fatto il barista.Ha scritto dieci romanzi, tutti bestseller, tradotti in oltre trenta lingue.Dennis Lehane è anche sceneggiatore di serie tv (The Wire, Boardwalk Empire). Vive tra Boston e la Florida.

Se vuoi... commenta